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ACCADDE OGGI - Il 20 ottobre 1931, muore a Chardonne il pianista e compositore Emanuel Moór

Anita Lasker-Wallfisch, “Ereditate la verità”


Anche con la testa rasata e con un numero tatuato sul braccio, non avevo totalmente perso la mia identità. Pur non avendo più un nome, ero ancora identificabile. Ero “la violoncellista”. Non mi ero dissolta in quella massa grigia di persone uniformi e senza nome.”

Fra il 1939 ed il 1945 due sorelle tedesche, Anita e Renata, rimangono sole a Breslavia. A poco a poco un cerchio soffocante di odio raziale si è chiuso intorno a loro sgretolando la quotidiana normalità della loro esistenza. I loro genitori sono stati deportati ed uccisi e le due ragazze vengono incarcerate e poi deportate ad Auschwitz, una dopo l’altra. Quando poi l’Armata Rossa si avvicina, le due ragazze vengono trasferire nel campo di Bergen-Belsen. Anita sa suonare il violoncello e proprio per questo riesce a salvarsi, entrando a far parte dell’orchestra del lager diretta da Alma Rosè, nipote di Gustav Mahler.

La storia della loro vita è raccontata in prima persona da Anita, che non si limita ad offrire al lettore la sua toccante testimonianza di involontaria protagonista di una delle pagine più tristi della storia del ‘900, ma offre spunti di riflessione sul senso stesso dell’esistenza. La storia che Anita racconta è una storia di sofferenza insensata, ma è anche la storia di una speranza che non si lascia soffocare dall’assurdità della situazione. Una speranza che sa resistere alla distruzione dei legami familiari, all’annientamento della dignità umana e all’ipocrisia di chi, a guerra conclusa, ancora chiude le sue porte alle vittime innocenti delle persecuzioni raziali.

Anita Lasker-Wallfisch è nata a Breslavia nel 1925. Sua madre era violinista e fu avviata allo studio della musica. Nel 1942 i suoi genitori furono deportati e poi uccisi. L’anno dopo Anita fu internata ad Auschwitz dove fu poi internata anche sua sorella Renate. Alla fine della guerra, Anita emigrò in Belgio e poi in Gran Bretagna dove fu fra i fondatori della English Chamber Orchestra e sposò il pianista Hans Peter Wallfisch. Oggi vive a Londra e, come molti altri sopravvissuti ai lager, si impegna attivamente a tenere viva la memoria della Shoa, per evitare che un crimine di questa natura possa ripetersi in futuro.

ANITA LASKER-WALLFISCH
“Ereditate la verità”. Memorie di una violoncellista ad Auschwitz
Ugo Mursia Editore (16 dicembre 2014)
pp.296
ISBN-10: 8842542571
ISBN-13: 978-8842542575

ANITA LASKER-WALLFISCH
Ihr sollt die Wahrheit erben: Die Cellistin von Auschwitz. Erinnerungen
Rowohlt Taschenbuch (1 aprile 2003)
pp.256
ISBN-10: 3499226707
ISBN-13: 978-3499226700