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ACCADDE OGGI - Il 19 luglio 1954, muore a Le Taillan-Médoc il compositore Jean Roger-Ducasse

Il musicista come un atleta


Il musicista, al pari degli atleti e delle diverse categorie di lavoratori, nel corso della sua carriera ma anche solamente in un esercizio di tipo amatoriale, può incorrere in patologie di carattere professionale, proprio come gli altri lavoratori, professionisti od atleti in genere.

Il 60% degli studenti di musica e il 90% dei professionisti soffre di disturbi neuro-muscolari più o meno gravi.

Esiste una normativa precisa che regola in materia di prevenzione delle patologie professionali (in Italia il D.Lgs 81/2008: normativa in vigore in materia di salute e sicurezza dei lavoratori).  Quindi la normativa riguarda anche il settore della musica. In realtà il problema della prevenzione è di interesse internazionale e non riguarda certamente solo una nazione o organizzazioni internazionali come la Comunità Europea. Questo tema e tutti gli altri sono affrontati dagli ingegneri e dai fisiologi dell’esercizio fisico e dello sport. Le risposte alle domande di strumenti, tecniche, risultati operativi adeguati sono quasi tutte affermative e possibili ma, ovviamente, richiedono un auspicabile sinergismo tra la scienza e chi determina l’applicazione concreta delle conoscenze raggiunte.  I risultati raggiunti ci dicono che è possibile confrontare quantitativamente scuole e posture, sedie e spalliere, studenti e docenti e fornire un biofeedback che consenta allo strumentista di minimizzare gli sforzi. E certamente l’applicazione alla vita quotidiana dei risultati della scienza non potrà che portare ad un miglioramento benessere fisico dei musicisti.

Alcune informazioni elementari dalla fisiologia del corpo umano. Alcuni organi del corpo umano (cuore, cervello, muscoli) ricevono o producono impulsi elettrici che trasmettono alle cellule del tessuto. Tali impulsi nervosi determinano un passaggio di ioni attraverso la membrana cellulare che, semplificando, induce una risposta elettrica all’impulso stesso e quindi promuove l’attività del tessuto dell’organo. Questo passaggio di ioni attraverso le membrane genera un campo elettrico registrabile con strumenti appropriati (ad esempio con l’elettrocardiogramma per il cuore oppure l’elettroencefalogramma per il cervello etc). Anche l’attività dei muscoli può essere registrata attraverso l’elettromiogramma di superficie (sEMG) ed indagata al fine di valutare il funzionamento del muscolo stesso e quindi una sua corretta operatività o, al contrario, la possibilità che presto insorgano patologie per una anomala modalità di attivazione o solo anche per un eccessivo carico di lavoro e fatica non recuperabile.

Alcuni laboratori europei (tra cui il LISiN del Politecnico di Torino) si sono occupati del problema e hanno pubblicato alcuni articoli scientifici sulla acquisizione e interpretazione dei segnali sEMG.  Lo stato dell’arte è ad un livello relativamente preliminare, ma potenzialmente molto promettente. La ricerca nel settore sta progredendo ancora più rapidamente in istituzioni straniere.

Presso il Conservatorio G. F. Ghedini di Cuneo, ad esempio, nella Stagione Artistica 2017, un violinista ha suonato in un concerto mentre la mappa dell’attività elettrica del suo muscolo trapezio veniva proiettata su uno schermo, in tempo reale.

Una matrice di 128 elettrodi applicata alla parte dorsale dell’avambraccio trasforma il segnale elettrico cutaneo in una mappa colo-rata (blu = attività nulla; rosso = attività intensa) e consente di “vedere” l’attività dei muscoli estensori di polso e dita durante l’esecuzione di sforzi o movimenti. L’immagine è fornita in tempo reale e consente al soggetto (guidato da un docente esperto) di corregge-re la propria postura o l’attività muscolare di un arto, di confrontare quantitativa-mente metodi didattici, sedie, accessori, strumenti, posture diverse.

 

A chi desidera approfondire l’argomento segnaliamo la rivista “Medical Problem of performing artists

Bibliografia di riferimento:

Bejjani FJ, Kaye GM, Benham M., Musculoskeletal and neuromuscular conditions of instrumental musicians, Arch. Phys. Med. Rehabil. 1996; 77: pp. 406–413

Zaza C., Playing related musculoskeletal disorders in musicians: a systematic review of incidence and prevalence, CMAJ 1998; 158(8): pp. 1019–1025

Afsharipour B, Petracca F, Gasparini M, Merletti R., Spatial distribution of surface EMG on trapezius and lumbar muscles of violin and cello players in single note playing, J Electromyogr Kinesiol. 2016; 31: pp. 144-153.

Cattarello P., Merletti R. , Petracca F., Analysis of High Density Surface EMG and finger pressure in the left forearm of violin players  Medical Problems of Performing Artists, September 201; pp. 139-151.

Cattarello P., Vinelli S., D’Emanuele S., Gazzoni M., Merletti R., Comparison of chairs based on HDsEMG of back muscles, biomechanical and comfort indices, for violin and viola players: A short term study. J Electromyogr Kinesiol. 2018; 42: pp. 92-103.

Un ringraziamento speciale per la sua preziosa collaborazione al prof. Roberto Merletti, PhD, Prof. di Ingegneria della Riabilitazione (Lab. di Ingegneria del Sistema Neuromuscolare, LISiN, Dip. di elettronica, Politecnico di Torino)