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ACCADDE OGGI - Il 14 novembre 1778, nasce a Bratislava il pianista, direttore d'orchestra e compositore Johann Nepomuk Hummel

Giuliano Zugliani (3)


La Foresta è sempre stata gestita dall’uomo?
Da alcuni documenti si evince che la Foresta era conosciuta e gestita già nel Medioevo poi passò proprietà dei Conti del Tirolo e infine, fino al 1918, ne fu proprietaria la casa d’Austria. Durante la Prima Guerra Mondiale, alcune zone della Foresta sono state teatro di  combattimento. In quelli anni, per scopi bellici, sono stati abbattuti quasi un milione di alberi (più o meno quelli che, con la gestione attuale, si abbattono in 25-30 anni) creando grandi aperture nel bosco. Per fortuna, negli anni successivi alla guerra, si sono avviate delle grandi opere di rimboschimento, ricostruendo il bosco che possiamo ammirare ai giorni nostri.

Già… poi c’è stato il disastro provocato dal vento nell’ottobre 2018. Ed ora? Come è la situazione?
Anche la Foresta di Paneveggio lo scorso autunno è stata colpita duramente dall’uragano “Vaia”. Alcuni settori del bosco sono stati completamente distrutti e da una stima si calcola che siano stati sradicati circa 10-12 riprese annue (circa 60-70 mila metri cubi). Da subito dopo l’evento, è stata una lotta contro il tempo, per rimuovere gli alberi caduti ed evitare così che, nei mesi caldi, proliferassero parassiti quali il Bostrico, e che le condizioni climatiche deprezzassero in modo rilevante il legno. Ad ora (e siamo a poco più di un anno) di distanza dall’evento, abbiamo raccolto più del 50% delle piante abbattute, ma il lavoro sarà ancora lungo e impegnativo. In questi mesi, numerose sono state anche le attività solidali nei confronti della Foresta e per la salvaguardia del suo legno da liuteria. Da ricordare il gemellaggio con la prestigiosa scuola di liuteria di Cremona. Molti poi sono stati anche i musicisti che sono venuti a Paneveggio a suonare, spinti quasi dal desiderio di “consolare” gli alberi rimasti soli dopo la caduta dei loro “fratelli” abbattuti dal vento. Sono sicuro però che la Natura come ci ha “schiaffeggiato” con l’uragano “Vaia”, nei prossimi anni ci “accarezzerà”, facendo ricrescere un bosco, forte, rigoglioso e duraturo.  Bisognerà solo avere tanta, tanta pazienza…

Grazie mille per la sua disponibilità a fornire ai nostri lettori queste informazioni! Ma soprattutto grazie per la passione con cui veglia sulla rinascita della nostra foresta preferita. Per i nostri lettori, “la foresta dei violoncelli”.