ACCADDE OGGI - Il 17 ottobre 1837, muore a Weimar il pianista e compositore Johann Nepomuk Hummel

 

Il 26 agosto 1687, nasce ad Alkmaar il violinista e compositore Willem de Fesch. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito dei suoi 8 Concertos in 7 Parts, Op.10.

 

 

“Sia Schumann (1810-56) che Piatti (1822-1901) hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo del violoncello e nell’elevare le aspettative su ciò che poteva ottenere come strumento solista. Che esista un legame più tangibile tra Schumann e Piatti non è così noto. Durante le mie ricerche per la nuova edizione del concerto di Schumann, pubblicato dall’edizione Peters e basato sull’autografo di Cracovia, ho scoperto tra i fogli del manoscritto originale conservato a Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai, Italia, un messaggio di Clara Schumann, datato Ottobre 1881, in cui offre a Piatti il ​​concerto di suo marito: “Al signor Piatti, con affettuosi ricordi, Clara Schumann”. È possibile che Clara fosse presente anche quando Piatti eseguì per la prima volta in Inghilterra il Concerto di Schumann, al Crystal Palace, a Londra nel 1866. Sono lieta che questi tre capolavori del XIX secolo possano ora essere celebrati su questo disco.”

In queste parole, Josephin Knight ben sintetizza la scelta di unire in un unico CD il Concerto di Schumann per violoncello e orchestra con il Concertino op.18 ed il Concerto op.26 di Piatti. Le strade di Clara Schumann ed Alfredo Piatti si incrociarono più volte sui palcoscenici inglesi, a partire dal 1856 e una profonda stima reciproca legava i due interpreti. Fu certamente Clara a far conoscere ed apprezzare a Piatti le composizioni del marito. Dopo aver suonato per la prima volta con Clara, il 13 maggio 1856, alla Musical Union, Piatti iniziò infatti ad inserire sistematicamente nei suoi programmi di concerto composizioni di Schumann, mentre prima di tale data non aveva mai eseguito composizioni di Schumann ed appare quindi naturale che proprio a Piatti fosse stata affidata la prima londinese del Concerto di Schumann.

Molto conosciuto oggi il Concerto di Schumann, del quale Josephin Knight offre un’ottima interpretazione mettendo in evidenza la tensione emotiva senza perdere l’equilibrio interpretativo e dimostrando di saper ben dialogare con la Royal Northern Sinfonia che la affianca sotto l’esperta guida di Martin Yates. Molto meno noti i due pezzi di Piatti, ma certamente degni di entrare a pieno titolo nel repertorio violoncellistico. Per eseguirli è necessario possedere non solo una completa padronanza tecnica dello strumento, ma anche la sensibilità necessaria per far autenticamente “cantare” lo strumento. Josephin Knight supera certamente la prova a pieni voti, con grazia, equilibrio e decisione, dimostrandosi la degna erede di Alfredo Piatti alla Royal Academy of Music.

Nel libretto del CD, interessanti informazioni storiche consentono un ascolto contestualizzato dei tre pezzi proposti.

Schumann: Cello Concerto in A minor, Op. 129
Nicht zu schnell
Langsam
Etwas lebhafter

Piatti: Concertino for Cello & Orchestra, Op. 18
Allegro appassionato – con sentimento
Adagio – più animato
Allegro vivo agitato

Piatti: Cello Concerto No. 2 in D minor, Op. 26
Maestoso – Poco più moderato – Cadenza – Più moderato
Andante lento
Allegro vivo

Josephin Knight – Cello
Royal Northern Sinfonia (Martin Yates)

Data di uscita: 20 marzo 2020
Etichetta: Dutton
Catalog Number: CDLX7371
ASIN: B086G2Z9NC
Il CD è in vendita su Dutton VocalionPresto ClassicalAmazon

Il CD di Silvia Chiesa dedicato ai concerti per violoncello Nr. 1 & 2 di Nino Rota merita di essere presentato ai nostri lettori perché rappresenta un documento sonoro prezioso di capolavori poco conosciuti di un maestro certamente più noto per la sua produzione legata al cinema. È interessante inoltre notare che questo CD ha inaugurato, nel 2011, un ambizioso percorso discografico che la celebre violoncellista ha dedicato al repertorio per violoncello e orchestra del Novecento Italiano, contribuendo in modo decisivo al rilancio di questo ricco patrimonio musicale. A esso sono infatti seguite altre due importanti registrazioni, con musiche di Alfredo Casella, Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, e poi di Riccardo Malipiero (prima registrazione mondiale), Gian Francesco Malipiero e Mario Castelnuovo-Tedesco (prima registrazione italiana) sempre con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e sempre per l’etichetta Sony Classical. Sul podio dell’OSN per la registrazione di questo album dedicato a Nino Rota il direttore d’orchestra Corrado Rovaris.
La violoncellista Silvia Chiesa è tra le interpreti italiane più in vista sulla scena internazionale, con una fitta agenda di concerti e di registrazioni discografiche. Nel corso di un’intensa carriera ha maturato una cifra stilistica molto personale che, alla raffinata passionalità delle interpretazioni, unisce una spiccata originalità nelle scelte di repertorio.
Dedicataria di composizioni solistiche con orchestra di Azio Corghi e Matteo D’Amico, è stata scelta da compositori come Gil Shohat, Nicola Campogrande, Aldo Clementi, Michele Dall’Ongaro, Peter Maxwell Davies, Giovanni Sollima,  Gianluca Cascioli e Ivan Fedele per prime esecuzioni di loro opere.
Come solista si è esibita con compagini quali l’Orchestra Nazionale della Rai, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Toscana, la Royal Philharmonic Orchestra, i Solisti di San Pietroburgo, l’Orchestra di Rouen, la Staatsorchester Kassel e la Sinfonica di Cracovia. Ha collaborato con direttori quali Luciano Acocella, Francesco Angelico, Marco Angius, Paolo Arrivabeni, Gürer Aykal, Umberto Benedetti Michelangeli, Giampaolo Bisanti, Roland Böer, Massimiliano Caldi, Tito Ceccherini, Daniele Gatti, Cristian Orosanu, Corrado Rovaris, Daniele Rustioni, Howard Shelley e Brian Wright. Ha inciso inoltre concerti live per emittenti radiotelevisive quali Rai Radio3, Rai Sat, France Musique e France3.
Con il pianista Maurizio Baglini ha all’attivo più di duecentocinquanta concerti in tutto il mondo, con un vasto repertorio per duo, e ha registrato per Decca le Sonate di Schubert, Brahms e Rachmaninov. Nella serie di CD Live at Amiata Piano Festival interpreta il Quintetto per archi op. 163 di Schubert con il Quartetto della Scala e i Concerti di Haydn con la Camerata Ducale. Ha inoltre registrato in prima mondiale “…tra la carne e il Cielo” di Azio Corghi, di cui è dedicataria, con l’Orchestra Filarmonica di Torino diretta da Tito Ceccherini, con Maurizio Baglini, Valentina Coladonato e Omero Antonutti (sempre per Decca).
Silvia Chiesa è artista residente dell’Amiata Piano Festival e docente al Conservatorio “Monteverdi” di Cremona.
Suona un violoncello Giovanni Grancino del 1697.

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI è un’orchestra sinfonica italiana legata all’emittente di Stato RAI, nata nel 1993 dalla fusione delle precedenti quattro orchestre sinfoniche della RAI, che avevano sede a Torino, Roma, Napoli e Milano.

Corrado Rovaris è Direttore Musicale di Opera Philadelphia dal 2004, e collabora regolarmente con le maggiori istituzioni musicali italiane ed estere.

Nino Rota è stato un compositore italiano nato a Milano il 3.12 1911 e morto a Roma il 10.4.1979. Nato in una famiglia di musicisti, si avvicinò alla musica fin dalla più giovane età, stimolato dalla madre pianista, entrando in Conservatorio di Milano all’età di 11 anni. Qui fu allievo di G. Orefice (composizione), di G. Bas, di Pizzetti e poi di Casella, a Roma, dove si diplomò al Conservatorio di Santa Cecilia. Quindi fu allievo di Scaliero, J.B. Beck e Reiner (direzione d’orchestra). Iniziò quindi ad insegnare, prima al Liceo Musicale di Taranto, e poi a quello di Bari, di cui fu anche Direttore. Allievo di Pizzetti e Casella, influenzato dalla musica di Malipiero, fu attento studioso delle opere del 900. Conobbe e frequentò Stravinskij, ma la sua musica seguì una direzione assolutamente unica e personale. Senza alcuna relazione con l’estetica del secolo, quasi in modo paradossale nella sua “non attualità”, indirizzò la sua facilità inventiva verso uno stile compositivo quasi ottocentesco, votato alla melodia ed alla fedeltà tonale con forme simmetriche, armoniche ed immediatamente godibili. Caratteristiche queste che lo caratterizzarono anche nella composizione di musica da film, sacra e da camera.

In questo CD, i due concerti per violoncello e orchestra di Nino Rota, offrono un saggio molto significativo del suo linguaggio compositivo: un linguaggio che non disdegna affatto il virtuosismo, ma lo indirizza verso una poetica di memoria neoclassica, anche se votata ad una reale modernità. Il violoncello solista affronta uno spartito impegnativo dal punto di vista tecnico, dove tuttavia la tecnica non è fine a se stessa, ma ha la funzione di dare sostanza ad antitesi emotive, per ricondurle a paradigmi di docilità estetica e coerenza tonale.

Ottima l’interpretazione: alla solista Silvia Chiesa ed al direttore Romaris non mancano di certo il coraggio nella scelta del programma e la maturità interpretativa necessaria per affrontarlo. Ascolto veramente godibile, e al tempo stesso intenso nella sua sorprendente peculiarità.

Bello anche il CD: come sempre Sony Classical propone copertine di rilievo (bella la foto della Chiesa in copertina) e preziose indicazioni per un ascolto più consapevole.

 

NINO ROTA, Cello Concertos nos. 1 & 2
Concerto Nr. 1: Allegro – Larghetto – Allegro
Concerto Nr. 2: Allegro moderato – Tema con variazioni. Andantino cantabile con grazia – Finale. Allegro vivo

Silvia Chiesa (cello)
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Corrado Rovaris

Data di uscita: 23 giugno 2011
Etichetta: Sony Classical
ASIN: B00595Q5I2

Il CD è in vendita su Amazon e Discogs

 

Buongiorno Silvia Chiesa, grazie per il suo interessamento al sito mycello.it e grazie per l’intervista che ci concede.
Come nasce la scelta per uno strumento come il violoncello? In famiglia qualcuno lo suonava? I suoi genitori erano musicisti?
I miei genitori amavano molto la musica classica. Mio padre era autodidatta ed ha imparato a suonare diversi strumenti.
Io e miei due fratelli abbiamo da subito “respirato” musica e, grazie alla pazienza del papà, abbiamo imparato già a casa a leggere la musica e a cantare assieme. Le domeniche ci si riuniva e si facevano dei veri cori a quattro voci. Io che ero la più piccola, avevo la difficile sorte della linea del soprano!
Dopo queste prime esperienze, fummo tutti iscritti al conservatorio, ma senza che qualcuno di noi avesse espresso una preferenza per un particolare strumento: a me capitò il violoncello. Avevo 6 anni.

Quale è il suo curriculum studi: dove si è diplomata e con chi? Si è poi perfezionata con altri violoncellisti?
Ho studiato al Conservatorio di Milano per nove anni con l’allora primo violoncello della Scala, M. Antonio Pocaterra. Ma prima del diploma mi trasferii nella classe del M. Rocco Filippini che mi portò al diploma nel 1985. Dopo feci diversi corsi, ma vorrei menzionare in modo particolare l’incontro con il M. Antonio Janigro. Per me fu una vera svolta: cambiai modo di pensare strumentalmente parlando e aprii molto le mie prospettive musicali. Iniziai a capire cosa significasse veramente essere un musicista professionista e da quel momento incominciai a fissare dei punti fermi nel mio percorso musicale.

Può ricordare brevemente la sua carriera di musicista: le tappe iniziali e poi quelle fondamentali?
Le tappe iniziali furono i primi concorsi come primo violoncello in orchestra: a quei tempi vedere un primo violoncello giovane e donna non era così usuale.
Poi le prime formazioni cameristiche e, per me fondamentale, la chiamata da parte del Trio Italiano (con Sonig Tkacherian e Giovan Battista Rigon) che aveva bisogno di un nuovo violoncellista. Furono anni molto belli, anche se all’inizio dovetti faticare tantissimo: loro infatti avevano un repertorio immenso e io dovetti impararlo tutto nel primo anno di collaborazione, un vero massacro!
Da lì in poi tante esperienze cameristiche con musicisti di fama internazionale e le prime solistiche a livello nazionale.
Poi l’incontro con il pianista Maurizio Baglini ha segnato un altro momento di carriera importante: siamo un duo stabile da dieci anni e abbiamo al nostro attivo quasi 250 concerti nei cinque continenti!
Con lui abbiamo costruito tante cose importanti e l’Amiata Piano Festival, in Toscana, che è il nostro “figlio” musicale.

Quali CD ha inciso fino a questo momento? E con quali case discografiche?
Ho cominciato con ARTS e il Trio Italiano con l’integrale Schubert, poi per Amadeus Schumann e Bach Brandeburghesi. Poi il primo CD di duo con la Concerto: Chopin e Debussy Sonate ma anche una bellissima novità di Azio Corghi a noi dedicata. E ancora Amadeus che in duo ci riserva un tutto Saint Saens.
Poi inizia la mia sfida discografica sul repertorio per violoncello solista con orchestra sostenuta dalla casa discografica Sony. Il primo cd contiene i due concerti di Rota, il secondo Casella Pizzetti (prima mondiale) e Respighi, il terzo G.F. Malipiero Riccardo Malipiero (prima mondiale) e Castelnuovo Tedesco (prima italiana).
Ma non smetto con la cameristica e i progetti speciali per la casa discografica Decca: Tutto Rachmaninov in duo; tutto Corghi in ambito solistico/ cameristico; il Concerto di Haydn in do maggiore; il Quintetto di Schubert. [continua ⇒]