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ACCADDE OGGI - L'8 aprile 1878, nasce a Mosca il compositore Nikolay Potolovsky

Graham Waterhouse (2)


Ha avuto altri riferimenti nei compositori della storia della musica che poi  hanno caratterizzato le sue scelte?
Innumerevoli compositori sono stati tra i miei preferiti, ma ho sempre ammirato Haydn e soprattutto i suoi quartetti, dai quali ho imparato a scrivere per gli archi. Anche Britten e Stravinsky hanno influito su di me con i loro linguaggi musicali flessibili e la loro sofisticata tecnica compositiva. Tra i compositori meno noti che ammmiro ci sono Szymanowski, Foulds e Alkan, principalmente per la loro fantasia selvaggia e audacia nell’unire materiale musicale apparentemente contraddittorio.

Può raccontarci brevemente i passaggi più significativi della sua carriera compositiva?
Probabilmente le due estati alla fine degli anni ’80 quando ho suonato per Celibidache, le cui osservazioni sul fraseggio, sulla forma musicale e sull’equilibrio di strumentazione con intensità sono state un apri-occhio. Più di recente, il mio lavoro sul dottorato di composizione presso la Birmingham City University mi ha portato a un più stretto contatto con la scena musicale inglese contemporanea e mi ha dato l’impulso di comporre in successione leggermente rapida una serie di lavori da camera (tra cui un quintetto per pianoforte e un quartetto per pianoforte) che culminano in Incantesimi per pianoforte ed ensemble. Un’altra influenza nel corso degli anni sono stati i corsi estivi di musica da camera per archi nel Regno Unito (NCMC) e in Germania (Streicherfreizeit) e Francia, durante i quali ho potuto dirigere i miei lavori per la Orchestra d’archi e provare nuove opere da camera con colleghi esperti in un ambiente informale.

Perché ha deciso di stabilirsi in Germania?
La nostra famiglia è sempre stata germanofila. Sono stato incoraggiato da mio padre a imparare il tedesco a scuola perché avevo intenzione di proseguire i miei studi in Germania dopo aver finito gli studi all’Università di Cambridge. Da studente, mi sono gradualmente inserito nella vita musicale a Colonia, Essen e dintorni, unendomi a un’orchestra da camera, poi costituendo un trio col pianoforte; alla fine, mi sono trasferito a Monaco, dove ora vivo con moglie e figlio. Della Germania, ammiro gli alti standard, la serietà con cui viene presa la professione musicale, e qui ho una vasta cerchia di meravigliosi musicisti, amici e colleghi, con cui mi esibisco. Nonostante viva in Germania, mi piace mantenere i collegamenti con il Regno Unito, ad es. come compositore in residenza al National Chamber Music Course, e recentemente ci sono stato anche in tour, con il Munich Piano Quartet.

Può parlarci del suo impegno come insegnante? Ha pubblicato testi per insegnare musica?
Da quando, da adolescente, ho insegnato nelle Summer School, ho apprezzato l’interazione con i giovani musicisti e penso di imparare da loro quanto loro imparano da me. Analizzare gli aspetti della tecnica e spiegarli agli altri studenti è utile per migliorare il proprio modo di suonare. Non faccio alcuna distinzione tra insegnare ai musicisti più giovani e più anziani, fra quelli avanzati e quelli che hanno appena iniziato a far conoscenza con l’arco: ho sempre lavorato con tutti. Ho pubblicato numerosi brani pedagogici, molti dei quali sono stati scritti per il nostro figlio violoncellista, quando era piccolo (ad es. Thomas Tunes, editore Breitkopf u. Haertel). L’unico testo che ho pubblicato è la mia tesi di dottorato.

[continua]