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ACCADDE OGGI - Il 20 marzo 1915 muore a Copenaghen, il violoncellista e compositore Franz Xaver Neruda.

Steven Galloway, Il violoncellista di Sarajevo


Si abbattè urlando, fendendo l’aria e il cielo senza sforzo. Un bersaglio si ingrandì, messo a fuoco dal tempo e dalla velocità. Ci fu un istante prima dell’impatto, l’ultimo in cui le cose furono com’erano state”.

Durante il conflitto nell’Ex Yugoslavia, nella notte tra il 25 ed il 26 agosto 1993, un bombardamento ha distrutto la storica biblioteca Nazionale di Bosnia e Erzegovina. Dopo di allora, tra le macerie, ogni giorno, e per 22 giorni, un violoncellista solitario ha suonato l’Adagio di Albinoni per ricordare 22 vittime di un colpo di mortaio fatto cadere tra le persone in coda, di fronte ad un panificio. Quel gesto, iniziato come un epitaffio ed un atto di pietà per le vittime, è riuscito invece a rappresentare un atto di ribellione alla brutalità ed una spinta vitale per credere nel coraggio ed in una esistenza possibile e lontana dall’inumano. Una memoria più forte di ogni impoverimento assoluto, esteriore ma anche interiore, creato per sopravvivere, per non morire due volte.

Per questo motivo forse ha scelto di suonare l’Adagio di Albinoni, una composizione ricostruita dal musicologo Remo Giazzotto dopo averne ritrovato gli spartiti tra altre macerie di un altro bombardamento, quello della Biblioteca di Dresda: un altro esempio di legame tra distruzione e ricostruzione.

L’eroe del libro è quindi una figura realmente esistita. Vedran Smailovic è un violoncellista bosniaco, che prima della guerra ha suonato a lungo nell’Orchestra Filarmonica di Sarajevo, e ora vive in Irlanda del Nord. Durante la guerra, a Sarajevo, ha spesso compiuto atti di quotidiano eroismo, come suonare gratuitamente a funerali, incurante del rischio costituito dalla presenza dei cecchini serbi.

Nel romanzo alla vita del violoncellista si intrecciano altre tre vite. Le vite di tre personaggi che cercano una vita che sconfigga la paura, in modi diversi, per non morire prima del morire. Kenan sfida le traiettorie dei cecchini per approvvigionarsi dell’acqua necessaria per la vita della sua famiglia e della sua vicina di casa. Draga sfida la morte per conservare il suo posto di lavoro come fornaio. Freccia, trasformata dalla guerra in tutto e nel nome, divenuta cecchino, difende i suoi concittadini dai colpi di chi è appostato sulle colline, e difende il violoncellista di Sarajevo.Questi tre personaggi sono sorpresi ed attratti dal suono del violoncello che risveglia in loro con forza sentimenti di vita e speranza, in netto contrasto con la crudezza della realtà che li circonda. La voce calda e umana del violoncello li spinge a ricordare una Sarajevo che non esiste più per pensare ad una Sarajevo che può essere diversa.

La narrazione del libro utilizza una prosa non solo realistica, ma cruda. Attraverso le vicende dei tre personaggi, inventati ma possibili, una trama di relazioni, avvenimenti e sentimenti appesi tra la traiettoria dei colpi dei cecchini appostati sulle colline ed i movimenti all’istinto alla sopravvivenza che spinge alle funzioni essenziali del vivere, quotidiano, ma ormai quasi impossibile. Una umanità che nasce da una guerra: persone travolte dalle emozioni, in bilico tra valori distrutti e la ricerca di altri, e nuovi, per dare un senso alla sofferenza e costruire una speranza. Ed il violoncello, infatti, dà voce alla sofferenza per non soffocare la speranza. Un filo sottile di note sembra legare la vicenda di Vedran Smailovic a quella di altri due violoncellisti che hanno preferito il palco della storia a quello del teatro, per gioire con la storia e soffrire con la storia ed il destino degli uomini.

Il violoncellista di Sarajevo ha suonato nelle macerie della Biblioteca di Sarajevo durante il conflitto dell’Ex Yugoslavia. M. Rostropovich ha accompagnato con il violoncello la caduta del Muro di Berlino l’11 Novembre 1989 simboleggiando una rinascita, una nuova libertà. Ed ancora oggi Karim Wasfi, già direttore dell’Orchestra nazionale sinfonica dell’Iraq, dà voce alle macerie della città di Baghdad, per trasformare distruzione ed odio in “messaggi di pace, bellezza, compassione, comprensione e integrazione”.

Steven Galloway è un romanziere canadese che per anni ha insegnato scrittura creativa lla British Columbia University. I suoi primi romanzi sono Finnie Walsh (2000) e Ascension (2003).

 

STEVEN GALLOWAY
Il Violoncellista di Sarajevo
Mondadori (20 maggio 2008)
pp. 201
ISBN-10: 8804579188
ISBN-13: 978-8804579182