ACCADDE OGGI - Il 27 ottobre 1782, nasce a Genova il violinista e compositore Niccolò Paganini

Francesco Dillon (3)


Quartetto Prometeo: cosa può dirci di questo progetto?
Si tratta di una parte fondamentale della mia attività e del mio essere musicista. Ho contribuito a fondare il quartetto nel 1993 (fa realmente impressione scrivere questa data così lontana!) dunque sono letteralmente cresciuto con e insieme a questa formazione, facendo musica insieme in modo capillare e approfondito. Aldilà delle numerose soddisfazioni, tournée, concerti, dischi pubblicati e riconoscimenti ottenuti dal quartetto, ciò che mi sta più a cuore è proprio quello che imparato e imparo tuttora, nello “sciogliere” la mia parte individuale, il mio suono, in un accordo, in un discorso musicale a più voci. È una prospettiva differente del fare musica, che deve includere, nel contempo, una presenza/partecipazione attiva ed un vero e proprio mettersi “in ascolto” nel momento stesso in cui si suona. Una lezione che influenza inevitabilmente in profondità tutto il mio modo di fare musica.

Ensemble Alter Ego: altra importante collaborazione.
Anche l’esperienza di Alter Ego è iniziata moltissimi anni fa – ancora negli anni ’90, quando Salvatore Sciarrino, mio maestro di composizione in quegli anni, mi chiese di sostituire il loro violoncellista per il suo Trio n.2 in un concerto programmato pochi giorni dopo. Questo “tuffo”, un po’ improvvisato, si rivelò una splendida esperienza destinata a continuare per molti anni, e ad evolversi in una attività di musica da camera contemporanea di grande vivacità e varietà. Il quintetto ha avuto una traiettoria ed una freschezza di approccio che credo abbiano spesso anticipato i tempi e le tendenze (nel repertorio variegato, nella libertà di accostare musica da camera con linguaggio elettronico…) aprendosi negli anni ad una enorme varietà di estetiche e rompendo spesso quella rigidità un po’ “ideologizzata” e molto istituzionale che caratterizzava la scena musicale ancora negli ultimi anni del XX secolo. L’unica bussola è stata quella di cercare di suonare musica in cui credevamo e che sentissimo significativa e artisticamente originale e forte.

Dalla sua biografia appare evidente un grande interesse per la musica contemporanea: perché questa scelta? Con quali compositori ha collaborato?
Ho sempre sentito fortemente il tema “etico” del fare musica nuova – del portare avanti il processo creativo nel nostro tempo, del reagire ad una formazione e ad un sistema istituzionale spesso incentrato sulla musica del passato. Ma solo in parte si è trattato di una scelta: oltre alla decisione razionale che ho descritto (e che non esiterei a definire anche “politica” e “progressista”) infatti, ho sempre sentito assolutamente come naturale e direi necessaria ogni musica – dalla più radicale alla più tradizionale, dal repertorio della tradizione a ciò che ancora non esisteva. Naturalmente Sciarrino e i miei compagni di classe durante gli studi sono stati i primi compositori con cui ho collaborato da “vicino”. In seguito, ho sempre scelto, con grande ampiezza di vedute, le pagine che in qualche modo risuonavano in me. Sono troppi i nomi da citare: Fedele, Filidei, Francesconi, Gervasoni, Romitelli, Scodanibbio e tra gli stranieri Bauckholt, Glass, Harvey, Hosokawa, Lachenmann, Lucier, Part, Reich, Saariaho per nominare solo i più celebri. L’elenco completo sarebbe davvero sterminato… e comunque da aggiornare con nomi nuovi quasi ogni mese!

Quando ha collaborato con Stefano Gervasoni (bergamasco, come MyCello): ci racconta questo sodalizio?
Conosco la musica di Gervasoni dai primi anni ’90 quando, con Alter Ego, suonavamo regolarmente suoi lavori da camera: uno dei nostri cavalli di battaglia erano le splendide “Two French Opera by Ungaretti“, per soprano e quintetto. Divenimmo ben presto amici e la collaborazione è proseguita negli anni, fino al desiderio di creare un concerto per violoncello per me. Nel 2014 si è realizzato questo sogno reciproco e nelle migliori condizioni e contesto possibili. La prima esecuzione, presso il Teatro alla Scala con la Filarmonica diretta da Suasanna Mälkki, del suo splendido “Heur, Leurre, Lueur”, un brano di grande fantasia e dai colori davvero sorprendenti che spero di riprendere al più presto.

[continua]