• it
ACCADDE OGGI - Il 21 aprile 1951, muore a Mosca il violoncellista e compositore Alexandr Krein

Premio Saverio Loiacono – Premio umanistico del violoncello


 

Gent.le Maestro Gaetano Simone buongiorno e grazie per la sua attenzione al nostro sito web. La ringraziamo per le risposte alle nostre domande riguardo ilPremio Saverio Loiacono”.
Vuole ricordarci la figura di Saverio Loiacono, cui il premio è dedicato?
Intanto grazie a voi di mycello.it per dare spazio alla nostra iniziativa.
Incontrai il M° Saverio Loiacono, uomo austero ma anche tanto amorevole, quando avevo 11 anni e fu lui a farmi conoscere il violoncello e a darmi le prime lezioni nell’accademia musicale del mio paese, Polignano, dove già da qualche anno studiavo il pianoforte. Era rientrato da pochi anni in Italia dal Sud America dopo esservi emigrato circa 30 anni prima ed aver svolto la carriera di professore d’orchestra in Perù, Uruguay e Argentina nelle più prestigiose orchestre, tra cui quella del Teatro Colòn di Buenos Aires. Era un insegnante straordinario, con un’esperienza musicale e di vita immensa ed è stato grazie alle sue interminabili lezioni e al suo essere esigente che qualche tempo dopo il nostro primo incontro, poco più che adolescente, decisi anch’io di intraprendere la carriera musicale come violoncellista. Era una persona estremamente generosa, un padre per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di studiare e lavorare con lui. Si immagini lezioni anche di 8 ore svolte a casa sua: che pazienza e che perseveranza aveva! Ovviamente durante lezioni così lunghe c’era anche il tempo per raccontare aneddoti ed esperienze, come quella di aver suonato il tango con Astor Piazzolla ed il suo violinista Antonio Agri, quella di aver fatto una masterclass a Buenos Aires con Pierre Fournier che per verificare la tenuta dell’arco alla punta dava un colpo netto all’insù come uno schiocco (ah, i cari vecchi maestri di una volta!), oppure quella di una sera quando, prima di entrare in scena con alcuni colleghi del Colòn, udì qualcuno suonare corde vuote in un camerino e pensando si trattasse di uno studente entrò nella camera senza bussare trovandovi il mitico Pau Casals che con la sua famosa pipa riprendeva contatto con il suo Goffriller prima di esibirsi con il Concerto di Schumann. “Fate le corde vuote per tutta la vita!”, li ammonì.
Vede, ora questi racconti possono sembrare anacronistici o romanzati, e non saprò mai se fossero anche in parte una sua invenzione per invogliarmi a studiare le corde vuote, però s’immagini che effetto potevano fare su un giovane di provincia alle prime armi in un’epoca in cui non esisteva internet e ci si poteva soltanto affidare alla propria immaginazione…e al proprio Maestro!

Quali sono le motivazioni che hanno spinto la famiglia Loiacono a realizzare questo premio?
Il Maestro è scomparso nell’aprile del 2005 e per tanto tempo ho cullato l’idea di organizzare qualcosa in sua memoria, data l’enorme gratitudine che provo nei suoi confronti. Agli inizi del 2018 ho personalmente preso coraggio ed ho contattato la parte di famiglia che vive qui in Puglia e che è stata subito entusiasta dell’idea. Ovviamente poi la sorte ci ha messo lo zampino, perché da solo non avrei potuto neanche lontanamente pensare di mettere su un bel niente: nello stesso periodo ho scoperto l’associazione culturale Con-Fusione e soprattutto la sua fondatrice e illuminata direttrice, Adriana L’Abbate. L’associazione ha come scopo la valorizzazione della cultura sul territorio, con tutte le difficoltà che questo presenta ma anche con le risorse umane che offre. Io ed Adriana abbiamo subito cominciato a lavorare insieme ad un primo mini-festival del violoncello, dedicato appunto al Maestro. Abbiamo organizzato una prima rassegna di due giorni con giovani e giovanissimi violoncellisti alle loro primissime esperienze in pubblico, in un paese che ha profonda sete di cultura e condivisione. La famiglia Loiacono ha appoggiato l’iniziativa di una borsa di studio che, come prima volta, è stata equamente distribuita tra i ragazzi che si sono esibiti mettendosi in gioco.
L’atmosfera di quei giorni era dominata dalla commozione, l’incredulità per aver fatto qualcosa di nuovo ed eccitante e la voglia di rivedersi per lavorare all’edizione 2019. [Continua⇒]