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ACCADDE OGGI - Il 7 agosto 1868, nasce a Londra il compositore Grandville Bantock

Riccardo Pes


Un giovane violoncellista e compositore, italiano ma residente a Londra, risponde volentieri alle nostre domande. Come e quando, nella sua vita, ha incontrato il violoncello?
Ho cominciato a studiare violoncello all’età di 9 anni, dopo aver assistito ad una lezione concerto tenuta nella mia città da un professore del Conservatorio di Udine.  Mi ero già approcciato alla musica, prima con lo studio del pianoforte, del flauto e partecipando ai corsi di propedeutica musicale.  Il violoncello era uno strumento già presente in casa: mio padre, infatti, aveva preso alcune lezioni, dopo essere stato ispirato da un concerto memorabile del violoncellista Alain Meunier tenutosi a Portogruaro nel 1985. La scintilla per lo strumento è scoccata in me, però, solo all’età di 16 anni, dopo aver incontrato la nota violoncellista Teodora Campagnaro. La passione, la grinta, la tenacia di questa persona mi hanno fatto scoprire uno strumento vitale e carico di “fuoco sacro”. Di lì a poco avrei dovuto unirmi alla sua classe in conservatorio, ma purtroppo è mancata a seguito di una grave malattia.

Può raccontarci, in breve, le tappe più significative del suo percorso di studi?
La mia formazione è cominciata nel Conservatorio di Udine con il Professore Federico Ricardi di Netro, figura fondamentale. Dopo il diploma, a Venezia, ho proseguito gli studi all’Accademia Santa Cecilia di Roma con Giovanni Sollima, mio idolo da sempre assieme a Mario Brunello. Successivamente, mi sono trasferito a Londra per studiare con Melissa Phelps, allieva di Jaqueline Du Prè, presso il Royal College of Music. Melissa è stata un’insegnante molto determinante e molto generosa, a cui devo moltissimo.

Quali sono state le sue più importanti esperienze di interprete? Preferisce esibirsi come solista o in formazioni da camera? 
Mi piace esibirmi sia come solista che in formazione di musica da camera. Come solista ho suonato con Claudio Scimone e I Solisti Veneti, esperienza davvero indimenticabile. Mi capita di suonare in molti recital per violoncello solo, con musiche di repertorio e mie composizioni, spesso supportate dall’elettronica. Sono membro del Trio Klein, trio d’archi di base a Londra, e sto per debuttare con un progetto nuovo in formazione di trio con pianoforte. Tra le mie performance più importanti sicuramente ci sono i concerti in quartetto con Mario Brunello, l’esperienza dei 100 Cellos con Giovanni Sollima, il mio recital al Royal Albert Hall e le mie composizioni eseguite al Southbank Centre.

 

Quanto è importante, per lei, la scelta del luogo dove si svolge un concerto? Quali sono le caratteristiche dei luoghi dove ama esibirsi?
Il luogo è molto importante per me. In genere, cerco sempre un posto che predisponga all’ascolto. Il teatro è sicuramente il mio preferito, ma mi trovo molto bene anche in spazi non convenzionali per le suggestioni che riescono a suscitare. Per esempio, i luoghi all’aperto, come le montagne, i vecchi castelli, i fiumi e i laghi, ma anche gli spazi fotografici o le archeologie industriali riescono a coniugare la musica con l’ambiente e le storie delle persone.

[continua]