• it
  • en
ACCADDE OGGI - Il 29 ottobre 1982, muore a Londra l'organista e compositore William Lloyd Webber

Martino Olivero


Martino Olivero recentemente ha vinto il Concorso Loiacono, e volentieri accetta di rispondere a qualche nostra domanda.
Può spiegare ai nostri lettori quali brani ha deciso di proporre per il concorso e qual è la particolarità di questo concorso?
Certamente, la particolarità di questo concorso è che, oltre a dover suonare, i concorrenti devono affrontare una prova di composizione. Per l’occasione io ho composto una sonatina e l’ho registrata insieme ai tre tempi della Terza Suite di J.S. Bach (Preludio, Sarabanda e Giga). La prova “extra-violoncellistica” credo che cambi di anno in anno, infatti l’anno scorso era prevista la scrittura di un saggio, oltre alla parte più ordinaria di esecuzione.

Quali caratteristiche ha la sonatina che ha deciso di comporre per questo concorso, e quale linguaggio musicale ha scelto di utilizzare?
La sonatina che ho composto per il concorso è in due movimenti, il primo lento e disteso e il secondo più marcato e ritmico. Per il linguaggio mi sono ispirato a John Coltrane e il violoncellista Stephan Braun, inoltre ho inserito una citazione al preludio della Quarta Suite di J.S. Bach.

Qual è stato il percorso di studi che le ha consentito di raggiungere questo traguardo?
Per quanto riguarda il percorso di studio di violoncello, ho fatto il percorso classico in Conservatorio, con il vecchio ordinamento; in seguito ho preso anche la laurea di secondo livello nello stesso strumento. Per quanto riguarda la composizione sono autodidatta, ma ho intenzione di iniziare a studiarla seriamente.

Quali insegnanti e quali esperienze, secondo lei, hanno influito maggiormente sulla sua formazione?
Che domanda difficile! Ho proprio paura di non riuscire a ringraziare tutti quegli insegnanti che, tra scuole e Conservatorio, mi hanno aiutato a crescere con tanti piccoli insegnamenti; è difficilissimo se non impossibile ricostruire la linea causale che mi ha portato ad apprendere ed integrare determinate nozioni e tecniche. In generale, mi sento molto influenzato da Enrico Bronzi (che ho conosciuto alle masterclass del festival di Portogruaro in Veneto), un musicista completo, che mi ha insegnato a considerare i brani nella loro totalità. Poi ha giocato un ruolo molto importante Damiano Scarpa (con il quale mi sono preparato per questo concorso), che mi ha seguito negli anni dopo il Conservatorio. Ringrazio infine gli insegnanti che mi hanno seguito in Conservatorio, i professori Andrea Scacchi e Massimo Macrì.

Qual è l’autore che ama di più? Quali sono le composizioni che ha suonato con più piacere? E quali quelle che ha in progetto di suonare in futuro?
Il compositore che amo di più (e che suonerei tutta la vita) è Sostakovic, anche se purtroppo l’ho suonato poco. La composizione che ho suonato con più piacere è il Sestetto op. 36 di Brahms, che ho avuto la fortuna di suonare con Bruno Giuranna presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Un’esperienza che mi ha portato ad amare la musica da camera. Per il futuro ho intenzione di esplorare nuovi repertori, anche diversi dalla classica, come il jazz e l’improvvisazione in generale.

Preferisce suonare come solista, in gruppi di musica da camera o in orchestra? 
Personalmente, preferisco la musica da camera, per il dialogo che si crea con altre voci. Anche se, in realtà, mi sento sempre camerista, sia in orchestra (anche se all’interno di una fila), sia quando suono da solista, dato che gran parte del repertorio per violoncello solo ha bisogno del pianoforte, o di uno altro strumento, o anche un’orchestra che “accompagna”. Quando mi trovo a suonare da solo, amo la libertà del non dovermi adeguare a qualcun’altro e di poter gestire il discorso autonomamente, tuttavia sento sempre la mancanza di un “confronto” con qualcun’altro.

[continua]