ACCADDE OGGI - Il 27 ottobre 1782, nasce a Genova il violinista e compositore Niccolò Paganini

Francesco Dillon (4)


Ha inciso con molte etichette: brevemente quali sono state? Le principali e per quali registrazioni?
Tra progetti di musica da camera, in duo o quartetto, da solista con orchestra e incisioni di musica sperimentale, ho sicuramente una nutrita e variegata discografia (riassunta in modo esaustivo nel mio sito). Si tratta etichette diverse, dalle più “istituzionali” e diffuse, a splendide edizioni a tiratura limitata… In duo con il pianista Emanuele Torquati ho esplorato grandi romantici quali Schumann, Brahms e Liszt (di quest’ultimo abbiamo registrato l’opera completa per violoncello e pianoforte) attraverso opere originali e rarissime trascrizioni apparse nella loro epoca. Sono CD pubblicati dalla etichetta olandese Brilliant Classics. Nella ricca discografia del Quartetto Prometeo, sono affezionato in particolare ad un CD, dal titolo Arcana, pubblicato dalla Sony. Un nostro progetto su meravigliose opere del Sei-Settecento italiano, tra cui Scarlatti, Gesualdo e Monteverdi, trascritte per noi da importanti compositori italiani attuali quali Sciarrino, Fedele, Gervasoni, Battistelli, Filidei. L’idea alla base del disco è che proprio la pratica della trascrizione creativa sia un terreno di confronto ideale per esaltare le peculiarità dei compositori di oggi. Altro disco molto speciale con il Prometeo è Reinventions, uscito per la “mitica” etichetta tedesca ECM e dedicato alle pagine scritte per noi da Stefano Scodanibbio: Una antologia poetica che unisce mondi sonori molti distanti quali Bach e la musica popolare messicana, riletti attraverso la lente straniante e caleidoscopica del compositore marchigiano recentemente scomparso.

Ci parla in particolare dei tre CD di rarità schumanniane?
Schumann è, scrivo sapendo di azzardare una definizione assolutamente “naif” e superficiale, il mio “compositore preferito”. Amo moltissimo i suoi capolavori e non meno le sue bizzarrie. Adoro le complicate e visionarie opere degli ultimi anni, considerate spesso frutto della incipiente instabilità psichica. Empatizzo per la sua sensibilità (e fragilità) umorale e instabile, e lo considero un riferimento poetico assoluto per la identità fra Opera e Vissuto. Alle mie orecchie, le sue note dicono sempre la Verità, talvolta in modo quasi nudo e indifeso. Molti anni fa, in un viaggio a Copenaghen, comprai un vecchio e polveroso spartito Peters di trascrizioni Schumanniane fatte da Friederich Grützmacher, nome che noi violoncellisti ben conosciamo (e temiamo!) per i suoi virtuosistici studi, obbligatori negli esami di conservatorio. Il volume rimase per molto tempo impilato fra le cose da leggere fino a che un giorno non incontrai, grazie ad un corrispondente spagnolo di internet una seconda interessante rarità schumanniana nella versione violoncellisti di Grützmacher: le celeberrime Kinderszenen. Il pianista Emanuele Torquati ed io leggemmo questa stranezza con curiosità e apertura, venendo gratificati da quella che si rivela una deliziosa elaborazione con preziosi tocchi di finezza compositiva. Poco dopo, in quella miniera (virtuale) di musica che il sito IMSLP (Petrucci Library), trovai quella che è la mia sonata favorita in assoluto, ovvero la Sonata n.2, op.121 di Schumann per violino e pianoforte nella versione (non a caso sempre di Grützmacher) per violoncello. Con Torquati iniziammo ad inserire nei programmi alcune di quelle trascrizioni (un altro gioiello è la collezione di 17 Lieder, così come l’interessante accompagnamento pianistico che Schumann scrisse per la III Suite di Bach). Avevo cambiato completamente prospettiva nei confronti della trascrizione – una pratica che consideravo vetusta e artisticamente inferiore e che invece all’improvviso mi appariva gettar nuova luce su un mondo musicale ottocentesco. A quel punto non potevo non sognare un progetto discografico che raccogliesse queste pagine. [continua]