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ACCADDE OGGI - Il 20 settembre 1880, nasce a Parma il compositore Ildebrando Pizzetti

Sandro Laffranchini (3)


Altrettanto importanti le collaborazioni con ensemble da camera. Quali le hanno dato più soddisfazione e quali sono i musicisti con cui ha collaborato più spesso e volentieri. Quali sono le caratteristiche che apprezza di più in un collega?
Per 6 anni sono stato coordinatore artistico dell’Ensemble del Teatro Grande di Brescia. Ringrazio il sovrintendente Angelini che mi ha dato questa possibilità. Al giorno d’oggi non basta più essere un buon artista, ma bisogna essere anche imprenditore e/o saper tenere buoni rapporti con i colleghi e buoni rapporti “di vicinato”. Sono decisamente tante le caratteristiche che servono ad un interprete. Sto ancora lavorando su una parte di me stesso per cercare di essere l’artista a 360° che il mercato oggi richiede. In generale, di tutti i miei colleghi, compresi quelli cui magari sono meno simpatico, cerco di studiare ed apprendere la parte buona che hanno, e trasferirla e adattarla al mio essere. Non butto mai via completamente nulla di un collega. Perché penso sempre al giorno in cui andrò in pensione e mi piacerebbe che ci si scambiassero gli auguri di Natale.

Lei ha eseguito a Shangai le Suite di Bach per violoncello solo. Come viene considerata in Cina la musica Occidentale in generale e in particolare le composizioni per violoncello?
Lo spettacolo Cello suite era abbinato ad una grande coreografia e dunque le Suite di Bach per violoncello proposto da solo, in maniera “cruda”, non credo fossero adatte ad un pubblico così ampio. Ben venga dunque questa formula del balletto più violoncello solo, che ha avuto un certo successo. Penso comunque che non dobbiamo troppo focalizzarci su questo tipo di repertorio, e che si debba invece proporre musica in maniera meno specifica al pubblico che non percepisce il violoncello come uno strumento speciale, o protagonista di un repertorio speciale: molti vogliono semplicemente assistere a qualcosa che li faccia pensare e consenta loro di costruire, con la mente e col cuore, qualcosa di bello e di positivo. Rivedono nella fruizione del concerto una parte della propria giornata durante la quale rielaborano i pensieri e li riordinano. Se escono dalla sala con un assetto di mente e di cuore che li soddisfa torneranno ad ascoltare un concerto.

Ma il suo percorso artistico non abbraccia solo la cosiddetta musica “classica”. Qual è il suo rapporto con la musica che normalmente viene definita “leggera” e quali prospettive offre, in particolare a un violoncellista, il confronto con questo tipo di repertorio?
Sono sicuro di poche cose nella vita, ma è questa è una di quelle. Occorre rapidamente ed in maniera efficace ampliare le proprie possibilità, saper riadattare e comporre. Come accennavo prima, limitarsi a fare sempre meglio le Suites di Bach penso che non sia una scelta vincente. Almeno, se si vuole avere un rapporto col pubblico “vero”, e non sempre con i soliti specialisti. Però occorre anche passione. Se qualche musicista si affaccia questo repertorio alternativo solo perché cerca di aprirsi una nuova fetta di mercato, allora non gli consiglio di farlo. Il mio per la musica Pop Funky rock è un vero amore che ho sempre avuto, fin da quando ero un ragazzino. E poi il fatto di essere reinvitati quando si è portato un programma nella stagione precedente la dice più lunga di tante altre considerazioni. Sto sviluppando nel tempo una mia maniera di approcciarmi a questi brani: trascriverli, adattarli e aggiungere delle parti di fantasia. Mi sono cimentato anche, seguendo lo stesso procedimento con alcuni brani strettamente classici, come l’Adagio di Barber, ed è indubbio che questi lavori richiedano uno sforzo mentale, a mio avviso, non piccolo.

Secondo Lei cosa cambierà nella musica e nel suo mondo dopo gli eventi legati all’epidemia di Covid? Non solo da un punto di vista organizzativo, professionale, ma anche mentale e psicologico, in un’arte che esprime sentimenti e passioni, quindi anche la paura, la fragilità dell’esistenza e la possibilità della morte?
Per la mia esperienza di vita, penso che ci sarà un certo periodo di assestamento, in cui ognuno penserà, prima di tutto, a risolvere i propri problemi pratici ed organizzativi. Successivamente ci potrà essere una fase in cui anche le persone normali (il pubblico) saranno un po’ più ricettive a nuove prospettive musicali. La morte è sempre un tabù nella società moderna. I carri militari in processione in uscita da Bergamo sono rimasti impressi nella mente di tutti noi e credo che questo pensiero rimarrà a lungo latente nelle nostre coscienze Ma credo anche che, proprio per questo ancora di più le persone vorranno un messaggio positivo e di evasione da parte dell’artista. Ciò non toglie che una piccola parte del programma di un concerto possa essere dedicata al suffragio intenso di queste morti. Tra parentesi ho scritto anche dei versi che riguardano proprio questo argomento qualche anno fa. Recandomi in montagna avevo pensato a tutti i nostri giovani Caduti durante la prima e la   guerra mondiale, persone che ci hanno riconsegnato un’Italia libera e che forse abbiamo un pochino dimenticato…

Cosa le piacerebbe suonare, nel primo concerto aperto al pubblico? E quali sono gli altri progetti a cui sta lavorando in questo momento?
Il 29 maggio sono stato a Cernobbio, a Villa Bernasconi, per registrare un concerto che sarà disponibile anche sul mio canale YouTube. Ho scritto le musiche ex novo per un cortometraggio del 1976 di un regista francese che chiese ad un pilota di Formula 1 di correre per le vie di Parigi a bordo di una Ferrari a folle velocità. Il video ha come unica colonna sonora il suono del 12 cilindri Ferrari. Per un appassionato di auto come sono, già quello basterebbe, ma ho deciso di scrivere una composizione che possa parlare di questo cortometraggio che rappresenta una folle corsa per le vie di Parigi non rispettando nessuna norma (Infatti il regista le Lelouc subì un processo e fu condannato ad un anno di reclusione), ma poi si conclude felicemente, perché c’è un appuntamento con l’innamorata del pilota.

Guarderemo con piacere questo concerto e ci auguriamo che molti dei nostri lettori abbiano modo di vederlo online. Ci auguriamo però anche che presto i concerti possano tornare ad essere quelli a cui siamo abituati, e che dopo i concerti ci siano, per lei, tanti piacevoli momenti conviviali con i colleghi… Grazie per la sua disponibilità!