• it
  • en
ACCADDE OGGI - Il 22 ottobre 1973, muore a San Juan il violoncellista e compositore Pau Casals

Michèle Ferron (2)


Quali caratteristiche deve avere, secondo te, un insegnante che insegna ad un adulto?
Pazienza e flessibilità. Perché se il corpo non impara velocemente quanto a sei o dieci anni, la testa va avanti e vorrebbe già sapere tutto. Non posso passare ore e ore ad imparare studi difficili, scale e arpeggi, perché il mio corpo non ce lo fa. Il mio insegnante ha dovuto adattare le lezioni per non farle troppo difficili ma, nello stesso tempo, io ho dovuto accettare di studiare un po’ di tecnica. Non so come fa ad essere sempre così gentile e ripetere sempre le stesse cose. Non so se si comporti nello stesso modo con tutti i suoi allievi (forse io ho la testa troppo dura), ma con me deve ripetere sempre le stesse cose e poi ancora… e ancora.

All’inizio, per capire come dovevi posizionare le mani sullo strumento e come le dovevi muovere, hai guardato come faceva il tuo insegnante, hai ascoltato le sue spiegazioni teoriche o semplicemente hai provato finché non hai ottenuto il risultato che desideravi?
Ho fatto tutto questo e ho guardato anche molti video sul web. Io non sono molto alta e ho dita cortissime, particolarmente i mignoli. Ho dovuto cambiare il violoncello 4/4 con un 7/8. Adesso, suono da quasi tre anni, ma ho ancora problemi con la direzione dell’arco. Mi sono trovata uno grande specchio e provo a guardarmi mentre suono per controllare dove va a passeggiare questo arco a cui sembra piaccia fare del pattinaggio (non artistico) sulle corde. E il mio professore mi deve fare ancora le correzioni a ogni lezione. Io lo osservo, poi provo a fare lo stesso. Poi dimentico ancora …

Hai mai seguito una lezione online? Secondo te quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questo tipo di lezione?
Da quando siamo in quarantena per il Covid, faccio le lezioni online. Meglio di niente … sarei disperata se non potessi più avere le lezioni in presenza: non vedo l’ora di ritornare nello studio del mio professore. Quando ho cominciato le lezioni, mi ricordo che lui mi girava spesso intorno, controllando la mia posizione. Mi sembrava così strano. Certamente non sarebbe stato possibile online. Un’altra cosa è che online non è facile lavorare sulla qualità del suono e così spesso non capisco bene come dovrei fare per migliorarmi. Forse dovrei comprare delle cuffie, non so. Penso che le lezioni online vadano bene per gli studenti avanzati, ma per i principianti non sono l’ideale.

Hai mai provato a suonare con qualcun altro? Se sì, quali sono state le difficoltà da superare e quali le emozioni che hai provato?
Ho suonato una volta a Venezia con alcuni amici principianti come me: un violoncellista, un violista, una violinista e una flautista. È stato qualcosa di molto intenso. La prima difficoltà è stata distinguere nell’insieme il suono del mio strumento: non sapevo più se stessi suonando le note giuste o no. Poi, c’è il ritmo … da sola posso rallentare o accelerare come voglio, ma con gli altri … mi sentivo completamente persa. Di più era uno spartito che stavamo tutti leggendo a prima vista. Ma, alla fine, ho capito che suonare con altri strumenti rende la musica più ricca, più profonda. E mi è piaciuto tanto vivere questi momenti. Da me, purtroppo, non conosco nessun musicista per rifare l’esperienza.

Quali pezzi hai adesso sul leggio e quali vorresti riuscire a suonare in futuro?
Adesso sto imparando la Sonata Prima di Giovanni Battista Platti. Sto anche provando il primo capriccio di Dall’Abaco, l’Ave Maria di Schubert, per imparare il vibrato, e uno studio di Schroeder. E poi le scale. La musica che preferisco è quella del barocco italiano. Vorrei suonare tutto questo, soprattutto Lanzetti, Vandini, Pericoli, Giminiani, etc … La cosa migliore per me sarebbe rinascere nel corpo di un violoncellista nella mia prossima vita, perché in questa temo che non avrò tempo di diventare abbastanza brava per suonare questi brani.

Internet dà oggi ai musicisti grandissime possibilità di allargare i propri orizzonti scoprendo anche repertori poco noti. Quali sono le composizioni che ritieni più belle fra quelle che hai scoperto più recentemente?
Devo dire che il sito MyCello mi ha fatto scoprire il repertorio del violoncello. Non ne sapevo quasi niente prima di cominciare a suonare. Ogni giorno ci trovo qualcosa di nuovo e bellissimo. Poco fa ho scoperto così Leonardo Leo e Berteau. Ho anche scoperto Angelo Maria Fioré e Diego Ortiz in un corso Early Italian Cello con Elinor Frey. L’anno scorso ho conosciuto Miaskosky, Rontgen, Pejacevic e tanti altri.

Visto che ti piace in particolare la musica barocca, se qualcuno che non ha mai ascoltato questo genere di musica ti chiedesse il consiglio su un autore da ascoltare, quale gli consiglieresti? E quali composizioni in particolare?
Non sarei capace di consigliare solamente uno. Ma sono sempre eccessiva! Mi sentirei una traditrice a suggerire solamente Vivaldi o Porpora o Willem de Fesh, etc … Questa musica mi parla dolcemente al cuore. Ne ho bisogno ogni giorno.

C’è un violoncellista in particolare che hai ascoltato dal vivo e che apprezzi particolarmente? E qualche violoncellista che ti piacerebbe avere la possibilità di ascoltare dal vivo?
Il primo violoncellista che ho ascoltato in concerto è il grande YoYo Ma, tanti anni fa. Era giovane allora e così vivo sul palcoscenico. Suonava guardando gli altri musicisti dietro di lui con grandissimi sorrisi e io mi chiedevo come facesse a suonare e fare quasi conversazione con gli altri nello stesso momento. Una sera indimenticabile! Allora ho sentito una grande voglia per imparare a suonare il violoncello, ma non era possibile, con la vita professionale intensa che stavo vivendo. Adesso i concerti che mi piacciono di più sono quelli in piccole sale, come quella dello Squero a Venezia o nelle Sale Apollinee della Fenice. Mi sento più vicina, sia agli artisti sia alla musica.

[continua⇒]