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ACCADDE OGGI - Il 17 luglio 1927, muore a Baden-Baden la pianista e compositrice Luise Adolpha Le Beau.

Marta Lucchi (2)


Il corso proposto dall’Academia è biennale, ma ciascuno studente lo inizia quando vuole, e per lui viene poi costruito un percorso individualizzato che tiene conto delle sue aspirazioni e del suo livello di partenza. Alcuni degli studenti partono da zero ed iniziano il corso imparando ad usare una lima mentre si costruiscono i loro strumenti di lavoro. Altri arrivano con alle spalle già un’esperienza di liutaio. C’è perfino chi sa già costruire archetti, ma vuole imparare a farlo con il metodo Lucchi. Tutti lavorano fianco a fianco, seguiti dal maestro che suggerisce, consiglia, controlla. C’è chi vuole imparare a fare archi di ogni tipo e chi, a priori, ha già deciso che non vuole imparare a costruire gli archi per contrabbasso.

Uno degli studenti che stanno seguendo ora i corsi ha deciso che il suo obiettivo è riuscire a costruire un quintetto di archetti: due per violino, uno per viola, uno per violoncello e uno per contrabbasso.  Ed è a buon punto.

Dalla luce delle stanze dove sono all’opera gli archettai, passiamo al buio delle stanze dove sono al lavoro i liutai. Anche qui regna il più assoluto silenzio. Una ragazza, timidissima, accarezza il legno del violoncello che sta costruendo, un ragazzo è già intento alla rifinitura di un violino, mentre un altro ha ancora in mano la forma. Ma questi ragazzi, che vengono da tutte le parti del mondo, riescono a comunicare fra loro?

Magari all’inizio, quando sono appena arrivati, fanno un po’ fatica, ma poi imparano abbastanza rapidamente l’italiano. I ragazzi qui in Academia, quando non hanno qualche lavoro particolare da finire, sono impegnati solo la mattina e quindi hanno tutto il tempo, nel pomeriggio, di seguire dei corsi di italiano, ed in genere lo imparano volentieri. Del resto, per imparare il movimento giusto delle mani sul legno, servono forse più gli occhi delle parole.

Torniamo alla luce nella zona degli archettai. Gli allievi sono usciti per una pausa e ne approfitto per chiedere ancora qualcosa a Marta. Come si ottiene la giusta curvatura di un archetto e come lo si rende così lucido?

Per curvare l’archetto si utilizza un getto di aria calda che, ovviamente, va posizionato nel punto giusto della bacchetta. Per evitare che il legno si secchi è necessario proteggerlo. Così come, quando l’archetto è pronto, il legno viene protetto lucidandolo con la gommalacca, perché la vernice ridurrebbe l’elasticità del legno e quindi la qualità dell’arco. La gommalacca non solo protegge, ma evidenzia le differenti sfumature di colore del legno. Anche i crini di cavallo, usati al naturale, come amava fare mio padre, hanno delle sfumature di colore sempre diverse e contribuiscono a rendere ogni archetto unico.

Uscendo passiamo da una sala accogliente, dove un pianoforte nella penombra sembra attendere il momento di poter fondere la sua voce a quelle che stanno prendendo forma nel buio e nella luce delle stanze accanto.

Non c’è dubbio: qui il tempo scorre ad un’altra velocità.