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ACCADDE OGGI - Il 20 gennaio 1783, nasce a Hildburghausen il violoncellista Justus Johann Friedrich Dotzauer

Silvia Chiesa


Buongiorno Silvia Chiesa, grazie per il suo interessamento al sito mycello.it e grazie per l’intervista che ci concede.
Come nasce la scelta per uno strumento come il violoncello? In famiglia qualcuno lo suonava? I suoi genitori erano musicisti?
I miei genitori amavano molto la musica classica. Mio padre era autodidatta ed ha imparato a suonare diversi strumenti.
Io e miei due fratelli abbiamo da subito “respirato” musica e, grazie alla pazienza del papà, abbiamo imparato già a casa a leggere la musica e a cantare assieme. Le domeniche ci si riuniva e si facevano dei veri cori a quattro voci. Io che ero la più piccola, avevo la difficile sorte della linea del soprano!
Dopo queste prime esperienze, fummo tutti iscritti al conservatorio, ma senza che qualcuno di noi avesse espresso una preferenza per un particolare strumento: a me capitò il violoncello. Avevo 6 anni.

Quale è il suo curriculum studi: dove si è diplomata e con chi? Si è poi perfezionata con altri violoncellisti?
Ho studiato al Conservatorio di Milano per nove anni con l’allora primo violoncello della Scala, M. Antonio Pocaterra. Ma prima del diploma mi trasferii nella classe del M. Rocco Filippini che mi portò al diploma nel 1985. Dopo feci diversi corsi, ma vorrei menzionare in modo particolare l’incontro con il M. Antonio Janigro. Per me fu una vera svolta: cambiai modo di pensare strumentalmente parlando e aprii molto le mie prospettive musicali. Iniziai a capire cosa significasse veramente essere un musicista professionista e da quel momento incominciai a fissare dei punti fermi nel mio percorso musicale.

Può ricordare brevemente la sua carriera di musicista: le tappe iniziali e poi quelle fondamentali?
Le tappe iniziali furono i primi concorsi come primo violoncello in orchestra: a quei tempi vedere un primo violoncello giovane e donna non era così usuale.
Poi le prime formazioni cameristiche e, per me fondamentale, la chiamata da parte del Trio Italiano (con Sonig Tkacherian e Giovan Battista Rigon) che aveva bisogno di un nuovo violoncellista. Furono anni molto belli, anche se all’inizio dovetti faticare tantissimo: loro infatti avevano un repertorio immenso e io dovetti impararlo tutto nel primo anno di collaborazione, un vero massacro!
Da lì in poi tante esperienze cameristiche con musicisti di fama internazionale e le prime solistiche a livello nazionale.
Poi l’incontro con il pianista Maurizio Baglini ha segnato un altro momento di carriera importante: siamo un duo stabile da dieci anni e abbiamo al nostro attivo quasi 250 concerti nei cinque continenti!
Con lui abbiamo costruito tante cose importanti e l’Amiata Piano Festival, in Toscana, che è il nostro “figlio” musicale.

Quali CD ha inciso fino a questo momento? E con quali case discografiche?
Ho cominciato con ARTS e il Trio Italiano con l’integrale Schubert, poi per Amadeus Schumann e Bach Brandeburghesi. Poi il primo CD di duo con la Concerto: Chopin e Debussy Sonate ma anche una bellissima novità di Azio Corghi a noi dedicata. E ancora Amadeus che in duo ci riserva un tutto Saint Saens.
Poi inizia la mia sfida discografica sul repertorio per violoncello solista con orchestra sostenuta dalla casa discografica Sony. Il primo cd contiene i due concerti di Rota, il secondo Casella Pizzetti (prima mondiale) e Respighi, il terzo G.F. Malipiero Riccardo Malipiero (prima mondiale) e Castelnuovo Tedesco (prima italiana).
Ma non smetto con la cameristica e i progetti speciali per la casa discografica Decca: Tutto Rachmaninov in duo; tutto Corghi in ambito solistico/ cameristico; il Concerto di Haydn in do maggiore; il Quintetto di Schubert. [continua ⇒]