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ACCADDE OGGI - Il 17 agosto 1958, muore a Neuilly-sur-Seine il compositore Florent Schmitt

Karim Wasfi


Approfittando delle opportunità positive offerte oggi dal web, contatto il Maestro Karim Wasfi, Fondatore e Presidente di Peace Through Arts e gli chiedo se è disponibile per un’intervista. La sua risposta arriva diretta e immediata. Pochi giorni e arrivano anche le risposte alle mie domande…

Quando e come è nato il suo amore per la musica? Perché ha scelto di suonare il violoncello?
A Baghdad, in Iraq, nel periodo fra il 1978 e il 1985. Avevo capito l’impatto e la bellezza della possibilità di connettersi alle potenze superiori attraverso il suono e la meditazione. Il suono e la frequenza mi sono sempre apparsi come mezzo di espressione e connessione.

Dove ha studiato? Chi sono stati i suoi insegnanti più importanti?
A Baghdad alla scuola di musica e balletto. Svetlana Ivanonva, a Bloomington Indiana, con Janos Starker e Tsiushi Tsutsumi, e ho frequentato una masterclass con Rostropovich.

Quali sono i risultati più importanti della sua carriera musicale?
Riuscire a connettere l’umanità a un livello superiore di consapevolezza e coscienza attraverso la vibrazione, verso una comprensione della creazione.

Un giorno l’ei ha iniziato a suonare nella sua città, dovunque la guerra aveva portato distruzione e morte. Quando ha deciso di iniziare a farlo e perchè?
Nel 1991, ma non è stato possibile condividere l’esperienza perchè non c’erano social media. Dopo molti anni, nel 2014, tornando e dopo essere stato nominato direttore dell’Orchestra Sinfonia Nazionale in Iraq (2007-2016), ho iniziato ad affrontare la mia battaglia a livello mondiale contro il terrore e la radicalizzazione.

Che cosa suona in questi luoghi colpiti dalla violenza delle bombe? 
Ho avuto un percorso di composizioni improvvisate a sostegno della vita e di condoglianze per coloro che abbiamo perso. Ho composto Metamorfosi, Baghdad Lutto, Trascendenza, un percorso di spiritualità ed equilibrio … per violoncello solo o elettronica e violoncello solo.

Come reagiscono le persone presenti, quando lei suona in queste situazioni?
Molto solidale e ciò ha elevato noi tutti a livelli più alti di compassione e consapevolezza.

E come si sente quando dà voce alla sofferenza? Immergersi nella sofferenza, accoglierla in sè, e darle voce può aiutare a creare la speranza che un mondo migliore sia possibile?
Supporto della vita e profondità dell’universo.

Quali sono state, secondo lei, le tappe più simboliche del del suo viaggio nei luoghi della sofferenza?
Quando ho suonato a Mosul e Baghdad per combattere i terroristi.

Prima di lei, altri violoncellisti hanno sentito dentro di sé la necessità di scegliere il palcoscenico  della vita, lasciando quello del teatro: Rostropovich ha accompagnato con il suono del suo violoncello la caduta del muro di Berlino, Vedran Smailovic ha pianto la distruzione di Sarajevo. Perché, secondo lei, i violoncellisti sentono così fortemente il desiderio di dare voce ai momenti più drammatici della storia dell’umanità? 
Perché abbiamo una connessione più profonda con la creazione e l’universo.

La musica ha sempre creato ponti di pace, e i musicisti hanno spesso dato voce alle inutili sofferenze prodotte dalla guerra. La musica ci costringe a riflettere, ma … suonare è davvero sufficiente per cambiare il mondo?
No. Dobbiamo educare, credere che il cambiamento sia possibile e mettere in atto delle azioni efficaci per sradicare le ragioni che generano il terrore.

Grazie mille, Maestro, per la sua disponibilità. Tutti noi speriamo che il monda possa davver trovare pace attraverso le arti…