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ACCADDE OGGI - Il 21 aprile 1951, muore a Mosca il violoncellista e compositore Alexandr Krein

Ida Riegels


Buongiorno Ida. Grazie per la tua disponibilità a questa intervista. Grazie per l’attenzione al nostro sito web.
Buongiorno Luca, e grazie a te per avermi contattato.

 

Brevemente, ci puoi descrivere l’ambiente familiare in cui è nato il tuo interesse per il violoncello? I tuoi genitori erano musicisti? O ci son stati altri musicisti nella tua famiglia, come nonni o altri parenti?
Sono cresciuta nella miglior possibile per una bambina interessata alla musica. Nell’albero genealogico della mia famiglia ci sono compositori, cantanti d’opera, pianisti ed altri artisti. I miei nonni si sono incontrati nell’orchestra giovanile ed entrambi i miei genitori suonano diversi strumenti nel tempo libero. In casa mia ho avuto a disposizione ogni tipo di strumento ed ho potuto scegliere quello che mi piaceva di più. Il mio primo strumento è stato il flauto, che ora suono anche a livello professionale. In famiglia siamo quattro sorelle e quando la mia sorella minore ha iniziato a suonare il violoncello mi sono innamorata a prima vista di questo strumento. Andavo ad ascoltare le sue lezioni alla scuola di musica e mi esercitavo a suonare il violoncello segretamente, a casa, quando pensavo che nessuno mi sentisse. Ovviamente i miei genitori se ne accorsero ben presto e, dopo un po’, mandarono anche me a prendere lezioni alla scuola di musica. Allora non avevo idea di quali esperienze sorprendenti possa offrirti questo strumento e non immaginavo nemmeno che avrei viaggiato per migliaia di Km in bicicletta in compagnia di questo strumento ingombrante e raro. C’è una domanda che viene spesso fatta ai violoncellisti: “Non ti penti di non aver scelto un strumento piccolo come il flauto?” Me lo chiedono soprattutto quando sono sulla mia bicicletta. Ma io la penso ancora come quando ero una bambina: non mi sono certo pentita di aver scelto lo strumento più bello del mondo!

 

Dove ti sei formata come violoncellista? In quale Conservatorio? Chi sono stati i tuoi primi insegnanti?
Il mio primo insegnante, Örnólfur Kristjánsson, veniva dall’Islanda. Condivideva con me completamente l’amore per il violoncello. Alle sue lezioni arrivavo sempre in anticipo, per avere la possibilità di ascoltare, attraverso la porta, anche la lezione dello studente precedente. Aveva un’abilità speciale che è rimasta un mistero per me. Io e mia sorella usavamo lo stesso violoncello (un vecchio strumento costruito nel 1761, che era stato della nostra nonna,). Mia sorella faceva lezione prima di me e lasciava il violoncello a scuola fino a quando facevo lezione io. Il nostro insegnante apprezzava molto il nostro violoncello, e qualche volta lo suonava nell’intervallo fra le nostre due lezioni. Il fatto inspiegabile è che io ero sempre in grado di dire se il mio maestro aveva o non aveva suonato il mio violoncello: se lo aveva suonato, il violoncello aveva una risposta all’arco molto più rapida e una maggiore potenza di suono. Se gli chiedevo se l’aveva suonato, mi rispondeva semplicemente sì o no, ma nemmeno lui sapeva spiegarsi ciò che accadeva al violoncello. Più tardi ho studiato alla Royal Danish Academy of Music di Copenhagen. Ho avuto insegnanti molto qualificati. Fra questi c’erano Morten Zeuthen e Jakob Kullberg. Entrambi sono riusciti a trasmettermi la loro esperienza musicale, anche se in modi differenti. Il prof. Zeuthen aveva la capacità di farti suonare ad una velocità doppia di quella che tu ritenevi di poter raggiungere, semplicemente accompagnandoti al pianoforte. Jakob Kullberg invece si trovava sempre a far lezione circondato da un gruppo di studenti: il suo modo di soffermarsi sui dettagli, nell’insegnare l’utilizzo dell’arco e l’intonazione, era così avvincente che tutti gli studenti seguivano anche le lezioni degli altri. [continua ⇒]