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ACCADDE OGGI - Il 4 giugno 1872, muore a Varsavia il compositore Stanislaw Moniuszko

On The Bridge


Mi capita fra le mani un CD. Leggo “On The Bridge. Cello Ensemble“, nella foto di copertina vedo otto violoncellisti sorridenti. Li contatto e scopro che, in realtà, sono in nove. Le loro strade si sono incrociate ed hanno deciso di iniziare una bella avventura tutti insieme. Vediamo di conoscerli meglio.
Quando avete iniziato a studiare il violoncello e perché avete scelto proprio il violoncello?
Stefano Cerrato Ho iniziato lo studio del violoncello all’età di quattro anni. Nella mia famiglia tutti suonavano uno strumento e, quando anche per me venne il momento di iniziare a suonare, dissi a mia mamma: “Scelgo il violoncello perché così sto seduto”.
Alessandro Brutti Ho iniziato a suonare molto tardi, all’età di quindici anni. Ho scelto il violoncello perché mi affascinava molto il suo timbro, inoltre sono sempre stato attratto dall’arte della liuteria.
Simone Ceppetelli Seguendo l’esempio di mio fratello, iniziai lo studio del violoncello all’età di quattro anni. La scelta proprio di questo strumento fu però un caso dettato dal fatto che i posti disponibili nelle classi di violino fossero esauriti; la scoperta di una grande passione per il violoncello, maturata con gli anni, mi fece realizzare la grande fortuna avuta quel giorno.
Benedetta Giolo Mi sono avvicinata al violoncello all’età di sei anni: nata in una famiglia di musicisti, i miei genitori mi portarono ad un concerto di musica classica; notai subito il violoncello, le sue forme sinuose ed il suo suono. Da lì non ebbi dubbi su quale fosse lo strumento che volevo.
Sara Merlini Ho iniziato a suonare il violoncello a undici anni, colpita dal suono così simile alla voce umana, spronata da mio padre che avrebbe voluto fare il musicista, ma non ne ha avuto l’opportunità. Già dalle prime volte che ho avuto in mano il violoncello sono rimasta colpita dal calore così avvolgente del suo suono.
Lucia Molinari Ricordo di aver assistito fin da molto piccola alle prove dell’orchestra della scuola di musica dei miei genitori. Quando è arrivato finalmente anche per me il momento di scegliere lo strumento, all’età di sei anni, l’attrazione per il lato oscuro dell’orchestra e lo spirito di squadra che si respirava nella sezione dei violoncelli sono stati determinanti.
Emanuele Rigamonti A tre anni mi dilettavo a strimpellare con strumenti giocattolo. Al violoncello mi sono avvicinato a sei anni. Le mie sorelle già suonavano il pianoforte e il violino: io volevo uno strumento più bello!
Matteo Vercelloni Ho iniziato lo studio del violoncello all’età di nove anni. Da piccolissimo non avevo mai mostrato un particolare interesse per la musica in generale. La svolta avvenne grazie ad un vecchio cartone animato musicale, più precisamente si trattava di “Pierino e il lupo”, dove compariva una sagoma di violoncello. Fu un colpo di fulmine. E l’amore è ancora ben saldo.
Vittorio Zelocchi I miei genitori, entrambi ex musicisti, mi hanno sempre comunicato l’importanza della musica. All’età di 10 anni, incoraggiato anche da mia sorella che già da un anno aveva intrapreso lo studio del flauto traverso, ho iniziato a suonare il violoncello. Non ricordo precisamente il motivo della mia scelta, ricordo solamente che, ai miei occhi, era lo strumento più affascinante di tutti.

Quali sono state e quali sono le vostre esperienze più significative di musica d’insieme?
Alessandro Brutti Considero significative tutte quelle esperienze che possono insegnarti qualcosa: non c’è niente di meglio che lavorare con qualcuno dal quale puoi imparare e “rubare” qualcosa, o che ti può fornire spunti originali o prospettive inedite riguardo qualcosa che già pensavi di conoscere. Negli ultimi anni ho avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei più grandi direttori e solisti, e ho capito che la loro grandezza risiede nei messaggi che riescono a veicolare tramite la loro arte. Per queste preziose esperienze devo ringraziare, tra gli altri, istituzioni quali l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra L. Cherubini e l’Orchestra Filarmonica V. Calamani.

[continua]