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ACCADDE OGGI - Il 21 settembre 1874, nasce a Cheltenham il direttore d'orchestra e compositore Gustav Holst

Marta Lucchi


L’odore buono del legno porta la mia mente fra le montagne, e per un attimo resto come incantata. Marta Lucchi sta parlando con una ragazza. Fra loro un archetto. Giro gli occhi per la stanza e vengo affascinata dai mazzi di crini appesi sotto una fila ordinata di archetti, che fanno bella mostra di sé, alle spalle di un violoncello. In un angolo, un contrabbasso aspetta pigro i crini di un archetto che mettano in vibrazione le sue corde. Mentre il mio pensiero vola lontano, Marta mi richiama alla realtà, con il suo sorriso e la sua gentile accoglienza.

Andiamo a vedere la scuola?

Fra l’Emporio Lucchi, in via Monteverdi 18, e Palazzo Mina-Bolzesi, sede dell’Academia Cremonensis, ci sono solo pochi passi, sufficienti perché Marta inizi a darmi del tu, raccontandomi di suo padre: gli studi in Conservatorio, il contrabbasso, il lavoro in Teatro a Bologna, l’insegnamento, il trasferimento a Cremona della famiglia…

Siamo cinque fratelli. Il primo, Massimo, è nato a Verona. Io sono nata qui, a Cremona. Per mia madre è stato spesso difficile cavarsela da sola: non aveva parenti su cui contare, e papà era sempre impegnato nel lavoro e con l’insegnamento. Insegnare gli piaceva moltissimo, perché gli piaceva condividere con gli altri ciò che aveva imparato ed era sempre curioso di imparare a sua volta dagli altri. Poi, poco prima che papà morisse, il corso professionale di archetteria, che gli era stato affidato nel 1976, fu chiuso, e per papà fu motivo di grande sofferenza… È per questo che noi fratelli, dopo la sua morte, abbiamo raccolto l’eredità del suo sogno, ed abbiamo aperto l’Academia Cremonensis per mantenere in vita la sua scuola.

Entriamo in Palazzo Mina-Bolzesi, bellissimo esempio di architettura neoclassica. Sulla destra, l’accesso alla scuola. Ci accoglie un ragazzo alle prese con la lavorazione di un violoncello. Quindi non ci son solo corsi di archetteria?

In effetti l’archetteria è il nostro settore più specifico: qui insegniamo in particolare il metodo Lucchi, cioè il metodo messo a punto da mio padre per la costruzione degli archetti. Abbiamo però anche un corso di liuteria.

A piano terra un corso e al primo piano un altro?

No. Gli spazi sono sfruttati in modo molto elastico, adattandoli alle esigenze del momento. A piano terra, abbiamo un ambiente più spazioso, dove di solito accogliamo le scolaresche desiderose di scoprire i segreti di un archetto ma, quando ne abbiamo bisogno, collochiamo dei tavoli di lavoro anche qui.

Al primo piano, nel silenzio più assoluto, gli allievi sono tutti intenti al loro lavoro. Ciascuno ha un suo tavolo, ma come mai stanno tutti facendo cose differenti? 

Gli allievi che seguono i nostri corsi arrivano da tutte le parti del mondo, in momenti differenti dell’anno.

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