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ACCADDE OGGI - Il 17 luglio 1927, muore a Baden-Baden la pianista e compositrice Luise Adolpha Le Beau.

GIOVANNI LUCCHI, Nell’arco di una vita


GIOVANNI LUCCHI, Nell’arco di una vita
a cura di Louisette di Suni e Alessandra Mascaretti
FONDAZIONE LUCCHI, CREMONA

“Un liutaio può realizzare il più bel violino del mondo ed un archettaio il più bell’archetto, ma se per caso il legno non è esattamente come dovrebbe essere, tutta l’opera è inutilizzabile … Ci deve essere un modo oggettivo di misurare la bontà del legno a priori, prima di lavorarlo, continuavo a ripetermi … Sapevo che quello che cercavo esisteva, sospeso da qualche parte, in alto, bastava tendere la mano per afferrarlo come in una cosmica caccia al tesoro. Sta a noi scoprirli, a farne buon uso”

Presentato a Mondomusica, nel settembre 2012, a poco più di un mese la morte del maestro, il libro è un’autobiografia del grande archettaio Giovanni Lucchi. Dalle sue pagine emergono uno dopo l’altro i ricordi di una vita: dalla nativa Cesena, fino a Cremona, passando per gli studi in conservatorio, l’esperienza del lavoro all’estero, il ritorno a casa, il teatro di Bologna, la “sua” scuola. I rapporti con il padre, la moglie, i figli, gli amici, i colleghi, i grandi interpreti. La ricerca come senso della vita.

“Noi lo abbiamo ascoltato, aiutandolo a mettere un po’ – non troppo – d’ordine tra i suoi ricordi. Da quando, bambino, saliva sullo sgabello per affrontare il contrabbasso, molto più alto di lui, a quando ha escogitato un metodo empirico per misurare la trasmissibilità del legno, da quando suonava con gli amici su e giù per la riviera romagnola a quando si è guadagnato la fiducia di Rostropovich, regalandogli un archetto elastico e balzante come la sua intelligenza, come la sua passione” dicono le due curatrici dell’opera.

Un’autobiografia che il maestro Lucchi non ha scritto di proprio pugno, dunque, ma dove si avverte netto il tocco della sua mano. La mano usata per suonare il contrabbasso, per accarezzare il legno, per separare i crini, per montare, smontare, levigare, lucidare. Una mano sempre in sintonia con la frequenza interiore del suo animo, teso nella fiduciosa e tenace ricerca della frequenza perfetta. Una mano che ha voluto disegnare i diversi momenti della propria vita, ricostruire una serie di vicende sempre animate dalla passione interiore, dal desiderio di superare i propri limiti, come quando da bambino saliva su uno sgabello per riuscire a suonare il contrabbasso. Una mano che ha saputo chiedere e ricevere. Una mano protagonista dell’appassionata ricerca, che emerge fresca dalle pagine del libro, accompagnando il lettore a cogliere la fitta rete di relazione tra le persone, i luoghi, i fatti, le emozioni, le domande e le risposte che hanno fatto della vita di Giovanni Lucchi un appassionato viaggio verso un unico traguardo: il “bel suono”

 

Il libro è oggi disponibile in formato kindle

Altre Pubblicazioni di Giovanni Lucchi:

“LucchiMeter”, in The Strad, giugno 1988; “The Use of Empirical and Scientific Methods to Measure the Velocity of Propagation of Sound”, in The Violin Society of America Journal, 2, 1988; “How to Visualize Il Bel Suono in Real Time”, in The Violin Society of America Journal, 2, 1998; “Repairing a bow using a toothed patch”, in The Strad, ottobre 2008.