ACCADDE OGGI - Il 1° agosto 1973, muore a Treviso il compositore Gian Francesco Malipiero

 

L’8 gennaio 1822, nasce a Bergamo il violoncellista e compositore Alfredo Piatti. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito del suo Cello Concerto No.2, Op.26.

 

 

Dall 1 al 28 novembre 2021, si terrà a Bergamo la 15° edizione del Festival Violoncellistico Internazionale Alfredo Piatti.
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“Sia Schumann (1810-56) che Piatti (1822-1901) hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo del violoncello e nell’elevare le aspettative su ciò che poteva ottenere come strumento solista. Che esista un legame più tangibile tra Schumann e Piatti non è così noto. Durante le mie ricerche per la nuova edizione del concerto di Schumann, pubblicato dall’edizione Peters e basato sull’autografo di Cracovia, ho scoperto tra i fogli del manoscritto originale conservato a Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai, Italia, un messaggio di Clara Schumann, datato Ottobre 1881, in cui offre a Piatti il ​​concerto di suo marito: “Al signor Piatti, con affettuosi ricordi, Clara Schumann”. È possibile che Clara fosse presente anche quando Piatti eseguì per la prima volta in Inghilterra il Concerto di Schumann, al Crystal Palace, a Londra nel 1866. Sono lieta che questi tre capolavori del XIX secolo possano ora essere celebrati su questo disco.”

In queste parole, Josephin Knight ben sintetizza la scelta di unire in un unico CD il Concerto di Schumann per violoncello e orchestra con il Concertino op.18 ed il Concerto op.26 di Piatti. Le strade di Clara Schumann ed Alfredo Piatti si incrociarono più volte sui palcoscenici inglesi, a partire dal 1856 e una profonda stima reciproca legava i due interpreti. Fu certamente Clara a far conoscere ed apprezzare a Piatti le composizioni del marito. Dopo aver suonato per la prima volta con Clara, il 13 maggio 1856, alla Musical Union, Piatti iniziò infatti ad inserire sistematicamente nei suoi programmi di concerto composizioni di Schumann, mentre prima di tale data non aveva mai eseguito composizioni di Schumann ed appare quindi naturale che proprio a Piatti fosse stata affidata la prima londinese del Concerto di Schumann.

Molto conosciuto oggi il Concerto di Schumann, del quale Josephin Knight offre un’ottima interpretazione mettendo in evidenza la tensione emotiva senza perdere l’equilibrio interpretativo e dimostrando di saper ben dialogare con la Royal Northern Sinfonia che la affianca sotto l’esperta guida di Martin Yates. Molto meno noti i due pezzi di Piatti, ma certamente degni di entrare a pieno titolo nel repertorio violoncellistico. Per eseguirli è necessario possedere non solo una completa padronanza tecnica dello strumento, ma anche la sensibilità necessaria per far autenticamente “cantare” lo strumento. Josephin Knight supera certamente la prova a pieni voti, con grazia, equilibrio e decisione, dimostrandosi la degna erede di Alfredo Piatti alla Royal Academy of Music.

Nel libretto del CD, interessanti informazioni storiche consentono un ascolto contestualizzato dei tre pezzi proposti.

Schumann: Cello Concerto in A minor, Op. 129
Nicht zu schnell
Langsam
Etwas lebhafter

Piatti: Concertino for Cello & Orchestra, Op. 18
Allegro appassionato – con sentimento
Adagio – più animato
Allegro vivo agitato

Piatti: Cello Concerto No. 2 in D minor, Op. 26
Maestoso – Poco più moderato – Cadenza – Più moderato
Andante lento
Allegro vivo

Josephin Knight – Cello
Royal Northern Sinfonia (Martin Yates)

Data di uscita: 20 marzo 2020
Etichetta: Dutton
Catalog No.: CDLX7371
ASIN: B086G2Z9NC
Il CD è in vendita su Dutton VocalionPresto ClassicalAmazon

 

Con il loro secondo CD, il violoncellista Adrian Bradbury e il pianista Oliver Davies concludono il loro prezioso lavoro di ricostruzione delle 12 fantasie su arie d’opera di Alfredo Piatti, il grande violoncellista italiano noto in tutto il mondo per i suoi famosissimi 12 Capricci.

“Piatti, nato in Italia, il violoncellista preferito dell’Inghilterra e in particolare della Regina Vittoria”.

Nato a due passi dalla casa di Gaetano Donizetti, in una famiglia di musicisti, Alfredo Piatti crebbe immerso nella magica atmosfera musicale dell’epoca d’oro della lirica italiana. Fin dai primi anni della sua vita, seduto in orchestra accanto al suo maestro, suonando una viola da gamba trasformata in un piccolo violoncello, ebbe modo di ascoltare i grandi cantanti del suo tempo e di immagazzinare, in un angolo riposto del suo cuore, un tesoro di meravigliose melodie. Quelle stesse melodie che il pubblico, che allora affollava i teatri d’opera, canticchiava tornando a casa dopo lo spettacolo. Quelle tristi, dolci, allegre ed appassionate melodie che davano così efficacemente forma e colore al variegato caleidoscopio delle emozioni umane.

Appare quindi del tutto naturale che frammenti di quelle melodie si ricomponessero poi, quasi da soli, sotto le sue agili dita, come ricordi che si ricompongono in un sogno, dando vita alle sue fantasie. Fantasie che davano all’interprete la possibilità di dar prova della sua creatività e della sua eccezionale tecnica, e al pubblico la piacevole sensazione di ascoltare qualcosa di noto, ma al tempo stesso di nuovo. Perché la linea di una semplice melodia, scomposta e ricomposta in un ricco gioco di variazioni, offre a chi ascolta il piacere di una continua scoperta.

Certo, l’interprete moderno che affronta queste fantasie, e lo fa partendo dai manoscritti, dimostra molto coraggio, e se poi non si limita ad una fantasia, ma le affronta tutte e dodici, dimostra anche molta tenacia. Ma Adrian Bradbury e Oliver Davies hanno affrontato la sfida non solo con la tenacia necessaria, ma anche con grande serietà e passione. Fra loro perfetta sintonia d’intenti, che ha preso forma nell’attento studio filologico dei manoscritti prima e poi nella straordinaria capacità di mettere sempre in primo piano una cantabilità elegante e raffinata, soprattutto nei passaggi più densi di difficoltà, là dove sarebbe stato più facile cadere nella tentazione di ostentare la propria padronanza tecnica, perdendo di vista la linea melodica e la cura della qualità del suono.

Una sfida superata quindi, che assume anche il valore speciale di un testamento musicale. Oliver Davies, infatti, pochi giorni dopo l’uscita del secondo CD, ha abbandonato per sempre l’amata tastiera del suo Bechstein, lasciando incompiuto il progetto di dedicarsi alle tante altre fantasie comprese fra le composizioni di Alfredo Piatti. Questi CD conservano quindi per sempre anche il prezioso ricordo del suo modo di suonare: preciso, deciso, raffinato e gentile.

VOL.1
Souvenir de Beatrice di Tenda*
Souvenir de La Sonnambula, Op.5*
Souvenir des Puritani, Op.9*
Capriccio sopra un tema della Niobe, Op.22
Fantasia sopra alcuni motivi della Gemma di Vergy
Impromptu on an air by Purcell in the Indian Queen*

VOL.2
Introduction et Variations sur un thème de Lucia di Lammermoor, Op.2
Rondò sulla Favorita*
Souvenir de l’opéra Linda di Chamounix, Op.13
Parafrasi sulla Barcarola del Marin Faliero*
Rimembranze del Trovatore, Op.21
Capriccio sur des Airs de Balfe*

*world premiere recording

Adrian Bradbury – Cello
Oliver Davies – Piano

VOL. 1
Etichetta: Meridian
Catalog No.: CDE84642
Il CD è in vendita su Meridian

VOL. 2
Etichetta: Meridian
Catalog No.: CDE84659
Il CD è in vendita su Meridian

L’8 giugno 1829, muore a Catania il compositore Vincenzo Bellini, nonno del famoso operista omonimo. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito del Souvenir des ‘Puritani’, Op.9 di Alfredo Piatti.

 

 

Il 28 settembre è stata presentata la XIV Edizione del Festival Violoncellistico Internazionale Alfredo Piatti, che come di consueto si svolgerà nei pomeriggi delle domeniche di novembre, a Bergamo, in Sala Piatti.

Grazie all’altissimo livello degli interpreti e alla raffinatezza dei programmi proposti, il Festival è ormai considerato un punto di riferimento dai violoncellisti di tutto il mondo. Alfredo Piatti, infatti, pur essendo un compositore non particolarmente noto nemmeno a chi abitualmente frequenta i concerti, è un punto di riferimento ideale indiscusso per i violoncellisti, tanto quanto lo è Paganini per i violinisti.

I suoi 12 Capricci op.25 vengono considerati universalmente la tappa conclusiva nel percorso di studi, non solo per la loro estrema difficoltà tecnica, ma anche per la genialità dell’invenzione compositiva. Oltre ai Capricci, Piatti compose anche 2 Concerti e un Concertino per violoncello e orchestra, 6 Sonate, affascinanti variazioni su temi d’opera, deliziosi pezzi brevi per violoncello e pianoforte ed anche una vasta serie di composizioni per voce, violoncello e pianoforte, su testi in italiano, inglese, francese e tedesco. Tutte composizioni di cui, nel corso degli anni, grazie al Festival, violoncellisti e pubblico hanno scoperto la bellezza.

Partecipare al Festival ed eseguire in pubblico, in alcuni casi per la prima volta, le composizioni di Alfredo Piatti, per gli interpreti più giovani, è un traguardo molto ambito, perché spesso apre la strada ad una prestigiosa carriera internazionale. Ma anche per i grandi interpreti, partecipare al Festival è un momento di grande soddisfazione, perché l’acustica perfetta della Sala Piatti offre loro la possibilità di esprimere al meglio la propria personalità artistica.

L’esecuzione delle composizioni di Alfredo Piatti richiede quasi sempre all’interprete una grande padronanza dello strumento, ma anche grande maturità artistica. Per questa ragione gli interpreti chiamati sul palco della Sala Piatti devono sempre essere di altissimo livello, non solo tecnico.

Gli interpreti selezionati come per l’Edizione 2019 dal direttore artistico del Festival, il violoncellista Andrea Bergamelli, saranno Adrian Bradbury e Oliver Davies  (3/11), Mr & Mrs Cello (10/11),  Giovanni Sollima  (17/11), Luciano Tarantino  (24/11).

I programmi dettagliati dei singoli concerti sono stati presentati nel corso della conferenza stampa seguita da un breve concerto ad ingresso gratuito della giovanissima violoncellista Eleonora Testa, accompagnata al pianoforte da Eugenia Tamburri. A tutti i violoncellisti che parteciperanno al Festival è stato chiesto, come sempre, di inserire nel programma almeno una delle composizioni di Alfredo Piatti, possibilmente accostandola a composizioni per violoncello appartenenti al repertorio meno noto, di autori di ogni parte del mondo e di ogni epoca.

L’orario di inizio dei concerti è stato confermato, come nell’edizione precedente, alle ore 16.15, perché si è verificato che questa fascia oraria, oltre a favorire la partecipazione ai concerti di anziani e famiglie con bambini, è particolarmente gradita agli stranieri che colgono l’occasione del concerto per trascorrere un fine settimana a Bergamo.

Il prezzo del biglietto d’ingresso ai concerti è stato mantenuto anche quest’anno a € 10 (abbonamento ai 5 concerti: € 40 – abbonamento ai 5 concerti per adulto + ragazzo al di sotto dei 21 anni: € 50).

Per prenotare i biglietti, inviare una mail all’indirizzo annalisa@mycello.it

 

Il 18 luglio 1901, muore a Mozzo il violoncellista e compositore Alfredo Piatti. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito della sua Capriccio sopra un tema della ‘Niobe’, Op.22.

 

 

Il 30 marzo 1764, muore ad Amsterdam il violinista e compositore Pietro Antonio Locatelli. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito della trascrizione di Alfredo Piatti dalla sua Cello Sonata in D.
Piatti e Locatelli nacquero entrambi a Bergamo, dove iniziarono la loro carriera di musicisti, nella Cappella Musicale della Basilica di S.Maria Maggiore.

 

Buongiorno Alessio Pianelli. Grazie per l’interesse rivolto al nostro sito web ed ai nostri lettori.

A che età si è avvicinato alla musica? In famiglia qualcuno già suonava il violoncello o qualche strumento?
La musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Ho cominciato da bambino, al pianoforte, giocando con papà, pianista jazz. A 10 anni è avvenuto l’incontro con il violoncello e con il mio primo maestro, Giovanni Sollima.

Ci può parlare brevemente degli studi, fino al diploma e dei suoi primi insegnanti?
Fino al diploma ho studiato solamente con Sollima. L’incontro avvenne nel conservatorio della mia città, Trapani.Dopo qualche anno lui si trasferì al conservatorio di Palermo e ovviamente lo seguì fino al diploma, nel 2007. L’ho sempre visto come un papà. Non mi ha mai imposto nulla, non mi ha mai detto di studiare o, anche negli anni vicini al diploma, imposto un’arcata o diteggiatura. Giocava con me, affrontavamo la tecnica direttamente sui brani di repertorio. Mi ha sempre spinto a essere curioso, a trovare sempre il maggior numero di soluzioni possibili a un singolo problema, a non fissarmi solamente sul violoncello e sui metodi classici. Ha insomma cercato di sviluppare più punti di vista possibili, così da essere libero di trovare le “mie” soluzioni, seguendo principalmente il mio istinto.

Dopo il diploma come ha perfezionato la conoscenza del violoncello?
Dopo il diploma, restai in Sicilia un anno per ultimare gli studi liceali, qualche Masterclass con Mario Brunello, Massimo Polidori, Maria Kliegel, e Reinhard Latzko, l’esperienza di un anno da primo violoncello all’orchestra 1813 del Teatro Sociale di Como e poi l’incontro con Thomas Demenga che mi invitò a studiare con lui all’Hochschule für Musik di Basilea. Demenga mi accolse facendomi sentire tutto il suo apprezzamento per la mia “libertà”, riuscendo a guidarmi verso la direzione del rigore accademico, evitando però vie traumatiche. Mi ha insegnato l’importanza della semplicità, della chiarezza e dell’onestà, oltre a non essere ossessionato dalla carriera e dal risultato a breve termine, concentrandomi soprattutto sul processo di apprendimento.

Nel suo Curriculum sono già presenti dei riconoscimenti importanti: ci ricorda i principali?
I riconoscimenti più importanti per me sono quelli più semplici e meno appariscenti. Ricordo le lacrime di una signora e il suo abbraccio fortissimo, durato un’eternità, dopo un concerto in Ucraina pochi mesi fa, o anche gli occhi di un’allieva e il suo “Grazie” alla fine di una mia Masterclass nell’estate del 2016. E’ quando mi rendo conto di aver davvero mosso il cuore di una persona che realizzo il profondo valore della mia musica. Se invece parliamo di riconoscimenti utili a facilitare la mia carriera, i più importanti sono sicuramente stati i Premi ai concorsi Janigro, Mazzacurati, il Premio Renzo Giubergia e il Borletti Buitoni Fellowship.

Ci può parlare delle sue incisioni su Cd: con quali etichette ha lavorato? Ha altri progetti nel prossimo futuro?
Ho inciso musica da camera per Claves, Nami Records, e Concerto. Collaboro inoltre stabilmente con Almendra Music, etichetta siciliana nata nel 2012 con cui ho già inciso un Cd per violoncello e pianoforte dedicato a Beethoven, Brahms e Hindemith e due cd, “Prelude” e “Sulla Quarta” per violoncello solo. Questi ultimi due fanno parte di un progetto di 6 album. Ogni Cd prevede la presenza di una suite di Bach, accostata a musica contemporanea o del ‘900 per lo più inedita. Si tratta dunque di un’integrale delle Suites, ma dipanata negli anni: un percorso in grado di raccontare la crescita intellettuale, timbrica e umana di un musicista tra i suoi venti e trent’anni d’età. Un percorso di otto o nove anni in cui, album dopo album, una di queste pietre miliari della storia della musica per violoncello, è affiancata alla musica del secolo appena passato e a quella appena nata, di oggi, vicina alla cultura e alle percezioni di un ragazzo nato in Sicilia nel 1989. In più sto lavorando a un Cd per violoncello e orchestra che, grazie alla collaborazione nata con la Borletti Buitoni di Londra, uscirà nel 2020.   [continua ⇒]

 

 

 

E’ stata presentata oggi alla stampa la XIII Edizione del Festival Violoncellistico Internazionale Alfredo Piatti.

In occasione della presentazione, il direttore artistico della manifestazione, il violoncellista Andrea Bergamelli, accompagnato al pianoforte dal padre Attilio, ha offerto ai numerosi presenti un rapida, ma molo significativa panoramica delle composizioni di Piatti. Sono state infatti eseguite tre composizioni di Piatti che ben esemplificano lo stile compositivo del grande violoncellista. Nella Introduzione e variazioni op.2 sulla Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, Piatti sembra offrire alla prova le capacità tecniche del violoncellista, ma anche la sua capacità di “far cantare” lo strumento. Nella Bergamasca, op.14 dimostra la sua abilità di rielaborare una semplice danza popolare. Nel Notturno rivela al meglio la sua vena romatica.

Il Festival, organizzato dall’Associazione Alfredo Piatti, come ogni anno, si svolgerà nelle giornate festive del mese di novembre, a Bergamo, in Sala Piatti, un piccolo angolo di paradiso, dall’acustica perfetta. I concerti avranno inizio alle 0re 16.15.

Protagonisti dell’edizione 2018 saranno Gabrile Esteban, Camilla Patria, Giovanni Sollima, Antonio Menses e Michele Marco Rossi. I programmi dei concerti spazieranno dal barocco ad oggi ed offriranno una preziosa occasione per approfondire la conoscenza delle opere di Alfredo Piatti.

Per informazioni sempre aggiornate: INFO