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David Johnstone


Sono tanti i violoncellisti che utilizzano in modo intelligente internet e i social network, ma tra questi David Johnstone spicca  per la sua grande vogia di condividere e diffondere materiali e informazioni utili per i violoncellisti. Un desiderio che MyCello condivide con lui. Pertanto, decido di contattarlo e chiedergli se vuole rispondere ad alcune domande. Accetta la proposta con entusiasmo.

Quando, nella tua vita, hai visto e sentito per la prima volta un violoncello e perché hai deciso di sceglierlo come tuo strumento?
Bene, prima di tutto, grazie mille per avermi contattato. Cercherò di essere molto trasparente e onesto nelle mie risposte!
La verità alla tua prima domanda è che non riesco davvero a ricordare quando ho sentito un violoncello per la prima volta; a quanto pare, ho chiesto di suonare il violino all’età di 6 anni, ma in quel momento non era possibile prendere lezioni di musica nella scuola del mio villaggio. Poi, poco dopo, ci siamo trasferiti nel capoluogo regionale (Reading, Berkshire, Inghilterra) e lì sì c’erano molti strumenti a disposizione; ho scelto il violoncello e mi è piaciuto molto fin dall’inizio.
I miei genitori non suonavano a casa quando ero un bambino, ma mio padre era stato un batterista jazz quasi semi-professionista in gioventù e anche mia madre aveva preso lezioni di pianoforte per molti anni ed era in grado di suonare alcuni dei pezzi di Chopin “più facili”; a sua volta, suo padre era il primo trombettista della banda cittadina. Quindi, suppongo che alcuni geni musicali siano passati di generazione in generazione fino a me.

Quale dei docenti che hai incontrato durante gli anni di studio ha maggiormente influenzato la tua formazione e da quali punti di vista?
Sono cresciuto nell’era pre-internet, quindi non avevamo il vantaggio di vedere video meravigliosi su YouTube: era tutto faccia a faccia. Verso i 13 anni ho iniziato a soffrire un po’. Ho sentito che qualcosa non andava nel mio modo di suonare, non mi sembrava stesse progredendo come avrei voluto – non sapevo, in quel momento, che in effetti il ​​mio insegnante era… molto “povero”! Tuttavia, il direttore dell’orchestra sinfonica giovanile locale, dove avevo iniziato a suonare da poco, mi sistemò mandandomi a studiare con professore di violoncello dell’università locale – un violoncellista tedesco allora semi-pensionato di nome Martin Bochmann. Questa fu per me come una risposta dal cielo! Era piuttosto severo, ma molto analitico (aneddoticamente era quasi l’ultimo allievo di Hugo Becker, e suonava come primo violoncello d’orchestra in Germania/Austria negli anni ’40): proprio il tipo di approccio che andava bene per me. Ad esempio, quando ho iniziato con lui, odiava il mio vibrato “croony” a movimento circolare e fissava due blocchi di legno (legati da una corda dura) sopra e sotto il mio braccio sinistro per limitare i movimenti non necessari – faceva un po’ male, ma io mi era piaciuto farlo, perché vedevo che funzionava! La prova è che in soli due anni sono passato dal livello UK Grade 6 ad essere accettato nella National Youth Orchestra della Gran Bretagna. Conclusa la formazione di base, sono andato alla Royal Academy of Music – per i primi tre dei quattro anni avrei potuto fare molto di più, forse, ma ero un po’ intimidito a Londra; non tanto con la musica, quanto nell’imparare a cavarmela da solo (e non sono sicuro di averlo fatto!). Musicalmente non mi sentivo abbastanza spinto, anche se il mio insegnante Derek Simpson era un uomo meravigliosamente gentile con cui ho affrontato un’incredibile quantità di repertorio che mi è servito in seguito, quindi non è stata affatto una cattiva scelta.
Verso la fine del mio periodo alla RAM ho visto che i violoncellisti che ammiravo di più erano quelli con lo stile di Lynn Harrell, e così l’ho contattato personalmente. Accantonai presto l’idea di andare con lui alla Juilliard, ma comunque ogni tanto mi riceveva a Londra e mi invitava alle sue masterclass. Una grande influenza per me.
Infine, occasionalmente, cercavo un interprete specifico per lavori specifici; per esempio, ho lavorato su Rubbra e sui lavori di Enescu con William Pleeth, o sul Concerto di Finzi con Christopher Bunting.

Hai studiato in Inghilterra, ma ora lavori in Spagna. Quali sono, secondo te, le principali differenze tra il mondo della musica in questi due paesi? Quale dei due offre le migliori opportunità per gli studenti? Quale offre la migliore opportunità di lavoro?

[continua]