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ACCADDE OGGI - Il 23 ottobre 1923, muore a Parigi il compositore Félix Fourdrain

Angelo Zanin (3)


Insomma, era una fonte inesauribile di aneddoti e di ricordi di persone leggendarie. Con lui ho studiato e incrementato il mio repertorio, soprattutto il repertorio classico, e ho avuto dal suo insegnamento tutto ciò che sono oggi. Con lui ho studiato anche il repertorio quartettistico e con lui ho suonato il quintetto di Schubert, il sestetto di Brahms, con Bruno Giuranna alla viola, e anche quintetti di Boccherini e Borodin.
Mi scuso se mi sono un po’ dilungato sui Maestri che ho avuto ma, come dicevo all’inizio, non mi stancherò di ricordare quanto l’avere un buon Maestro sia importantissimo. Devo poi molto anche al Maestro con cui ho iniziato la mia attività di musica d’insieme. Questa persona era Sirio Piovesan, un violinista veneziano di grande qualità musicali ed umane. Con lui (ero al quarto anno) ho iniziato a studiare il grande repertorio (Haydn, Mozart, Wolff, Britten, Vivaldi…). Eravamo una piccola orchestra d’archi che suonava meravigliosamente e mi ha dato le basi del suonare assieme. E infine non posso non ricordare Piero Farulli, la mitica viola del quartetto Italiano, con il quale abbiamo studiato a Fiesole e all’Accademia Chigiana di Siena, che ha saputo trasmetterci una parte del suo carattere e della sua vivacità umana.

Certo: avere dei buoni maestri è fondamentale… ma è importante anche essere dei buoni allievi! Esiste, secondo te, un modo per capire se un bambino ha la possibilità di diventare un buon violoncellista?
Non è sempre facile capire se un bambino può avere caratteristiche adatte per affrontare questo tipo di studio. È facile vedere se ha talento naturale, qualità musicale, ma è molto difficile capire se avrà forza di volontà, caparbietà, resistenza… Lo studio di uno strumento è complesso e difficile: a volte ragazzi di grande talento non hanno poi la capacità di sacrificare il loro tempo allo studio. Per questo credo sia determinante la scelta personale del ragazzo e non l’imposizione da parte dei genitori: solo la scelta consapevole e determinata dalla passione per la Musica può fare andare avanti in un percorso così lungo e irto di difficoltà. Credo che il buon insegnante debba prima di tutto capire le qualità del ragazzo e poi stimolarne la crescita attivando in lui curiosità, allegria e leggerezza nello studio cercando, attraverso la serietà e la costanza, di accrescerne la passione.

E quali sono le difficoltà principali che i violoncellisti devono superare all’inizio del loro percorso di studi (a parte le fiacche sulle dita della mano sinistra)?
Credo che, nel caso degli strumenti ad arco, la difficoltà principale sia riuscire a tirare fuori un suono decente dallo strumento, che inizialmente sembra in grado di produrre solo grattate e fischi. Ma è importante anche un’impostazione corretta della mano sinistra, che permetta di intonare bene le note. Una cosa molto difficile per alcuni è poi la postura sullo strumento, lo stare dritti, il sedersi correttamente, e anche l’impostazione della tenuta dell’arco e della giusta cavata. Torno a parlare dell’importanza di avere un insegnante capace e disponibile nella prima parte dello studio, perché è fondamentale poter essere seguiti e corretti con costanza da una persona capace ed esperta.

Ma un maestro può proporre ai suoi allievi sempre la stessa sequenza di pezzi ed esercizi da studiare? O deve calibrarli sulle difficoltà specifiche di ogni studente?
Penso che ci siano una serie di pezzi quasi obbligatori per i violoncellisti. Sono studi principalmente, che rimangono fondamentali per tutti e da cui tutti devono passare. Penso allo studio n.5 dei 113 studi di Dotzauer, al n.8 con le doppie corde o lo studio arpeggio di Duport, o al capriccio n.2 di Servais, o ai nn.6, 10, 22 di Popper, o i nn.1 e 12 di Piatti… Tutti studi importantissimi, che tutti noi abbiamo studiato, e sui quali abbiamo dovuto sudare… chi più chi meno. Ma penso anche che ogni allievo debba poi fare un suo percorso che può essere anche molto differente da quello di un altro allievo. L’importante è che, in ogni caso, questo percorso dia al ragazzo la possibilità di accumulare nella sua preparazione le capacità necessarie a poter poi suonare i grandi capolavori del repertorio.

E quando si inizia a suonare con altri musicisti? Quali sono le difficoltà da superare? È più facile imparare a suonare con altri violoncellisti, o in quartetto, o con il pianoforte, o in orchestra?
È una domanda complessa che credo abbia risposte molto personali. Posso parlare della mia esperienza di vita, ma penso che sia molto differente da altre… Io ho avuto sin dall’inizio il forte stimolo di suonare assieme agli altri. Per me è sempre stata un’esigenza fondamentale e imprescindibile. Ricordo che, già dai primi studi di Dotzauer, mi emozionavo quando il Maestro si sedeva al mio fianco e mi accompagnava al violoncello. Sentivo che quella umile melodia che suonavo a casa da solo si arricchiva, si ampliava… e mi piaceva così tanto! Per questo da subito ho cercato collaborazioni: prima in classe con i miei compagni. Ricordo che, un po’ più avanti, avevo formato un duo di violoncelli con Alessandro Zanardi (poi primo violoncello alla Fenice). Insieme ci divertivamo suonando gli studi le sonate di Breval e Boccherini e ci facevamo anche scrivere pezzi dai nostri amici studenti di composizione. Come ho già detto prima, in quarto anno ho cominciato l’orchestra d’archi con Piovesan, e da lì poi il quartetto col pianoforte e il quartetto d’archi sono stati naturali conseguenze. Ho sempre avuto voglia e passione di suonare assieme agli altri, perché credo che la condivisione sia non solo la cosa più bella della Musica, ma anche la più importante per qualsiasi musicista, e quindi io la consiglio a tutti fin da subito.
Suonare con un altro violoncellista è molto facile, perché i problemi sono comuni e si possono risolvere facilmente insieme. Qualche complicazione in più la dà il pianoforte (soprattutto nel primo periodo di studio), perché spesso il pianista non ha nessuna esperienza cameristica e tende a sopraffare il suono del violoncello.  [continua]