• en
  • it
ACCADDE OGGI - Il 23 ottobre 1923, muore a Parigi il compositore Félix Fourdrain

GIOVANNI SOLLIMA, We were trees


Giovanni Sollima nasce a Palermo nel 1962. Dopo gli studi in conservatorio (violoncello e composizione) e dopo interpretazioni con i maggiori esponenti della musica del periodo (Abbado, Argerich, Sinopoli…) intraprende, specialmente nella composizione, una strada difficile, ma coraggiosa di esplorazione, di contaminazione di diversi generi, di evoluzione e modernizzazione del violoncello. Vincendo.

Siamo stati alberi per diventare esseri umani? Sollima libera le coscienze, prigioniere nelle radici, nei rami degli alberi. L’ anima che lamenta la sua ricerca di libertà.

Strano: alcuni anni fa Enzo Gragnaniello, in una sua altrettanto sofferta canzone,” Alberi”, affermava esattamente il contrario: “Aridi e senza una terra siamo poveri/senza più radici non siamo liberi/liberi di fare sogni/di volare via”. Ma allora chi ha ragione? Chi ha torto? Questa evoluzione postdarwiniana cerca un verso o il suo opposto?

Rispondere non è facile. Ancora di più un commento al CD. Sollima viene definito il Jimi Hendrix del violoncello. Affermazione generica: chi sintetizza nuovi linguaggi è quantomeno unico. Parallelismi o convergenze sono allora geometrie impossibili. CD straordinario. Che esplora nuove possibilità ed apre a nuovi percorsi anche se non di facile intuizione e percorribilità. Brani comunque non omogenei: normale in una musica di contaminazioni. Il ritmo è notevole, sopra gli standard di certa musica contemporanea, anche new age o cross-over. Viene liberata tutta la potenza espressiva del violoncello come se fosse un anticipatore di Fender e Gibson.

I brani. Viene qui recuperato “Violoncelles Vibrez”, il brano di autore ancora vivente forse più interpretato in assoluto: scritto nel 93 è dedicato al Maestro Antonio Janigro. Inoltre quattro variazioni ispirate a Luigi Boccherini. “Three Raga Song” e “When we were trees” sono il corpo centrale del CD e dell’idea che ne è anticipatrice: il mondo vegetale, gli alberi, il legno, la dimensione acustica del violoncello. Quindi un’ipotesi di evoluzione che sfoglia lo spartito: siamo stati alberi? In un brano improvvisazioni su voce recitante di Patti Smith accompagnano litanie pagane dell’ultima religione universale: la musica rock. Poi tutti gli altri, non meno dei primi.

Giovanni Sollima, Monika Leskovar, Solistenenensemble Kaleidoskop, Patty Smith, Hayat Nabata, Gilbert Diop Abduhmane

SONY BMG 2008