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ACCADDE OGGI - Il 24 maggio 1773, muore a Ellwangen il violinista e compositore Johann (Jan) Zach

Enrico Guerzoni


Enrico Guerzoni, buongiorno. Grazie per l’interesse rivolto al nostro sito web e per la sua disponibilità a rispondere alle nostre domande. Ci può parlare della sua formazione di violoncellista? Vi erano altri musicisti nella famiglia? Dove si è diplomato e con chi?
Ho iniziato i miei studi per pochi mesi con il flauto dolce, e dopo poco sono entrato in Conservatorio scegliendo per caso il violoncello, perchè non c’erano altri strumenti disponibili, studiando e diplomandomi col M° G. Sassi.

Dopo il Conservatorio, quali altre specializzazioni?
Dopo il diploma di violoncello, ho seguito saltuariamente vari corsi di perfezionamento con diversi maestri, F. Rossi, S. Palm, M. Brunello, R. Filippini e mi sono laureato al triennio e al biennio rispettivamente in musica ad uso multimediale e in musica applicata.

Può ricordarci le principali tappe della sua carriera: concerti, tournee e orchestre con cui ha suonato?
Appena diplomato, ho iniziato quasi subito a suonare quasi sempre come primo violoncello in orchestre inizialmente formatesi per festival, poi via via sempre più importanti come la Toscanini di Parma e il Teatro Comunale di Bologna, presso cui ho vinto il concorso ed con il quale ho collaborato per 13 anni. Ho avuto modo, in quel periodo ed in seguito, di collaborarare con direttori conosciuti come Muti, Abbado, Delman, Sinopoli, etc con cantanti come Pavarotti, Domingo, Carreras, Freni, Ghiaurov, Kabaivanska etc, e tantissimi solisti strumentisti che hanno suonato con le orchestre in cui ho suonato io, tra le quali cito in primis i Solisti Veneti, con cui ho preso parte a touneè in gran parte del mondo, la regionale Marchigiana, la Sinfonica Siciliana, la Filarmonia Veneta, la Sinfonica Italiana e numerose altre, tra cui l’orchestra filarmonica di Dubai, che al momento non esiste più.

Dopo un percorso molto classico, lei ha allargato i suoi orizzonti a generi musicali diversi. E’ così? Ce ne può parlare?
Fin da molto giovane, i miei interessi musicali vertevano anche sulla musica fusion, jazz e rock e mi dilettavo a fare arrangiamenti e trascrizioni per gruppi underground bolognesi. Ero sempre alla ricerca di violoncellisti del passato che avessero contaminato il violoncello con altri stili. Poi ho cominciato a studiare jazz, e ho iniziato a suonare soprattutto con gruppi che esulavano dal contesto classico, dove ero stimolato dal fatto di improvvisare e creare io stesso melodie e contrappunti alle parti tematiche esistenti, che fossero eseguite da strumenti o da voci. Ho avuto modo di collaborare in questo contesto con musicisti di fama internazionale con cui ho lavorato a stretto contatto, come Bobby Mc Ferrin, Trilok Gurtu, Paolo Fresu, G. Mirabassi, S. Battaglia, T. Ciavarella, ma anche nel “mondo” del pop, A. Bocelli, A. Ruggiero, F. Battiato, Zucchero, Dalla, Finardi e numerosi altri.

Non manca una carriera di compositore: quali sono i suoi interessi e a quali tipi di composizioni preferisce dedicarsi?
A fine anni ‘90, dopo aver trascorso un periodo a Parigi in cui ho avuto modo di entrare in contatto con realtà musicali molto interessanti e stimolanti, come ad esempio il gruppo di archi jazz del violinista Pierre Blanchard, ho deciso di  fondare un quartetto d’archi molto eclettico, gli Arkè, con il quale intraprendere un cammino di sperimentazione, utilizzando anche strumenti elettrici, e col quale non ci si precludesse nessuna possibilità di stili, quindi eseguivamo dal classico al rock e al jazz, con composizioni originali che pian piano si andavano delineando. Questa vena di composizione è poi sfociata negli otto quartetti per archi che ho composto in questi anni e di cui sono state stampate  tutte ed otto le partiture da tre case editrici l’ultima delle quali, la giapponese Da Vinci Musical Edition di Osaka, ha anche stampato i CD con tutti e otto i quartetti.

Un accenno anche alla sua attività di arrangiatore: ha rappresentato un tassello importante nella costruzione della sua personalità artistica? Ce ne può parlare?
Il fatto di formare e prendere parte a gruppi di diversa estrazione mi ha portato inevitabilmente a dover fare composizioni trascrizioni ed arrangiamenti ad hoc per ogni tipo di formazione strumentale in cui mi trovavo, che fossero di musica multietnica o jazz. Poi hanno cominciato a commissionarmi arrangiamenti per gruppi, festival etc., cosa che continuo a fare con piacere. Anche quando entro in sala di registrazione come violoncellista ormai la maggior parte delle volte non mi limito ad eseguire parti che a volte mi hanno scritto: si sa già che, se chiamano me, è perchè vogliono che metta nella registrazione qualcosa di mio.

E l’insegnamento? Che peso ha questa attività all’interno della sua esperienza di violoncellista? Dove ha insegnato e per quanto?
Ho insegnato per anni privatamente e in scuole di musica. Negli ultimi 5 anni ho insegnato e sto insegnando al preaccademico del conservatorio di Bologna. E’ un’attività che mi piace molto e anche in questo caso agli allievi che lo desiderano insegno qualche stile diverso dalla musica classica e qualche “trucchetto” per avvicinarsi meglio ad altri generi come il jazz o il rock.

Parliamo ora del presente: a cosa si sta dedicando? Sta lavorando a qualche CD?
Al momento sto lavorando al prossimo lavoro discografico con mio figlio Tiziano, anche lui violoncellista, col quale da ormai quasi quattro anni suono nel progetto GuerzonCellos. Il primo CD era costituito da covers rock e jazz arrangiati per soli due violoncelli. Il prossimo, in uscita prevista per l’estate 2019, saranno invece quasi tutte composizioni originali nostre, e qualche rivisitazione di brani rock progressive e jazz che ancora non svelo… ma vi assicuro che sarà una sorpresa. Inoltre sono sempre alle prese con lo sviluppo della scrittura per archi e la ricerca compositiva in generale con il progetto ”the modern string project”. Ho appena finito anche un lavoro teatrale andato in scena un paio di settimane fa al Teatro delle Moline a Bologna, in cui ho eseguito mie composizioni utilizzando il violoncello elettrico ed effettistica elettronica.

Quale violoncello suona? Usa strumenti diversi quando propone generi musicali diversi?
Al momento sto usando sia un violoncello anonimo della metà del ‘800, sia uno strumento moderno di Alessandro Urso. Sempre più spesso utilizzo anche il violoncello elettrico in situazioni che lo richiedono (uso un Ned Steimberger con effettistica principalmente Earth Tone) come ad esempio quando sul palco c’è una batteria, o anche come scelta musicale per utilizzare al meglio l’effettistica elettronica, anche se è pur vero che si possono ottenere ottimi risultati anche con gli strumenti acustici tradizionali.

Negli ultimi anni, il violoncello sta riscuotendo un grande interesse, anche al di fuori dell’ambito della musica classica: quale è secondo lei il motivo?
Si può dire che ci siano molti più “cellofans” che un tempo. Il motivo è molto semplice: perchè è lo strumento più bello di tutti! A parte gli scherzi, penso che sia uno strumento molto completo in grado di poter padroneggiare la scena come solista ed essere anche utilizzato come strumento di accompagnamento in alternativa ad un basso, o come controcanto ed armonia e, con l’andare del tempo, questa cosa si comincia a capire sempre di più con la conseguenza che sempre più persone utilizzano la versatilità del violoncello in moltissime situazioni musicali. Ne è la prova il fatto che esistono ensemble di soli violoncelli mentre non esistono orchestre di soli violini o soli clarinetti ad esempio, o quantomeno non con gli stessi risultati.

Grazie molte per la sua disponibilità e gentilezza nel rispondere. Gli auguri migliori per la sua carriera, nei suoi molteplici aspetti.