ACCADDE OGGI - Il 27 ottobre 1782, nasce a Genova il violinista e compositore Niccolò Paganini

Quartetto Zuena (2)


CARLA: Durante gli anni del conservatorio ho avuto modo di fare esperienza sia in formazioni cameristiche, sia orchestrali. Una delle esperienze più belle e significative è stato esibirsi davanti al Presidente della Repubblica nelle sale del Quirinale con l’Orchestra da Camera del Conservatorio di Trieste. Ma l’esperienza che mi ha formato di più è stata quella con l’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole, che mi ha dato modo di lavorare con Maestri importanti quali D. Gatti, J. Axelrod, A. Poga ed esibirmi nei più importanti teatri italiani.
FRANCESCO: Durante gli anni in Conservatorio ho fatto musica d’insieme fin da subito. L’esperienza più forte è stata quella col quartetto d’archi col quale ho avuto modo di esplorare gran parte del repertorio per questa formazione.
SIMONE: Tutta la Musica è Relazione, con se stessi, con l’altro: come membro del Quartetto Zanardi l’ho capito subito. Come membro del Quartetto Januensis ho avuto modo di studiare con C. Costalbano, il Quartetto di Cremona, il Prometeo e Delian. Ho studiato musica da camera con M. Damerini. Sono stato selezionato per l’ONC e l’ONCI: ricordo con piacere le produzioni presso il Quirinale, l’Arena di Verona e l’indelebile produzione con E. Dindo e M. Rizzi. Anche il lavoro col Noos ensemble, laboratorio di musica contemporanea mi ha arricchito come musicista e persona.

C’è stato in particolare qualche violoncellista che è stato per voi un punto di riferimento ideale?
FEDERICA: I “Grandi” li conosciamo tutti ed è scontato doverli citare: Rostropovich, Yo-Yo Ma, Capuçon, Maisky, Tortelier, Gabetta… gli italianissimi Sollima, Polidori, Bronzi, Dindo, Brunello, Gnocchi e tanti altri. Però uno dei “grandi” lo porto nel cuore. Durante gli anni di studio, infatti, la figura da cui ho tratto maggiormente ispirazione è stata certamente lei: Jacqueline du Pré. È per tale ragione che al diploma scelsi di presentarmi con il concerto di E. Elgar, il concerto che la rese più celebre di quanto già non lo fosse e la cui interpretazione viene descritta come leggendaria e definitiva. Per Jacqueline du Pré nutro una sorta di ammirazione devozionale, non solo in quanto violoncellista ma anche per il fascino che cela la sua vita e la sua storia. Non da meno, l’ho sentita vicino perché donna, icona dell’emancipazione di genere.
FRANCESCO: In Conservatorio si cresce con il santino di Rostropovich in classe, quindi sicuramente è stato un punto di riferimento importante.
CARLA: Sicuramente sono tanti i violoncellisti da cui trarre ispirazione, però la violoncellista che mi ha emozionato più di tutte è stata Jacqueline Du Pre. Non vorrei passare per la femminista del gruppo, ma mi piace ricordarla fra gli innumerevoli nomi maschili.
SIMONE: Nutro stima e affetto per N. Zanardi, P. Ognissanti, E. Bronzi, E. Dindo, M. Brunello, M. Polidori, G. Sollima, M. Leskovar , Yo-Yo Ma, M. Rostropovich, J. Du Prè, S. Gabetta, G. Capuçon, F. Dillon e G. Porcile.

Come vi siete conosciuti? Perché avete deciso di costituire un quartetto di soli violoncelli e da quanto tempo suonate insieme?
Fu un appuntamento al buio combinato da Federica quello del Quartetto! L’occasione di formare un quartetto di violoncelli ci si è presentata per partecipare alla prima edizione della MaMu Cello Tenzone, una competizione amichevole per ensemble di violoncelli tenutasi il 2 dicembre 2018 al Magazzino Musica di Milano. Si può dire che l’incontro e l’unione di noi quattro quindi siano nate solo per gioco. Tuttavia, dopo aver vinto la prima edizione della MaMu Cello Tenzone, in occasione della quale abbiamo presentato il brano Mare Nostrum di Francesco, abbiamo capito che questa formazione ci stava a cuore e così il Quartetto Zuena è diventato un vero e proprio progetto. Il nome «Zuena» è nato in una pizzeria di Genova tra un sorriso e una focaccia e significa «giovane» nel dialetto della città. Questa parola non solo vuole rappresentare la fiamma della giovane età ma anche l’aspetto “popolare” del progetto.

È facile reperire composizioni per quattro violoncelli? C’è qualcuno fra voi che si occupa degli arrangiamenti, o li realizzate insieme?
Un nostro mantra è: «Non esiste “facile-difficile”, ma “Lo desidero-non lo desidero”».  Non è vasto il repertorio originale per il nostro ensemble, ma esistono numerose trascrizioni. Molti violoncellisti, tra i quali Grutzmacher e Sollima per esempio, hanno realizzato arrangiamenti storici di brani celebri per questa formazione. Per quanto ci riguarda Francesco e Federica si occupano di mettere insieme le nostre idee, sovvertendo la “classica” gerarchia delle parti. Nei nostri arrangiamenti, infatti, tutti i violoncelli sono importanti e la parte del quarto è sempre protagonista quanto quella del primo.

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