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ACCADDE OGGI - Il 26 giugno 1837, nasce a New Orleans il compositore Ernest Guiraud

Anna Banas


Buongiorno, Anna, e grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. A quanti anni ha iniziato a studiare il violoncello, e perché proprio il violoncello e non un altro strumento?
Ho iniziato a studiare all’età di 10 anni. Onestamente, non avevo la minima idea di cosa fosse un violoncello. Ero innamorata del violino e volevo suonare quello strumento, ma mi è stato detto che ero troppo “vecchia” e che avrei potuto scegliere tra violoncello, fagotto o corno. Non conoscevo nessuno di questi strumenti, in fondo avevo solo 10 anni, e non so per quale motivo ho associato il violoncello all’arpa e agli angeli sulle nuvole.  Per questo ho risposto “violoncello”. Devo ammettere che sono rimasta molto sorpresa quando sono arrivata alla prima lezione e ho visto questo strumento: non era quello che mi immaginavo, ma nel giro di pochissimo tempo me ne sono innamorata fino a farlo diventare compagno inseparabile della mia vita.

Chi è stato il suo primo insegnante? E quello più importante?
La mia prima insegnante è stata la professoressa Beata Krzanowska. Una grande insegnante con un ottimo approccio verso i bambini. Le devo molto come violoncellista e come essere umano: mi ha preso per mano e mi ha accompagnata nei miei primi passi in questo mondo. Non posso dire chi è stato il più importante, perchè penso che ogni artista che ho incontrato sulla mia strada mi abbia trasmesso qualcosa di importante, a partire dal Prof. Michael Flaksman, passando per il prof. Miklos Perenyi e il prof. Wolfgang Mehlhorn, fino ad arrivare al prof. Robert D. Levin.

Ritiene di aver imparato di più con gli occhi (guardando i suoi insegnanti) o con le orecchie (sentendoli suonare o ascoltando le loro spiegazioni)?
Ho sempre osservato con attenzione sia i miei professori che il mondo che li circondava. Pensavo che avrei potuto imparare non solo da loro, ma anche da tutti gli altri artisti e dal mondo che li circondava. Ho sempre cercato di trovare una spiegazione e una connessione con tutto, non sempre riuscendoci. Anche ai miei studenti raccomando sempre di vivere ogni esperienza con il loro “cesto invisibile”, nel quale mettere tutte le informazioni che ricevono per poi tirarle fuori nel momento opportuno, non per copiarle, ma per prenderne spunto nella loro vita musicale e nel loro stile, creando una versione originale di se stessi.

Quali sono secondo lei le composizioni che un violoncellista non può fare a meno di studiare nel suo percorso di studi?
Ogni composizione è a suo modo importante e quindi andrebbe studiata: avere una visione a 360 gradi è il modo migliore per affrontare il proprio percorso di studi. Sicuramente non devono mai mancare le nostre colonne portanti come le Suite di Bach o i Concerti di Haydn, Schumann, Dvorak e Lutoslawski, ma non bisogna nemmenno dimenticarsi degli Studi e dei Capricci, spesso evitati dagli studenti, ma di fondamentale importanza nella tecnica di un musicista.

E’ utile partecipare a dei concorsi durante il proprio periodo di studi?
Questa è una domanda molto delicata. I concorsi ovviamente possono aiutare: grazie ai più di 30 concorsi vinti nella mia carriera, ho avuto la possibilità di ottenere la borsa di studio “Giovane Polonia”, con la quale sono riuscita a procurarmi un buono strumento italiano, ma il problema principale penso sia che molti giovani tendono a vedere il concorso, e nello specifico il risultato ottenuto al concorso, come il loro punto artistico di quel momento, spesso demoralizzandosi e perdendo la fiducia in se stessi, senza prendere in considerazione il fatto che un concorso è una somma di tanti fattori. Quindi penso che i concorsi siano importanti, ma non dovrebbero diventare il perno su cui gira la nostra vita.

Preferisce suonare da sola, in gruppi da camera o in orchestra?
Non ho preferenze. La cosa più bella dell’essere un musicista e proprio quella di “fare” musica. Adoro suonare concerti da solista, ma nello stesso modo non riuscirei a vivere senza musica da camera, così come adoro suonare e farmi trasportare dall’insieme degli strumenti di un’orchestra.

Se fosse costretta a scegliere, preferirebbe insegnare o suonare?
Spero di non dover mai essere costretta a prendere una decisione del genere! Penso che un bravo insegnante non possa permettersi di smettere di suonare. Suonare porta sempre delle nuove esperienze e nuove ispirazioni, così come spesso mi ritrovo ad imparare molto dagli allievi. Ognuno dei miei studenti è completamente diverso e ognuno mi sorprende ed ispira in modo differente. Quindi, rispondendo alla domanda, sceglierei di suonare… ma comunque continuerei ad insegnare di nascosto!

Se le chiedessero di fare una lezione concerto a dei bambini che non hanno mai visto un violoncello e non ne conoscono la voce, quali pezzi suonerebbe?
Mi capita ogni tanto di incontrare un bambino incuriosito da questo grande strumento… e spesso provo ad attirare la sua attenzione (chissà… magari proprio questo bambino si innamorerà e diventerà un gran violoncellista…) e devo dire che mi sorprendo sempre di più! Capita spesso che, suonando i pezzi più famosi e virtuosistici, non attirino nessuna attenzione da parte loro e, al contrario, la Sacher Variation di Lutoslawski invece li incantata. Allora penso che non possiamo sapere cosa possa attirare un bambino: loro vedono e sentono diversamente da quello che vediamo e sentiamo noi.

Quali sono state le esperienze musicali più belle delle sua vita?
Penso che tutte le esperienze musicali siano “le più belle della vita”. Secondo me, se uno ama quello che fa e lo fa con il sorriso, ogni esperienza puó essere entusiasmante. Se proprio ne dovessi scegliere una, direi il momento in cui una mia allieva mi ha ringraziato dopo che l’ho fatta suonare al mio fianco, per il suo primo concerto professionale, in pubblico regalandole l’emozione di suonare il bis come solista. Non esiste soddisfazione più grande che aiutare un giovane a raggiungere il suo obiettivo.

E quali sono i suoi sogni musicali per il futuro?
Continuare a fare quello che amo….insegnare e suonare….magari riuscendo un giorno a vedere un mio allievo cavalcare un palco importante.

Grazie mille per la sua gentilezza e disponibilità e auguri per una vita piena di entusiasmo e musica!