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ACCADDE OGGI - Il 6 giugno 1807, nasce ad Halle il violoncellista e compositore Adrien-François Servais

Michèle Ferron (3)


So che tutti gli anni vieni in vacanza in Italia, a Venezia, e che non perdi le occasioni che si presentano per ascoltare concerti. C’è qualche concerto veneziano che ti ha lasciato un ricordo particolare?
L’anno scorso ho sentito il gruppo l’Arte dell’Arco. Una bella complicità tra i musicisti e la mia musica preferita. Cosa potrei chiedere di più?

 

 

So che quando vieni in vacanza in Italia non rinunci a studiare il violoncello e che hai trovato un modo “creativo” per non far correre rischi al tuo strumento durante il viaggio. Puoi spiegare ai nostri lettori come è il tuo “violoncello portatile” e come te lo sei procurato?
Da 2012 vado in Italia ogni anno per le vacanze. Quando ho cominciato a suonare ho sentito un forte conflitto tra le mie due passioni: Venezia e il violoncello. Il mio professore mi ha allora parlato della possibilità di avere un violoncello da viaggio. Ho cercato sul web e così ho scoperto il mio Prakticello. È un oggetto interessante, ideato da Ernest Nussbaum, un signore americano che fabbricava gli strumenti a casa sua. Dal mio liutaio ho fatto migliorare il ponte. Il vantaggio è che si può “smontare e rimontare” ed è quindi facilissimo da trasportare. Per dire la verità, non ha un suono granché, ma è perfetto per me, perché non disturbo i miei vicini di casa nell’appartamento che affitto. Alla mia età, non ho tanti anni davanti a me per studiare e non posso smettere alcune settimane di suonare, perché dimenticherei tutto. Allora, viaggio con il “Vittorino” (questo è il nome che ho dato al mio Prakticello). Ma, quando torno a casa, che gioia ritrovare il mio violoncello vero!

 

 

Sulla base della tua esperienza, se qualcuno ti dicesse che ha intenzione di iniziare a suonare il violoncello, che consigli gli daresti?
Prima di tutto, soprattutto se la persona non è più giovane, è importante che abbia tanta determinazione, perché non sarà facile e ci vorrà molto tempo. Senza queste due condizioni non vale la pena di pensare al violoncello. Ma è il più bel regalo che qualcuno si possa fare. La musica è una presenza incredibile. Non so se fa parte di me o se faccio parte io di lei, ma siamo insieme per sempre.

Grazie Michèle Ferron per aver accettato di condividere con noi il tuo sogno! Speriamo che tu possa tornare presto nella Venezia che tanto ami, ad ascoltare musica e a studiare senza disturbare i vicini, con il tuo “Vittorino”.