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ACCADDE OGGI - Il 7 giugno 1732, nasce ad Alessandria il violinista e compositore Giuseppe Demarchi

On The Bridge (3)


Perché avete deciso di iniziare questa esperienza?
Stefano Cerrato
La volontà di formare un gruppo di violoncelli nel mio caso deriva dalla passione che il mio maestro Antonio Mosca mi ha trasmesso per questa formazione durante il mio percorso di studi con lui, attraverso numerose attività estive che vedevano l’ensemble al centro della sua didattica con bambini e ragazzi. Tant’è vero che negli anni ho iniziato a ricercare musica anche inedita dedicata a questa insolita formazione nonché a trascrivere musica io stesso, fino a realizzare il sogno di avere un gruppo mio.
Benedetta Giolo
Sin da prima che nascesse “On the Bridge” Stefano ha spesso organizzato esperienze di musica d’insieme per  ensemble di violoncelli a cui ho partecipato: ho notato sin dall’inizio che si era creato un bel clima di complicità e collaborazione, raggiungendo ottimi risultati. Quando lo scorso anno Stefano mi propose di partecipare a questo nuovo gruppo che stava nascendo non potevo che accettare con immensa gioia. Con il tempo poi, oltre ad essere un gruppo di violoncellisti, siamo diventati anche ottimi amici e durante le nostre prove non manca mai una battuta, un sorriso, uno scherzo.
Emanuele Rigamonti Con la classe di Stefano l’attività di cello ensemble non è mai mancata. Da anni, nei miei pensieri, c’era il desiderio di formare un gruppo stabile e portare questa formidabile esperienza cameristica nelle sale da concerto. Io stesso, nel mio piccolo, ho cercato di creare delle occasioni per concretizzare il progetto. Ad un certo punto, in qualche modo, ci siamo imposti il dovere di far nascere “On the Bridge”. Era nell’aria da troppi anni e il successo era assicurato: tra violoncellisti non si può non andare d’accordo!
Vittorio Zelocchi Avevo sempre desiderato sperimentare l’esperienza in un ensemble di soli violoncelli per via di tutte le molteplici potenzialità e sfumature che si possono ottenere; il dialogo con strumenti uguali al nostro è inoltre sempre immediato, in un certo senso: le voci si fondono in un’unica intenzione e ho anche la fortuna di partecipare a questa avventura con colleghi bravissimi e persone stupende.
Sara Merlini Anche se all’inizio può spaventare pensare di suonare in un ensemble con otto altri violoncellisti, a causa della possibile competizione, ho accolto ben volentieri l’invito da parte di Stefano. Ho avuto così modo di constatare che, oltre al repertorio molto interessante, è possibile imparare molto gli uni dagli altri e scambiarsi opinioni, idee e punti di vista che sto scoprendo arricchirmi molto come interprete.
Lucia Molinari L’esperienza dell’ensemble di violoncelli è sempre stata una costante negli anni di studio con Stefano e ho sempre trovato straordinario quanto versatili possano essere le possibilità espressive di questa formazione. Costituirsi come gruppo stabile è stato per me speciale non solo per la qualità e la serietà del lavoro che si svolge insieme, ma anche per l’amicizia, il sostegno reciproco e lo spirito di gruppo che ci legano.
Matteo Vercelloni Conosco Stefano da tempo e, negli anni, la prospettiva di creare un ensemble di violoncelli che facesse della stabilità uno dei suoi punti fondanti è apparsa più volte, ma sempre facevano capolino diverse difficoltà di varia natura. Le difficoltà non sono sicuramente scomparse, ma alla fine la volontà di arrivare fino in fondo con questo progetto e, soprattutto, l’aggregazione delle giuste menti e delle giuste anime ci ha portato a concretizzare un grande obiettivo. Il clima è dinamico, ricco di stimoli culturali ed intellettuali, ma è anche permeato da un’atmosfera serena e spesso gioviale.  Con dei colleghi, con dei compagni d’avventura così, non c’è nulla da temere. Non avrei mai potuto dire di no ad una simile opportunità!
Alessandro Brutti Prima che nascesse l’idea di On The Bridge” per me l’attività di ensemble di violoncelli era sempre stata relegata ad attività “di contorno” a masterclass o eventi circoscritti. Nell’agosto 2019 ho ricevuto l’invito a partecipare alla formazione di questo gruppo e non ho avuto dubbi, perché fin da subito ci siamo posti obiettivi importanti, quali l’incisione del disco Vocal Chords, e perché si prospettava un lavoro votato alla massima accuratezza e serietà.
Simone Ceppetelli La mia partecipazione alla formazione di un gruppo stabile di soli violoncelli risale a diversi anni fa quando Stefano, il vero ideatore di questo progetto, aprì la sua prima classe di violoncello. Sono sempre stato convinto delle grandi possibilità che avrebbe avuto un ensemble come questo ma, fino ad un anno fa, si era trattato sempre di progetti didattici ideati per imparare e suonare insieme allo stesso tempo. Nell’agosto del 2019 si è però concretizzata l’idea iniziale e un vero e proprio gruppo, unito dalla volontà comune di realizzare un progetto discografico molto interessante, si è costituito.

All’interno del gruppo, come vi siete organizzati? C’è qualcuno in particolare che decide cosa suonare o che si preoccupa di trovare occasioni per i concerti, o di organizzare le trasferte?
Come in ogni team di lavoro, anche nel nostro gruppo ognuno svolge mansioni diverse: Emanuele e Stefano decidono quali brani inserire in programma, ma ognuno è sempre libero di fare delle proposte, Stefano trascrive e arrangia, Alessandro si occupa di tradurre i testi delle interviste e dei CD in inglese o in tedesco, Emanuele si occupa di promozione e pubblicità mentre le occasioni per suonare, oltre che da Benedetta, vengono procurate da qualsiasi membro dell’ensemble. Oltre alla sfera strettamente musicale si aggiungono preziosi contributi che tengono insieme il gruppo: il ruolo di Matteo, sempre pronto a tenere alto il morale e l’entusiasmo (oltre che a scarrozzarci qua e là); l’apporto culinario di Emanuele, che più sono difficili i pezzi da studiare più dolci ci cucina; l’umorismo e la battuta sempre pronta di Alessandro; il ciuffo di Simone, senza il quale cadrebbe uno dei principali elementi di conversazione. Vittorio è senza dubbio “l’anima buona” dell’ensemble, lo spirito pacifico che offre supporto a tutti. Si sa che ogni gruppo, soprattutto se numeroso, necessita di un elemento che sappia tenere i piedi ben per terra e che sia anche in grado di fornire pareri sempre oggettivi e ben chiari: ecco la figura di Benedetta, la cui precisione organizzativa è salvifica per tutto l’ensemble. Sara è una grande entusiasta, una persona ricca di energia, una fonte di sorrisi e di buon umore garantito. Lucia è l’anima zen del gruppo: quando la tensione sale sa ascoltare, sa tranquillizzare gli animi inquieti, sa rassicurare: è sicuramente un punto di equilibrio per l’ensemble.

[continua]