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Ana Topalovic


Ana Topalovic, violoncellista, compositrice, insegnante. Da alcuni anni, coloro che desiderano averla come insegnante possono farlo senza uscire di casa. Una bella esperienza, nata quasi per caso. Conosciamo insieme Ana.
Quando hai iniziato a suonare e perché hai scelto il violoncello?
Ho iniziato a suonare quando avevo circa 3 anni, usando giocattoli, xilofoni per bambini, o qualsiasi altro strumento su cui potessi mettere le mani. Quando avevo 6 anni, i miei genitori non poterono fare altro che farmi entrare in una scuola di musica, dove iniziai a suonare il pianoforte. Ricordo ancora vividamente il giorno in cui ho fatto conoscenza con il violoncello. È stato amore a prima vista e … udito.

Quali insegnanti sono stati i più decisivi nella tua formazione e da quali punti di vista?
In realtà, ho dovuto cambiare un paio di insegnanti durante la mia formazione, ma sono stata davvero fortunata, perché ho avuto esattamente l’insegnante giusto al momento giusto per il mio sviluppo. E ho imparato molto da ognuno di loro. Ma quello che si distingue, per me, è stato il mio ultimo professore, Martin Hornstein. Mi ha modellato non solo come violoncellista, ma anche come artista.

Durante la tua carriera, quali sono state le esperienze che ti hanno dato la soddisfazione più importante?
Sono state così tante! Il primo concerto da solista, la prima volta al Musikverein di Vienna o alla Carnegie Hall, ogni volta che suono per i bambini, quando ricevo un brano scritto appositamente per me, quando vedo una scintilla improvvisa negli occhi del mio pubblico, quando mi esibisco con colleghi fantastici, quando il “signor Cello” è di buon umore, quando la mia sinestesia (capacita di “vedere” la musica) si è intensificata dopo aver dato alla luce mia figlia, quando vengo pagata come dovrei, quando incontro persone e culture diverse attraverso il mio lavoro … così tante!!

Nella tua attività professionale, hai più soddisfazione nel suonare, nell’insegnare o nel comporre?
Queste sono tre attività totalmente diverse, ma sono tutte creative e riguardano la musica, ed è per questo che mi piacciono tutte.

Come e quando è nato il tuo interesse per la composizione?
È venuto naturalmente. Già da bambina mi piaceva qualche piccola improvvisazione al piano o al violoncello. Quando sono maturata come artista, il mio modo di comporre ha assunto una forma più professionale. Ho una specie di cinema e radio (la mia sinestesia) nell’occhio e nell’orecchio interno, e tutto deve solo uscire, è un processo molto naturale per me.

Quando componi, preferisci fissare i tuoi pensieri musicali con carta e matita o usi un software musicale?
Adoro i gadget tecnologici!! Uso il mio tablet per quasi tutto. Mi esibisco anche con gli spartiti digitali.

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