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ACCADDE OGGI - Il 7 dicembre 1863, nasce a Livorno il compositore Pietro Mascagni

Roberto Illiano


A pochi giorni dall’anniversario della nascita di Boccherini, a Lucca, incontro il Segretario Generale del Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini  e colgo l’occasione per una breve intervista.

Quando è nato il Centro Studi? Chi ha avuto l’idea e come è riuscito a trasformare in realtà la sua idea?
Il Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini nasce nel novembre del 2005 con l’intento di curare in primis il lavoro editoriale dell’Opera omnia di Luigi Boccherini. La scelta della città non è casuale: Boccherini nacque a Lucca, per cui la città toscana era il luogo ideale per lanciare l’Edizione Nazionale Italiana delle sue opere complete.
L’idea nasce in seno ai soci fondatori — Roberto Illiano, Fulvia Morabito, Massimiliano Sala — tutti già collaboratori della Stichting-Fondazione Pietro Antonio Locatelli (Amsterdam-Cremona). Alla morte del professor Dunning, che dirigeva la Fondazione Locatelli e che per primo promosse il progetto di un’edizione Boccherini, si è pensato di rilevare le attività della stessa Fondazione trasformandola in un ente di diritto italiano. Abbiamo pertanto istituito a Lucca una onlus insieme al professor Christian Speck, che dirige l’Edizione Nazionale Boccherini, portando avanti l’eredità editoriale della Fondazione Locatelli, ampliandone altresì i contenuti e sviluppando ulteriori attività con l’apertura di Masterclass internazionali di opere, organizzazione di convegni e altro ancora.

Chi ha lavorato per la realizzazione del progetto?
Al progetto hanno lavorato tante persone: in primis il comitato direttivo, nonché tutti i soci onorari (Lorenzo Frassà, Massimiliano Locanto, Simone Luti, Leon Plantinga, Ruldolf Rasch, Sophie Louise Roland, Luca Lévi Sala). Ad essi possiamo aggiungere i membri del comitato scientifico delle edizioni Boccherini, Locatelli e Geminiani, i membri dei diversi comitati editoriali delle nostre collane e dei comitati scientifici delle nostre conferenze. Grazie al sostegno di musicologi di fama internazionale, il Centro Studi è diventato in pochi anni un centro di eccellenza nel panorama internazionale della ricerca musicologica. Oggi, a distanza di 13 anni dalla sua istituzione, il Centro Studi è riconosciuto come una delle poche realtà musicologiche italiane che possono vantare una produzione editoriale e scientifica ricchissima ed è stato accreditato come “Istituto Culturale” dal Ministero dei Beni Culturali.

Quali sono state le principali difficoltà da superare e quali sono stati i risultati raggiunti?
La maggiore difficoltà è stata riuscire a trovare credito nel panorama culturale italiano. La realtà musicologica italiana ha subìto nel corso dell’ultimo decennio un profondo mutamento dovuto ai cambiamenti economici e sociali in atto nel nostro Paese. Come spesso avviene anche in altri campi, l’Italia si è adattata molto lentamente a questi cambiamenti, rimanendo legata per troppi anni all’idea di uno stato assistenzialista. Il Centro Studi ha portato invece avanti l’idea di una cultura che partecipa alla valorizzazione del territorio, sia in termini qualitativi che quantitativi. Abbiamo creato molti flussi turistici legati alle iniziative culturali: le nostre conferenze internazionali vedono una partecipazione attiva di oltre 150 partecipanti ogni anno, da ogni parte del mondo, e le nostre Masterclass estive portano sul territorio circa un centinaio di persone, per un lasso di tempo che si estende da giugno alla metà di agosto. [continua ⇒]