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OLSI LEKA, The cello in madness


 

Olsi Leka è un violoncellista nato a Tirana nel 1980 e suona il violoncello dall’età di 6 anni. Numerose già da piccolo le sue vittorie a concorsi (in Belgio ed a Cipro). A 24 anni è stato nominato violoncello solista presso Belgian National Orchestra e questo gli ha permesso di collaborare con numerosi ed affermati solisti e direttori come Valery Giergev, Helen Grimaud, Misha Maisky e molti altri. Dal 2007 è professore di violoncello presso il Royal Conservatory di Anversa e dal 2015 presso il Royal Conservatory di Bruxelles. Ha eseguito con molte orchestre i concerti per violoncello dei principali autori ed è invitato a festival di tutto il mondo.

Dopo il CD di esordio, dal titolo “Reminiscence”, pubblica ora, sempre con la casa discografica Phaedra, il suo “The cello in madness” (“Il violoncello nella Follia”). Il CD si apre con i tre tempi della Sonata in Re di Pietro Antonio Locatelli (1695-1764), nell’arrangiamento per violoncello e pianoforte di Alfredo Piatti (1822-1901), un pezzo classico del repertorio violoncellistico, e prosegue con una serie di affascinanti composizioni del ‘900 belga tutte da scoprire: ‘Le vieux quai’ del compositore Georges Lonque (1900-1967) e ‘Mosaïque’‘Trois mouvements’ and ‘Cadence et Allegro’, del compositore e violoncellista Eric Feldbusch (1922-2007).

La Sonata di Locatelli, nell’arrangiamento di Piatti, mette a fuoco un interessante momento dell’evoluzione della tecnica violoncellistica. Dopo gli anni durante i quali il violoncello si era emancipato faticosamente dal suo ruolo di basso continuo, acquistando una nuova dignità e identità come “lo strumento che più di ogni altro ricorda la voce umana”, con Piatti segna il punto in cui è ormai maturo per confrontarsi con il virtuosismo violinistico. Piatti infatti, nelle sue trascrizioni violoncellistiche di composizioni violinistiche fonde la classicità barocca, e le cadenze e passaggi romantici consolidando una tecnica che, fino ad un periodo precedente, era espressività peculiare solo del violino. Piatti, nel trascrivere la Sonata di Locatelli, era però indubbiamente animato anche dal desiderio di far conoscere una bella composizione di un autore della sua terra: Piatti e Locatelli erano infatti entrambi nati a Bergamo ed entrambi avevano iniziato la loro carriera nella Cappella Musicale della Basilica di S. Maria Maggiore.

Se Piatti dedica la sua attenzione ad un suo concittadino, Olsi Leka mette al centro della sua attenzione due compositori del Belgio, la terra dove ha scelto di vivere. Nella seconda parte dei CD propone, infatti, il recupero di composizioni che senza di lui sarebbero probabilmente rimaste nell’oblio nel quale erano finite. “Le vieux quai” (The old Dock), (registrazione n. 4 del CD) di Georges Lonque, un brano contemplativo per violoncello e orchestra, ispirato dall’omonimo poema dell’autore belga Georges Rodenbach, nel quale il violoncello fa emergere la peculiarità del suo suono, caldo ed intimo, grazie ad uno spartito di chiara atmosfera post-romantica con proiezioni persino impressionistiche, altamente eleganti e raffinate, fu scritta nel 1927, ma andò persa e non venne mai pubblicata né registrata. Solo grazie a questa incisione, dunque, torna viva e conosciuta, occupando il suo posto legittimo nell’ampio repertorio violoncellistico.

Anche le composizioni di Eric Feldbush qui proposte non possono certo essere considerate composizioni molto conosciute. Benché siano di grande interesse come tappe di una costante ricerca di nuovi linguaggi espressivi, appaiono spesso cariche di una drammaticità espressiva che, in un’epoca come la nostra, spesso tesa solo alla ricerca di vuoto edonismo musicale, rischiano di essere abbandonate in un angolo come vecchi ricordi di momenti spiacevoli della storia dell’umanità.

Sicuramente generoso il tributo di Olsi Leka al paese che lo ospita, il Belgio, e di cui propone con coraggio autori ancora da scoprire e valorizzare. Tributo apprezzato dalla Fondazione Eric Feldbusch che ha messo a sua disposizione il violoncello Raffaele Gagliano del 1820 che Olsi Leka, accompagnato al pianoforte da Piet Kuijken, ha utilizzato per la registrazione del CD. Un violoncello di grande valore simbolico, perché fu regalato a Éric Feldbusch, nel 1965, dalla regina Elisabetta del Belgio in occasione della composizione del trio “Queen Elisabeth”.

The Cello in Madness: MP3 o CD