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ACCADDE OGGI - Il 6 giugno 1807, nasce ad Halle il violoncellista e compositore Adrien-François Servais

Giovanni Gnocchi


Giovanni Gnocchi non ha bisogno di presentazione. Nel periodo di quarantena, la sua vita frenetica si è per un attimo fermata, e Giovanni ha voglia e tempo di rispondere alle mie domande.
Pensi che il fatto di essere nato a Cremona, patria della liuteria, abbia in qualche modo influenzato la tua scelta di suonare il violoncello? Ricordi quando hai visto e sentito per la prima volta un violoncello? Certamente ha influenzato la mia scelta per gli strumenti ad arco! Grazie ad un amico tedesco: Reiner Hertel, biologo tedesco, compagno di Collegio Ghislieri di Pavia di mio padre, e poi professore all’Università di Freiburg, portò il suo figlio violinista, Wolfgang, a Cremona a cercare uno strumento da comprare, e l’ascolto del suono del violino, un bellissimo strumento di Bissolotti, mi aveva affascinato e completamente rapito! Il calore del suono, la magia che si provocava allo strofinare dei crini sulle corde, la profondità della vibrazione e la capacità di entrare subito in sintonia con il profondo della nostra emotività e davvero “parlarci”, come non avevo mai sentito, mi segnarono per sempre! Poi le mie vicende all’interno della scuola musicale di Cremona sono state un po’ complicate, non certo rosee o felici sin dall’inizio. Era allora una realtà appena nata e agli inizi, e quindi anche molto provinciale e per certi versi amatoriale. Credo di essere stato messo nella classe di violoncello un po’ per riempire una classe mezza vuota quando quelle di violino erano piene, e stranamente non mollai come invece tutti i miei compagni, ma forse già allora veniva fuori la mia perseveranza, fedeltà ad un compito, o semplicemente se preferite, testa dura… Poi ebbi anche la fortuna di incontrare un paio di persone che mi aiutarono sicuramente a non sentirmi un “alieno”, e forse davvero cambiarono la vita allora, ovvero il liutaio Marcello Villa, che è anche un ottimo violinista, con cui, da quando io avevo 12 anni e lui 24, ho passato diversi pomeriggi in bottega a parlare di musica, ad ascoltare registrazioni e che mi ha fatto conoscere moltissimo, sulla storia della musica, sul repertorio, e con cui condividevo certamente la grandissima passione per l’ascolto, la ricerca e la scoperta, ed il violinista Andrea Rognoni, di qualche anno più grande di me, che ora è solista e spalla dei secondi nell’Europa Galante di Fabio Biondi, e che già da giovane era serissimamente determinato a fare il musicista di mestiere (cosa che sta facendo egregiamente, suonando appunto oltre che con Biondi, con Zefiro, Ottavio Dantone e l’Accademia Bizantina, il Collegium di Gent con Herreweghe, e nel suo fantastico AleaEnsemble!), anche se una scelta del genere, nella Cremona tra anni ’80 e ’90, sembrava un’assurdità e un enorme azzardo, quasi da pazzi, purtroppo. Quindi, soprattutto anche grazie a loro, all’inizio, sono riuscito a sopravvivere e a tenere duro! Poi certamente ha contribuito in maniera sostanziale l’opportunità di poter ascoltare a Cremona le lezioni di Rocco Filippini, e anche quelle di Accardo, Giuranna e Petracchi, che hanno avuto palesemente il merito di saper attrarre nella nostra città i migliori giovani strumentisti allora in circolazione, grazie ai quali ho scoperto, ascoltandone le lezioni, altro repertorio, e ho imparato alcuni principi musicali e strumentali: ricordo benissimo le lezioni e concerti con i giovani Marco Decimo, Relja Lukic, Simonide Braconi, Francesco Fiore, Alfredo Persichilli, Federico Guglielmo, Massimo Quarta, Sonig Tchakerian, Marco Rizzi, Sergey Krylov! Credo di aver passato interi pomeriggi seduto in quelle aule a fare immersione nella condivisione della musica e nella scoperta di un mondo che sentivo già mio. A posteriori Simonide (Braconi) mi ha confessato che si dicevano tra di loro: “Ma chi caspita è quel ragazzino che sta qui tutto il giorno??”. Del suono di violoncello ascoltato da bimbo ho invece alcune memorie non perfettamente definite, ma ricordo un Triplo di Beethoven con Accardo, Filippini e Maria Tipo e la Chamber Orchestra of Europe, che Accardo invitava spesso al Festival di Cremona, e poi un concerto di Paul Tortelier a Cremona, in cui presentava e suonava il suo Mon Cirque! I miei genitori sono sempre stati molto appassionati di musica (mi han detto che sono nato sulle note dello Stabat Mater di Pergolesi!) e ho avuto la fortuna di poter andare ai concerti sin da bambino, in particolare mia mamma adora l’opera (Mozart e Carmen i suoi favoriti!) mentre mio padre ha sempre avuto una gran cultura anche del repertorio strumentale tedesco. Ad esempio mi portò, attorno ai 12 anni, a sentire il Quartetto Takacs che suonava Webern e il Quartetto op. 132 di Beethoven, e ricordo che ero rimasto un po’ quasi alterato nel sentire che questi strumentisti “litigassero” o avessero dei veri “diverbi musicali” sul palco, ma la cosa poi mi aveva molto incuriosito, tanto che nei primi giorni della mia seconda media non c’era una mattina che non mi riascoltassi un po’ dell’Op. 132 prima di andare a scuola!

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