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Adrian Bradbury


Oggi, a Londra, incontro il violoncellista Adrian Bradbury per un’intervista.

A quanti anni ha iniziato a studiare il violoncello?
A sei anni

Perchè proprio il violoncello e non un altro strumento?
Mio cugino guardò le mie mani e disse: “Adrian dovrebbe suonare il violoncello, le sue mani hanno le dimensioni giuste!” Mio fratello gemello, identico a me, così lui iniziò a studiare il clarinetto due anni dopo ed ora è il primo clarinetto della BBC Philharmonic Orchestra.

Quali sono stati i suoi maestri?
La mia prima insegnante è stata Julia Pringle. Di lei ho un ottimo ricordo. Era una vecchia signora che viveva con una formidabile sorella violinista e con almeno due carlini in una grande casa nella zona ovest di Londra. Dedicava tutta se stessa all’insegnamento e faceva felici noi suoi piccoli allievi regalandoci spartiti accuratamente copiati a mano e piccole rane violoncelliste. Ho scoperto da poco che fu la prima insegnante anche di Steven Isserlis, così posso dire di essere stato in buona compagnia! La mia insegnante successiva (quando avevo 13 anni) è stata Lilly Phillips, lei ha acceso in me la passione per la musica e anche nel suo caso penso che il segreto fosse la sua passione per l’insegnamento: ricordo che una volta che mi disse: “Sono stata sveglia tutta la notte a pensare quale pezzo potremmo scegliere per il tuo prossimo concerto” e questo mi fece capire quanto fosse interessata ai miei progressi. Ciò stimolò molto il mio entusiasmo e mi spinse ad esercitarmi di più. A 18 anni ho iniziato a studiare con David Strange, il leggendario primo violoncello della Royal Philharmonic Orchestra e poi della Royal Opera House. Mi fece crescere musicalmente nella National Youth Orchestra e fece crescere la mia abilità tecnica senza mai perdere di vista l’orizzonte del palcoscenico. Poi a 21 anni mi sono trasferito a Berlino dove mi sono perfezionato con Goetz Teutsch, violoncello solista dei Berlin Philharmonic. Penso che tutti i violoncellisti inglesi dovrebbero andare in Germania per prendere confidenza con il ponticello.

Chi è il suo compositore preferito?
Che siano, gatti, bambini o compositori, non ho mai delle preferenze! Ma quelli di cui non mi stanco mai sono facili da indovinare: Bach, Beethoven, Brahms – e fra i compositori italiani Corelli, Verdi e Dallapiccola per nominarne solo tre.

E la sua composizione preferita?
Anche in questo caso nessuna preferenza, ma sarebbe difficile vivere senza il Requiem di Brahms…

Qual è il concerto che ricorda con più piacere?
Forse Gurrelieder con la European Community Youth Orchestra e Claudio Abbado – fu una prova meravigliosa e terribile nella Pilharmonie, ma dopo settimane di studio fianco a fianco con giovani musisicti di tutta Europa fu un’esperienza magica.

Preferisce suonare da solo o con altri musicisti?
Sempre meglio suonare con qualcuno! La musica non è nulla se non c’è interazione (al limite anche solo fra la mano destra e la mano sinistra).

Quali sono i suoi progetti musicali per il 2018?
Questo mese ho concerti con i miei due gruppi favoriti: Touchwood piano quartet (con il quale proporremo una rivisitazione del Quartetto con il pianoforte di Copland) e il Composers Ensemble (con il quale proporremo un programma esclusivamente di musica contemporanea, che include Adès e Woolrich). Questa primavera e quest’estate avrò la responsabilità di allenare e violoncellisti della National Youth Orchestra, e in Agosto sarò impegnato con i Festival di  Normberga e Burton Bradstock. Alla fine di settembre conto di concludere la registrazione del mio secondo disco delle Fantasie su Arie d’Opera di Alfredo Piatti con il pianista Oliver Davies. Per tutto il 2018 sono impegnato come primo violoncello ospite con la Ulster Orchestra. Mi piacciono molto i loro progetti, perchè sono programmati con fantasia e spesso trasmessi dalla BBC. E sono sempre dentro e fuori dagli studi che fanno progetti commerciali (fil e TV, e ora giochi con il computer), che aiutano a pagare il mutuo ed allo stesso tempo sono musicalmente gratficanti.

Grazie e tanti auguri per un 2018 pieno di buona musica!

© Foto di Richard Hughes, Meridian Records