ACCADDE OGGI - Il 28 settembre 1952, muore a Boston il compositore Paul Hastings Allen.

Terzo CD della triade dedicata da Silvia Chiesa ai concerti per violoncello e orchestra del ‘900 italiano, insieme a quelli dedicati a Nino Rota, Castelnuovo Tedesco e Malipiero, a sottolineare il grande interesse della violoncellista milanese per una serie di composizioni che finora non hanno mai goduto della considerazione che meritano, ma che vanno certamente collocate fra le opere di maggior valore della letteratura musicale (e non solo in ambito nazionale) sia da parte dei musicisti, che da parte del pubblico e dei critici.

Silvia Chiesa è una violoncellista italiana, nata a Milano. Dal 2005, inizia il sodalizio, in duo, con il pianista Maurizio Baglini, insieme al quale si è esibita nei principali teatri del mondo, tra cui la Salle Gaveau di Parigi, l’Oriental Art Center di Shangai, la Sala Cecília Meireles di Rio de Janeiro, la Victoria Hall di Ginevra, e molte altre. La discografia del duo comprende l’integrale di Saint-Saëns, per un CD allegato alla rivista “Amadeus”, il CD Cello Sonatas , dedicato a Brahms e Shubert e l’integrale delle opere per violoncello e pianoforte di Rachmaninov, per Decca. Nella serie di CD Live at Amiata Piano Festival interpreta il Quintetto per archi op. 163 di Schubert con il Quartetto della Scala e i Concerti di Haydn con la Camerata Ducale. Ha inoltre registrato in prima mondiale “…tra la carne e il Cielo” di Azio Corghi, di cui è dedicataria, con l’Orchestra Filarmonica di Torino diretta da Tito Ceccherini, con Maurizio Baglini, Valentina Coladonato e Omero Antonutti (sempre per Decca).
Ricordiamo inoltre le performance del trio formato da Silvia Chiesa con la violinista Francesca Dego e la pianista Mariangela Vacatello (Amiata Piano Festival, Fazioli Concert Hall). È dedicataria del Concerto per violoncello e orchestra di Matteo D’Amico e ha eseguito in “prima” italiana lavori di Gil Shohat, Nicola Campogrande, Aldo Clementi, Michele Dall’Ongaro, Peter Maxwell Davies, Gianluca Cascioli, Ivan Fedele e Giovanni Sollima.
Come solista, ha collaborato con direttori d’orchestra quali Luciano Acocella, Paolo Arrivabeni, Gürer Aykal, Giampaolo Bisanti, Massimiliano Caldi, Tito Ceccherini, Daniele Gatti, Cristian Orosanu, Corrado Rovaris, Howard Shelley, Umberto Benedetti Michelangeli, Francesco Angelico, Marco Angius, Corrado Rovaris, Daniele Rustioni e Brian Wright. Nel 2014 ha tenuto concerti come solista o in duo a Torino, Cremona, Ginevra, Gerusalemme, Lima e New York.
È artista residente della rassegna internazionale di musica da camera “Amiata Piano Festival” e docente all’Istituto superiore di studi musicali “Monteverdi” di Cremona.
Suona un violoncello Giovanni Grancino del 1697.

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI è un’orchestra sinfonica italiana legata all’emittente di Stato RAI, nata nel 1993 dalla fusione delle precedenti quattro orchestre sinfoniche della RAI, che avevano sede a Torino, Roma, Napoli e Milano.

Corrado Rovaris è Direttore Musicale di Opera Philadelphia dal 2004, e collabora regolarmente con le maggiori istituzioni musicali italiane ed estere.

Alfredo Casella, nato a Torino nel 1883, Ildebrando Pizzetti, nato a Parma nel 1880, Ottorino Respighi, nato a Bologna nel 1879. Tre rappresentanti della cosiddetta “Generazione dell’80”. Nati in un’Italia che aveva da poco raggiunto l’unità e che cercava una sua nuova identità nazionale non solo a livello politico, ma anche culturale. Gli intellettuali dell’epoca avvertivano più viva che mai l’urgenza di un dialogo fitto e costruttivo fra le arti, e all’interno dei movimenti artistici dell’epoca non era raro vedere un pittore sedersi al pianoforte o un musicista dar forma ai suoi pensieri con il colore. Forti di una tradizione operistica di enorme prestigio, i compositori italiani erano abituati alla convergenza delle arti nell’espressione artistica, ma avvertivano anche con forza il bisogno di elaborare un linguaggio cameristico e sinfonico moderno ed autonomo. Un linguaggio che tenesse conto delle grandi sperimentazioni che avevano profondamente mutato lo stile compositivo all’estero, senza dimenticare la ricca tradizione italiana e soprattutto non si traducesse nella pedissequa imitazione degli stili diversi che si andavano allora delineando, soprattutto in Francia, Germania e Russia. Casella, figlio di musicisti, studiò composizione a Parigi, con Gabriel Fauré, e suonò spesso a quattro mani con Debussy. Come pianista diede concerti in tutta Europa e conobbe i principali compositori ed interpreti dell’epoca. Diede alle stampe una biografia di Stravinskij, curò le prime edizioni italiane di Beethoven e Bach. Al suo ritorno in Italia, ormai musicista maturo ed affermato, non si dedicò solo all’insegnamento, ma anche ad una paziente opera di promozione dei giovani compositori europei e, allo stesso tempo, del patrimonio musicale italiano del passato. Nel suo stile, Casella crea un linguaggio molto personale che ben sintetizza questo duplice interesse creando, all’interno di forme musicali tradizionali, successioni melodiche spesso cariche di tensione, evocative più nel disegno che nel colore, ed esercitata in una politonalità controllata. Ben ancorato alla tradizione, ma anche al contesto artistico in cui vive, appare anche Ildebrando Pizzetti, che dimostrò sempre grande interesse per la tradizione musicale italiana, con una particolare attenzione alla polifonia rinascimentale di Palestrina e il canto Gregoriano, ma si affacciò al mondo della composizione musicando una tragedia di D’Annunzio, e fu pronto a creare la colonna dei primi  grandi film italiani di quegli anni: Scipione L’Africano (1937), I Promessi Sposi (1941), Il mulino del Po (1949). Il suo linguaggio compositivo appare spesso come un felice recupero di composizioni antiche, orchestrate in stile moderno. Frequente l’uso del contrappunto, realizzato attraverso l’intreccio di eleganti linee vocali, con una costante faticosa ricerca di equilibrio fra emozioni terrene ed aspirazione ad una visione religiosa della vita e dell’arte. Ottorino Respighi, completati gli studi in Italia ebbe modo di approfondire la conoscenza della musica tedesca e Russa del tempo intrecciando relazioni professionali con Nikolaj Rimskij-Korsakov Ferruccio Busoni, Max Bruch. Il suo Adagio per violoncello e orchestra, una composizione giovanile dedicata all’amico Antonio Certani, costituito dall’elegante rielaborazione di un tema ispirato ad un canto popolare romagnolo, costituisce un significativo esempio del suo apporto alla creazione di un linguaggio musicale italiano “moderno”. La composizione, allontanandosi definitivamente della ricerca di vuoto virtuosismo strumentale di fine ‘800, mette in evidenza le potenzialità timbrico espressive del violoncello, rendendolo protagonista di intensi dialoghi musicali con gli altri membri dell’orchestra: i legni, il corno inglese e l’arpa.

Silvia Chiesa, con questa bella incisione, consente a tutti di accostarsi al repertorio che tanto ama. E nell’ascolto non sfugge la partecipazione intellettuale ed emotiva dell’esperta interprete, che affronta con passione gli spartiti con grande maturità tecnica ed interpretativa, ma anche con grande duttilità nel dare voce, anche nelle più piccole sfumature, alle differenti modalità compositive dei tre autori proposti. Bene il sodalizio con il Direttore Rovaris e l’Orchestra della Rai, accomunati in un progetto che porta alla riscoperta di una geografia musicale che è Dna del nostro panorama intellettuale.

CD che onora ancora l’impegno di Sony Classical nel proporre con coraggio e fede musicale questo repertorio. Belle le immagini di copertina, accurate e precise le indicazioni all’interno, in italiano, inglese, francese e tedesco.

 

SILVIA CHIESA, The Italian Modernism
ALFREDO CASELLA, Concerto per violoncello e orchestra, Op.58 (1935)
OTTORINO RESPIGHI, Adagio con variazioni per violoncello e orchestra (1921)
ILDEBRANDO PIZZETTI, Concerto per violoncello in do minore (1934)

Silvia Chiesa (cello)
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Corrado Rovaris

Data di uscita: novembre 2014
Etichetta: Sony Classical
ASIN: B00ODG483W

Il CD è in vendita su Amazon e CeDe

Il CD di Silvia Chiesa dedicato ai concerti per violoncello Nr. 1 & 2 di Nino Rota merita di essere presentato ai nostri lettori perché rappresenta un documento sonoro prezioso di capolavori poco conosciuti di un maestro certamente più noto per la sua produzione legata al cinema. È interessante inoltre notare che questo CD ha inaugurato, nel 2011, un ambizioso percorso discografico che la celebre violoncellista ha dedicato al repertorio per violoncello e orchestra del Novecento Italiano, contribuendo in modo decisivo al rilancio di questo ricco patrimonio musicale. A esso sono infatti seguite altre due importanti registrazioni, con musiche di Alfredo Casella, Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, e poi di Riccardo Malipiero (prima registrazione mondiale), Gian Francesco Malipiero e Mario Castelnuovo-Tedesco (prima registrazione italiana) sempre con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e sempre per l’etichetta Sony Classical. Sul podio dell’OSN per la registrazione di questo album dedicato a Nino Rota il direttore d’orchestra Corrado Rovaris.
La violoncellista Silvia Chiesa è tra le interpreti italiane più in vista sulla scena internazionale, con una fitta agenda di concerti e di registrazioni discografiche. Nel corso di un’intensa carriera ha maturato una cifra stilistica molto personale che, alla raffinata passionalità delle interpretazioni, unisce una spiccata originalità nelle scelte di repertorio.
Dedicataria di composizioni solistiche con orchestra di Azio Corghi e Matteo D’Amico, è stata scelta da compositori come Gil Shohat, Nicola Campogrande, Aldo Clementi, Michele Dall’Ongaro, Peter Maxwell Davies, Giovanni Sollima,  Gianluca Cascioli e Ivan Fedele per prime esecuzioni di loro opere.
Come solista si è esibita con compagini quali l’Orchestra Nazionale della Rai, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Toscana, la Royal Philharmonic Orchestra, i Solisti di San Pietroburgo, l’Orchestra di Rouen, la Staatsorchester Kassel e la Sinfonica di Cracovia. Ha collaborato con direttori quali Luciano Acocella, Francesco Angelico, Marco Angius, Paolo Arrivabeni, Gürer Aykal, Umberto Benedetti Michelangeli, Giampaolo Bisanti, Roland Böer, Massimiliano Caldi, Tito Ceccherini, Daniele Gatti, Cristian Orosanu, Corrado Rovaris, Daniele Rustioni, Howard Shelley e Brian Wright. Ha inciso inoltre concerti live per emittenti radiotelevisive quali Rai Radio3, Rai Sat, France Musique e France3.
Con il pianista Maurizio Baglini ha all’attivo più di duecentocinquanta concerti in tutto il mondo, con un vasto repertorio per duo, e ha registrato per Decca le Sonate di Schubert, Brahms e Rachmaninov. Nella serie di CD Live at Amiata Piano Festival interpreta il Quintetto per archi op. 163 di Schubert con il Quartetto della Scala e i Concerti di Haydn con la Camerata Ducale. Ha inoltre registrato in prima mondiale “…tra la carne e il Cielo” di Azio Corghi, di cui è dedicataria, con l’Orchestra Filarmonica di Torino diretta da Tito Ceccherini, con Maurizio Baglini, Valentina Coladonato e Omero Antonutti (sempre per Decca).
Silvia Chiesa è artista residente dell’Amiata Piano Festival e docente al Conservatorio “Monteverdi” di Cremona.
Suona un violoncello Giovanni Grancino del 1697.

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI è un’orchestra sinfonica italiana legata all’emittente di Stato RAI, nata nel 1993 dalla fusione delle precedenti quattro orchestre sinfoniche della RAI, che avevano sede a Torino, Roma, Napoli e Milano.

Corrado Rovaris è Direttore Musicale di Opera Philadelphia dal 2004, e collabora regolarmente con le maggiori istituzioni musicali italiane ed estere.

Nino Rota è stato un compositore italiano nato a Milano il 3.12 1911 e morto a Roma il 10.4.1979. Nato in una famiglia di musicisti, si avvicinò alla musica fin dalla più giovane età, stimolato dalla madre pianista, entrando in Conservatorio di Milano all’età di 11 anni. Qui fu allievo di G. Orefice (composizione), di G. Bas, di Pizzetti e poi di Casella, a Roma, dove si diplomò al Conservatorio di Santa Cecilia. Quindi fu allievo di Scaliero, J.B. Beck e Reiner (direzione d’orchestra). Iniziò quindi ad insegnare, prima al Liceo Musicale di Taranto, e poi a quello di Bari, di cui fu anche Direttore. Allievo di Pizzetti e Casella, influenzato dalla musica di Malipiero, fu attento studioso delle opere del 900. Conobbe e frequentò Stravinskij, ma la sua musica seguì una direzione assolutamente unica e personale. Senza alcuna relazione con l’estetica del secolo, quasi in modo paradossale nella sua “non attualità”, indirizzò la sua facilità inventiva verso uno stile compositivo quasi ottocentesco, votato alla melodia ed alla fedeltà tonale con forme simmetriche, armoniche ed immediatamente godibili. Caratteristiche queste che lo caratterizzarono anche nella composizione di musica da film, sacra e da camera.

In questo CD, i due concerti per violoncello e orchestra di Nino Rota, offrono un saggio molto significativo del suo linguaggio compositivo: un linguaggio che non disdegna affatto il virtuosismo, ma lo indirizza verso una poetica di memoria neoclassica, anche se votata ad una reale modernità. Il violoncello solista affronta uno spartito impegnativo dal punto di vista tecnico, dove tuttavia la tecnica non è fine a se stessa, ma ha la funzione di dare sostanza ad antitesi emotive, per ricondurle a paradigmi di docilità estetica e coerenza tonale.

Ottima l’interpretazione: alla solista Silvia Chiesa ed al direttore Romaris non mancano di certo il coraggio nella scelta del programma e la maturità interpretativa necessaria per affrontarlo. Ascolto veramente godibile, e al tempo stesso intenso nella sua sorprendente peculiarità.

Bello anche il CD: come sempre Sony Classical propone copertine di rilievo (bella la foto della Chiesa in copertina) e preziose indicazioni per un ascolto più consapevole.

 

NINO ROTA, Cello Concertos nos. 1 & 2
Concerto Nr. 1: Allegro – Larghetto – Allegro
Concerto Nr. 2: Allegro moderato – Tema con variazioni. Andantino cantabile con grazia – Finale. Allegro vivo

Silvia Chiesa (cello)
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Corrado Rovaris

Data di uscita: 23 giugno 2011
Etichetta: Sony Classical
ASIN: B00595Q5I2

Il CD è in vendita su Amazon e Discogs