ACCADDE OGGI - Il 5 agosto 1958, muore a Londra il pianista e compositore Joseph Holbrooke

Domenica, 21 gennaio 2018, nella Vatroslav Lisinski Concert Hall di Zagabria, si è tenuto un concerto celebrativo per ricordare il centeseimo anniversario della nascita di Antonio Janigro.

Il concerto, diretto da Marko Magdalenic, ed organizzato dalla Antonio Janigro Association, ha visto la partecipazione di Julius Berger, Thomas Demenga, Monika Leskovar, Zagreb Soloists, Cello Ensemble, Orchestra “100 Cellists 100 Years”.

Ospiti d’onore Michael Flaksman e Giovanni Ricciardi che, al termine del concerto, abbiamo avuto la fortuna di poter intervistare. Siamo partiti proprio dal ricordo di Janigro.

 

 

Gent.mo Maestro, molti dei grandi violoncellisti di oggi sono stati direttamente, o indirettamente allievi di Janigro. Quali sono, a suo parere le ragioni che gli hanno consentito di ottenere dei così eccellenti risultati con il suo insegnamento?

Penso che ci siano molteplici ragioni per questo: indubbiamente la sua capacità didattica, ce ne rendiamo conto dal valore e dalla quantità del materiale tecnico lasciato, ma anche la sua umanità, la capacità di vedere le specificità di ognuno e di accrescerla senza però appiattirne la personalità, esaltandone le qualità naturali. Poi certamente era un uomo carismatico, ed era anche un violoncellista che studiava incessantemente lo strumento.

Sul treno Milano – Parigi, era sempre alla ricerca di un compartimento vuoto dove esercitarsi oppure, dopo i concerti, si fermava subito a studiare i passi che non gli erano piaciuti durante il concerto. Una grande umiltà e una grande empatia rivolta a tutti i musicisti con i quali lavorava, unite alla sua genialità, erano qualità che rimanevano impresse nella mente e nel cuore degli studenti, anche di chi lo incontrava una volta sola.  [continua ⇒]