• it
ACCADDE OGGI - Il 18 luglio 1901, muore a Mozzo il violoncellista e compositore Alfredo Piatti

Ida Riegels (2)


Dopo il Conservatorio, hai frequentato corsi di perfezionamento? Con chi? Qual è stata la loro influenza sul tuo modo di vivere la musica?
Dopo il Conservatorio ho avuto la possibilità di seguire delle lezioni indimenticabili del violoncellista olandese Anner Bylsma. Ricordo in particolare una cosa che mi ha detto: “Un insegnante è una persona che frequenti una volta alla settimana, ma spesso la vita ti offre le lezioni più importanti nei modi più impensati, come un libro che leggi, o il commento di un tuo amico che non è un musicista.” Questo mi ha molto aiutato a capire che, per fare musica, non sono importanti solo le innumerevoli ore di esercizio tecnico e teorico, ma è importante creare e conservare uno stretto legame fra la musica e la vita. Per me è stata questa la chiave d’accesso alla magia della musica

 

Quali sono state le tue prime esperienze con il pubblico? Con chi hai suonato?
Era primavera e avevo 8 anni. Avevamo un tour di concerti con l’orchestra della scuola di musica ed era la prima volta che suonavo per un grande pubblico. Suonai un pezzo veloce da solista con il flauto, accompagnata al pianoforte da Kæthe Kristiansen, la mio amatissima insegnante. Un’insegnante che sa veramente preparare e motivare i suoi studenti con sfide. Quella settimana non frequentammo le normali lezioni a scuola, ma viaggiammo in autobus perché eravamo impegnati per numerosi concerti al giorno. Ricordo quel tour come un’esperienza bellissima, un primo assaggio di quella iniziai a desiderare fosse la mia vita.

 

In breve: quale è l’interesse nel tuo paese per il violoncello?
Quando dici che suoni il violoncello, il commento più frequente in Danimarca è: “Che meraviglia! È il mio strumento preferito!” Penso che il violoncello sia molto popolare in Danimarca. Forse perché è in sintonia con l’atmosfera invernale danese. Può essere abbastanza freddo e buio qui in inverno e la voce malinconica del violoncello è in sintonia con questa atmosfera.

 

Quali sono i tuoi programmi futuri? Almeno quelli più vicini.
Per i prossimi due anni ho cinque progetti:
– Il primo è un tour in Danimarca nel maggio 2019. La Danimarca non è molto grande, ma sarà comunque un tour di 500 km e più di 33 concerti in un mese…!
– Il secondo è la registrazione di un CD con un’etichetta discografica danese. Saranno le mie composizioni ispirate a Bach e una delle Suite per violoncello di Bach.
– Il terzo è un tour di concerti su un tandem. Ho un invito a suonare a Berlino e troverò una pianista disposta a condividere una bicicletta per 500 Km e suonare in chiese e castelli lungo la strada per Berlino.
– Il quarto è costruire un altro violoncello. Il violoncello che sto suonando ora è ispirato al modello Montagnana e l’ho costruito l’anno scorso. Non l’ho ancora verniciato, ma ha un suono così meraviglioso che non posso smettere di suonarlo! Il prossimo violoncello sarà ispirato al Simpson 1777 di Guadagnini. Ho suonato alcuni strumenti di questo modello e ne ho apprezzato il suono caldo e profondo, ma al tempo stesso potente. Costruire un violoncello è un progetto impegnativo: ci vogliono circa 800 ore.
– Il quinto progetto è il progetto “Trading Cello” nel 2020. Viaggerò per l’Europa con un biglietto interrail e vedrò cosa si può ottenere in diversi paesi in cambio di una Suite di Bach. Forse una tazza di tè a Londra e una specialità locale a Roma? I suggerimenti sono bene accetti.

 

Ed ora, forse, la domanda più interessante: perché l’interesse per la bicicletta? Perché proporre il tuo strumento avvicinando paesi e genti diverse pedalando e non con altri mezzi, anche meno faticosi?
Amo davvero moltissimo la musica classica e la musica classica è sempre al centro dei miei pensieri. Penso alla musica di Bach in una vecchia chiesa. Solo un violoncello che suona in un ambiente molto vasto. L’aria è piuttosto fredda e si respira il profumo di antico dei muri di pietra umidi e polverosi. A chi non piacerebbe? Amo andare in bicicletta e mi piace suonare in pubblico. In Danimarca è molto comune andare in bicicletta, dovunque. Capita di vedere anche il primo ministro danese che va al lavoro in bicicletta. Penso che non sia un frequentatore abituale delle sale da concerto, ma certamente è un appassionato di bicicletta. Portando il violoncello sulle strade, penso di poter incontrare più persone che, una volta conosciuto il violoncello, possano avvicinarsi anche alla musica classica. C’è un inaspettato vantaggio combinando ciclismo e concerti: penso che la maggior parte dei violoncellisti conosca le sfide di suonare Bach. Si suona sempre a memoria e spesso ci sono delle parti difficili da memorizzare. Ho contato il numero delle note e ho scoperto che si tratta di più di 10.000 note da ricordare. Quello che ho scoperto con la bicicletta è che nella vita possiamo superare i nostri limiti. Memorizzare Bach diventa così facile, come viaggiare in mezzo alla natura.

 

Brevemente: quale è stato il tuo percorso? Quanti Km hai pedalato ed in quali stati?
Ho iniziato nella Alpi svizzere a 2.500 m sopra il livello del mare. Lì ho suonato all’aria aperta, sulla neve. Dalla Svizzera ho attraversato il Liechtenstein e l’Austria. Poi sono andata in Germania, da lì sono passata per la Francia e l’Olanda, fino al Mare del Nord. In complesso ho pedalato per 1200 km suonano in 36 concerti nell’arco dio due mesi. Ho portato con me solo il mio violoncello, la mia bici e 10 kg di bagagli. [continua ⇒]