ACCADDE OGGI - Il 27 gennaio 1901, muore a Milano il compositore Giuseppe Verdi

Andrea Bergamelli (2)


Andrea, Ljuba e Attilio Bergamelli

 

Nel novembre di quest’anno, il Festival Violoncellistico Interazionale Alfredo Piatti ha raggiunto la sua sedicesima edizione. Quali sono le motivazioni che hanno spinto l’Associazione Alfredo Piatti a far nascere questa manifestazione e a portarla avanti, pur fra mille difficoltà? Quali i risultati raggiunti?
Il Festival Violoncellistico Alfredo Piatti è nato con il desiderio di far riscoprire, non solo al pubblico, ma anche ai violoncellisti, le composizioni di Alfredo Piatti. In questi sedici anni siamo riusciti a raggiungere certamente ottimi risultati in questo senso, perché oggi moltissime delle composizioni di Piatti sono disponibili su CD, e vengono regolarmente eseguite dai violoncellisti di tutto il mondo. Fino alla fine del secolo scorso, invece, le uniche composizioni di Piatti che erano veramente conosciute erano i 12 Capricci, op. 25, che costituiscono un passaggio fondamentale per la crescita dei violoncellisti. Pochissimi erano i violoncellisti che sapevano che Piatti era stato un compositore molto prolifico, non solo di composizioni da camera e per violoncello e orchestra, ma anche di musica per voce, violoncello e pianoforte. Certamente, far partire il Festival e portarlo avanti è stato molto difficile, soprattutto quest’anno, ma abbiamo sempre potuto contare sul supporto della Fondazione MIA, che ci garantisce la disponibilità della meravigliosa Sala Piatti, una  delle più belle sale da concerto d’Italia, soprattutto dal punto di vista dell’acustica. Abbiamo poi avuto il supporto degli enti locali, delle fondazioni bancarie e di altri sponsor che hanno creduto nella validità del nostro progetto, ma soprattutto abbiamo avuto la disponibilità di grandi interpreti, come Antonio Meneses, Giovanni Sollima, David Geringas, Frans Helmerson, che hanno volentieri accettato di dare voce alle composizioni di Piatti, e di tanti giovani violoncellisti che hanno affrontato con coraggio e determinazione la sfida di studiare le composizioni di Piatti, quasi sempre estremamente impegnative dal punto di vista tecnico.

Quali sono i progetti dell’Associazione Alfredo Piatti per i festeggiamenti del bicentenario di Piatti?
Purtroppo, per una serie di sfortunare circostanze, legate anche alla situazione pandemica, siamo stati costrtetti ad annullare all’ultimo momento il concerto di Giovanni Sollima che avevamo in programma per festeggiare l’8 gennaio, ma speriamo di poterci rifare nei prossimi mesi. Appena la situazione si sarà assestata, e si potrò quindi tornare con maggiore serenità ai concerti in presenza, oltre al tradizionale festival di novembre, contiamo di organizzare concerti che si terranno fino alla fine del 2022, e non solo in Sala Piatti. Vorremmo infatti creare anche un intreccio fra arte, cultura e storia, valorizzando spazi alternativi come la Biblioteca Civica Angelo Mai, l’Accademia Carrara e le molte dimore storiche del nostro territorio. Abbiamo quindi coinvolto le più importanti accademie dove i violoncellisti si formano, perché i giovani interpreti siano protagonisti di alcuni di questi eventi. Ovviamente, non verranno eseguite sempre e solo composizioni di Alfredo Piatti, ma a tutti verrà chiesto, come sempre accade anche per il festival, di offrire al pubblico una visione a tutto tondo del repertorio violoncellistico. I dettagli sui singoli appuntamenti di questa stagione annuale, appena la situazione ne consentirà una maggiore definizione, verranno resi pubblici non solo attraverso il sito dell’associazione, ma anche sulle pagine facebook dell’Associazione Alfredo Piatti e del Festival Violoncellistico Internazionale Alfredo Piatti.

E quali i progetti per un futuro non così immediato?
Nel 2023, Bergamo e Brescia saranno Capitali Europee della Cultura, e stiamo lavorando per attivare una stretta collaborazione con l’Associazione Bazzini di Brescia. Il violinista Antonio Bazzini e Alfredo Piatti furono molto amici, oltre che colleghi, e ci sembra molto bello che anche le associazioni a loro intitolate possano collaborare da buone amiche. In futuro ci piacerebbe allargare la rete di collaborazione anche ad altre associazioni simili alla nostra, come ad esempio l’Associazione Bottesini di Crema o la Servais Society di Halle. Fra i sogni più lontani, c’è sicuramente un concorso violoncellistico internazionale dedicato a Piatti, nella sua città.

Grazie, Andrea, per la tua disponibilità con tanti auguri per un 2022 pieno di buona musica!