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Giuliano Zugliani


A Cremona in uno degli stand di Cremona Musica, incontro Giuliano Zugliani, Ispettore forestale e comandante della Foresta Demaniale di Paneveggio, nella Provincia Autonoma di Trento. Alle sue spalle delle belle foto di alberi e montagne. Mi presento e poi gli chiedo qualche informazione sulle caratteristiche di questa foresta davvero speciale. Risponde volentieri alle mie domande.
Prima di tutto, dove di trova la Foresta di Paneveggio, e quali sono le sue caratteristiche?
La Foresta di Paneveggio, nota anche come “Foresta dei Violini”, si trova in Trentino ai piedi delle Pale di San Martino. La Foresta si estende per 5000 ettari, di cui 3000 a bosco. Il rimanente territorio è occupato da pascoli, tundra alpina e pareti rocciose delle montagne che la circondano. La Foresta è composta interamente da conifere, con più del 90% di abete rosso e il rimanente 10% di larice e pino cembro. Dal punto di vista altimetrico, la Foresta si sviluppa tra i 1500 e i 2000 metri di quota, per cui è considerata una Foresta di tipo subalpino e, dato il suo clima di tipo continentale, qui trova le sue condizioni climatico ecologiche migliori l’abete rosso, che domina in modo incontrastato. La gestione forestale del bosco viene curata da noi forestali seguendo i criteri dettati dalla selvicultura naturalistica. La scelta degli alberi da tagliare viene fatta cercando di favorire principalmente la rinnovazione naturale, favorendo la crescita delle piante con migliori caratteristiche genetiche e creando una struttura del bosco il più possibile diversificata, con gruppi di piante di diverse età e, dove possibile, una mescolanza tra specie diverse. Gli alberi più “anziani” arrivano ad avere anche 200/250 anni, e sono un po’ i bisnonni del bosco, ma accanto a loro, ci sono gli alberi nonni, gli adulti, i giovani, gli adolescenti, i bambini e i neonati. Esattamente come accade in una famiglia. C’è l’albero che è nato in una posizione particolarmente “felice”, che cresce dritto e forte e vive molto a lungo, e quello che ha avuto la sfortuna di nascere da un seme che si è infilato fra due rocce, che cresce esposto ai venti e porterà nel suo tronco contorto i segni della dura lotta che ha combattuto per sopravvivere, ma in un ecosistema forestale stabile ed in equilibrio ecologico entrambe le piante sono importanti. Le funzioni del bosco sono le più disparate e non solo quelle economiche, si va dalla protezione del suolo, alla funzione paesaggistico ricreativa a quella di darci ossigeno e fissare l’anidride carbonica e non ultima quella culturale: sempre più nel bosco si fa cultura, attraverso percorsi guidati, conferenze, e negli ultimi anni anche concerti, per dare risalto ad uno dei prodotti d’eccellenza di questa Foresta, il legno di abete rosso di risonanza.

Ma allora il bosco non ha solo una funzione economica? E’ quindi, simile ad una grande famiglia di alberi, dove la vita si svolge come in una comunità; gli alberi adulti  proteggono aiutano e difendono quelli più piccoli?  [continua]