• it
  • en
ACCADDE OGGI - Il 7 giugno 1732, nasce ad Alessandria il violinista e compositore Giuseppe Demarchi

Caterina Isaia (2)


Quali sono i concorsi più significativi, dal tuo punto di vista, fra quelli a cui hai partecipato? Pensi che partecipare ai concorsi sia importante per un giovane musicista?
Fin da piccola ho partecipato a molti concorsi nazionali. per abituarmi a suonare in occasioni diverse, conoscere nuove persone e fare nuove amicizie. All ‘Ínternational Cello Competition “Antonio Janigro”, ho vinto il primo premio e il premio speciale consistente in un concerto con la “Zagreb Chamber Orchestra”. Ricordo molto bene l’estate trascorsa in preparazione al mio primo concorso internazionale. Sono molto grata al supporto che ho ricevuto dalla mia famiglia, che quotidianamente mi ha sempre sostenuta, anche nei momenti di sconforto. Personalmente, penso che sia molto importante partecipare ai concorsi, in quanto, la preparazione e lo studio che precedono la performance, sono un grande momento di crescita, musicalmente e tecnicamente. Si impara molto anche dagli altri concorrenti e dai membri della giuria. Tuttavia è anche importante prendere periodi di pausa dai concorsi, per concentrarsi su se stessi e studiare aspetti che, sotto la pressione di un concorso, non si possono affrontare. Da quando sono entrata alla Menuhin School, non ho più fatto concorsi fino allo scorso gennaio, quando ho vinto il primo premio al ”14th Jan Vychytil International cello competition” di Praga.

Già molti concerti importanti sono presenti nel tuo curriculum: quali hanno avuto un significato particolare per te?

Sono molti i concerti che per motivi diversi ricorderò a lungo. Il primo da solista con l’orchestra ad undici anni. Suonai il Concerto in Do maggiore di Haydn. Ricordo con piacere anche il concerto di apertura del Festival Violoncellistico “A. Piatti” nella Sala Piatti a Bergamo, con il programma che avrei portato al Concorso in Croazia. Restera’ sempre nel mio cuore il primo concerto di musica da camera alla Menuhin Hall, a Londra, dove con i miei compagni, abbiamo suonato il Quintetto di Schumann e un anno dopo il Quintetto di Dvorak. Ad Aprile 2018 sono stata scelta dalla scuola per un tour di sette concerti in Scozia, dove ho suonato da solista accompagnata dal pianoforte ed in duo con violino e con chitarra. E’ stato bellissimo fare il mio primo tour con i miei amici, nell’accogliente atmosfera scozzese. Nell’ ottobre 2018, la Menuhin School Orchestra ha fatto un tour in Spagna, dove ho avuto il privilegio di essere spalla dei violoncelli. Abbiamo suonato a Madrid, Valencia, Zaragoza, e al suggestivo Auditorium Pablo Casals di El Vendrell. Lo scorso dicembre sono stata scelta per suonare il Concerto in la minore di R. Schumann con la Marlborough Concert Orchestra. Sicuramente il concerto di Schumann e’ uno dei miei preferiti ed è stata un’esperienza indimenticabile. Ultimo, ma non meno importante, il concerto nella meravigliosa Sala Martinu del palazzo Liechtenstein di Praga. Recentemente sono stata invitata, insieme al mio quartetto, a suonare “Introduzione e Allegro” di Elgar, alla Royal Festival Hall con la Orchestra senior dei workshops di Nicola Benedetti e la Fondazione Benedetti. E’ stata un’ esperienza emozionante, partecipare ad un progetto così importante in cui  la famosa  violinista britannica avvicina alla musica e allo studio dello strumento moltissimi bambini di tutte le eta’.

La tua carriera è iniziata molto presto. Questo, secondo te, ha in qualche modo influenzato i tuoi rapporti con i coetanei?
Sicuramente. Ho dovuto rinunciare spesso ad uscire con amici e a praticare la ginnastica artistica. Attività agonistica che, a dodici anni, con dispiacere, ho dovuto lasciare a causa dello studio del violoncello. Sono nata in Sicilia, ancora bambina mi sono trasferita in Lombardia ed appena adolescente sono andata a vivere in Inghilterra. Mi sono dovuta ambientare a culture e stili di vita diversi. Tuttavia ho amici non musicisti che conosco da piccola, con cui i rapporti non sono cambiati, anzi ricevo molto supporto da loro e sono comprensivi quando non sono disponibile a causa dei miei impegni di studio e artistici. Sono certa in compenso, che questi anni vissuti alla Menuhin School mi hanno permesso di creare legami di amicizia con persone di diverse culture, che resteranno per tutta la vita.

Ti piace suonare in orchestra? Cosa apprezzi di più nel “gioco di squadra”?
Adoro suonare in orchestra, specialmente da quando sono alla Menuhin. Penso che l’orchestra sia il posto perfetto per imparare molto dal punto di vista musicale, grazie ai consigli dei direttori. Ma soprattutto è ideale per mettere da parte il proprio ego e imparare ad ascoltare gli altri per rendere l’orchestra uno strumento solo. Non solo ascoltarsi, ma ascoltare quello che succede intorno a noi.

Quale spartito hai in questo momento sul leggio? Qual è il compositore con il quale ti senti più in sintonia in questo momento della tua vita? E perché questa scelta?
In questo momento, sto lavorando alla quarta suite di Bach. Bach è il compositore con il quale mi sento più in sintonia, poiché la sua scrittura così densa,  mi porta ad approfondire una dimensione spirituale in cui ritrovo  me stessa, sopratutto in questo periodo di lontananza dalla mia famiglia. Tuttavia sto lavorando e scrivendo per la classe di Composizione delle canzoni hip-hop/moderne, quindi ascolto anche molta musica di altri generi (jazz, elettronica, concreta, pop) .

Che violoncello suoni? Quanto è importante per te lo strumento con cui suoni? Ha un nome il tuo violoncello? Nel tuo strumento vedi di più un padre maturo che rassicura ed infonde coraggio, un fratello maggiore che offre empatia ed ascolto nei vari momenti della nostra giornata, un amico spensierato ed allegro che regala momenti di vitalità e gioia, da ricordare nel futuro, o…?
Suono un violoncello anonimo di fine ottocento. Questo strumento e’ stato suonato della mia insegnante Monika Leskovar per alcuni anni, prima che lo suonassi io. Ci tengo moltissimo perché ha un suono molto morbido. E’ l’unico violoncello, di quelli che fino ad ora ho suonato, a cui non ho dato un nome! L’ho sempre visto nelle mani di Monika e quindi lo vedo molto come un padre maturo che rassicura ed infonde coraggio. Naturalmente la sua “fisionomia” cambia, in relazione alla musica che sto suonando.

Quali sono i progetti per il tuo prossimo futuro?

Grazie all’Associazione Musica Con Le Ali,, che mi supporta dal 2019, avrò l’opportunità di suonare alla Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, al Teatro Politeama di Palermo ed in altre prestigiose istituzioni musicali italiane. Mi piacerebbe anche partecipare ad altri concorsi internazionali e suonare molta musica da camera. Intanto voglio concentrarmi nello studio e in futuro mi piacerebbe moltissimo insegnare ai bambini e creare in Italia una realtà simile alla Menuhin School!

Grazie per il tempo che mi hai dedicato e buona fortuna per la tua carriera!