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ACCADDE OGGI - Il 7 giugno 1732, nasce ad Alessandria il violinista e compositore Giuseppe Demarchi

Leonid Gorokhov


Russo di nascita e violoncellista sui palcoscenici di tutta Europa, Leonid Gorokov, grande interprete e insegnante eccellente, accetta volentieri di rispondere ad alcune delle nostre domande.
Quando ha iniziato a suonare e perché ha scelto il violoncello?
Ho iniziato a suonare il piano a 5 anni e il violoncello a 7. Il violoncello mi è stato suggerito (immagino) perché c’erano alcuni spazi disponibili nel corso di violoncello appena istituito.

Quali insegnanti sono stati i più decisivi nella sua formazione e da quali punti di vista?
Ho iniziato a studiare con S. Zagursky, un vero poeta dello strumento. Quando emigrò dall’URSS, fui accettato nella classe di A. Nikitin, un grande musicista e un insegnante appassionato della sua professione. Il punto di riferimento immortale a cui mi sono isporato è stato, ed è ancora, il grande Daniil Shafran.

Durante i primi anni di studio, ha mai pensato di smettere di suonare il violoncello per dedicarsi a qualcos’altro?
Non ho mai pensato di smettere.  È stato un “O la va o la spacca…”

Secondo lei, c’è un modo per dire se un giovane violoncellista ha la possibilità di diventare un grande violoncellista?
Solo nel corso degli stuti, credo dipenda da una complessa combinazione di fattori.

È utile partecipare a concorsi durante il periodo di studio? Tutti gli studenti sono in grado di affrontare con la necessaria calma la competizione, accettando persino una possibile sconfitta?
Le competizioni sono diventate molto numerose. Alcuni mantengono ancora elevati standard di professionalità ed equità, ma, purtroppo, non tutte. Dipende molto dalle circostanze. Partecipare ad un concorso può dare una grande motivazione per apprendere un nuovo repertorio entro una scadenza, può offrire l’occasione per incontrare colleghi e maestri; ma in alcuni casi gli sforzi senza risultato potrebbero anche essere scoraggianti. L’importante è scegliere i concorsi con cura e sfruttarne tutte le possibilità, sforzandosi di non rimanere delusi. Per molti la vita professionale prosegue benissimo indipendentemente dall’esito dei concorsi.

Secondo lei, ci sono composizioni che, in ogni caso, un insegnante dovrebbe includere nel corso degli studi dei suoi studenti, oppure è necessario selezionare per ogni studente un percorso diverso adatto a rafforzare i punti deboli e migliorare i punti di forza di ciascuno ?
Bisogna conciliare fra loro le due strategie: la flessibilità è molto importante ma ci sono, credo, alcune opere essenziali per lo sviluppo di un giovane violoncellista. Gli studi, le opere scritte dai violoncellisti, le Suites di Bach.

[continua]