ACCADDE OGGI - Il 28 settembre 1952, muore a Boston il compositore Paul Hastings Allen.

“Mio caro papà, la mamma mi ha detto di dirti che ti rimprovererà severamente se non torni a casa in tempo per il mio compleanno. Mi ha anche detto che porterai cioccolatini. Quindi, sbrigati e torna dalla tua spedizione al nord. Qual è il punto di queste spedizioni comunque? … Andiamo, mio ​​caro papà, torna il prima possibile in modo che io possa saltare tra le tue braccia! Il nostro insegnante ci ha detto di inviare una grandine di baci ai nostri padri per spazzare via tutte le nuvole scure. La tua cara bambina, che guarda il cielo ogni notte e ti pensa.                         

 A mio padre, il mio eroe.”

(Lettera di una bambina francese a suo padre sul fronte)

In occasione del centenario della fine della Grande Guerra (1918- 2018) il violoncellista Olsi Leka pubblica il CD “Reminiscence”, in collaborazione con il pianista Peter Caelen ed il fotografo Frédéric Pauwels. L’intento è quello di proporre un CD unico nel suo genere, perché unisce brani di musica classica ad opere di fotografia contemporanea e documenti, come le lettere, ma non solo, scritti dai soldati e dai loro cari durante la grande guerra. La selezione musicale simboleggia i sentimenti, i pensieri e i sogni d’amore che questa generazione portava con sé. Il ricco repertorio per violoncello e pianoforte proposto evoca infatti l’universalità di questi sentimenti, creando il legame tra tutti gli esseri umani al di sopra delle alleanze ideologiche o patriottiche. Le immagini fotografiche che arricchiscono il CD sono realizzate dal fotografo Frédéric Pauwels e sono state realizzate durante un viaggio di ben 700 chilometri lungo il fronte occidentale, da Nieuwpoort, in Belgio, ai Vosgi francesi. Le fotografie di questo reportage documentano le cicatrici lasciate dalla guerra nei paesaggi degli scontri, ma anche in quelli circostanti ancora segnati dalle trincee, dai numerosi monumenti e dai cosiddetti “villaggi morti per la Francia”. “Reminiscence” è un progetto coraggioso, perché affianca a composizioni di grandi autori della musica classica (Schumann, Schubert, Mendelsshon e Liszt) propone brani di autori meno noti (Henriëtte Bosmans, Valentyn Silvestrov e Vasyl Barvinsky, Woldemar Bargiel, Valentin Silvestrov), ma soprattutto perché ricrea atmosfere evocatrici di temi storici, umani ed etici. Il fotografo Frederic Pauwels dà il meglio di sé con immagini che raccontano la storia ed i luoghi degli eventi dolorosi con una emotività mai celebrativa, ma di trattenuto cordoglio.

Fra le composizioni meno note ricordiamo “Nuit Calme” di Henriëtte Bosmans (1895-1952), compositrice olandese figlia di Henry Bosmans e della pianista Sara Benedictis, molto vicina al compositore Benjamin Britten, Lullaby di Vasyl Barvisnky (1888-1963), compositore ucraino di stile tardo romantico con influenze impressionistiche e del folklore del suo paese, “Adagio, op.38” di Woldemar Bargiel (1828-1897), berlinese e fratellastro di Clara Schumann, Postludium di Valentin Silvestrov, compositore ucraino di stile postmoderno, influenzato dal tardoromanticismo di Mahler, ma anche dalla musica liturgica ortodossa.

Reminiscence: CD

 

 

Olsi Leka è un violoncellista nato a Tirana nel 1980 e suona il violoncello dall’età di 6 anni. Numerose già da piccolo le sue vittorie a concorsi (in Belgio ed a Cipro). A 24 anni è stato nominato violoncello solista presso Belgian National Orchestra e questo gli ha permesso di collaborare con numerosi ed affermati solisti e direttori come Valery Giergev, Helen Grimaud, Misha Maisky e molti altri. Dal 2007 è professore di violoncello presso il Royal Conservatory di Anversa e dal 2015 presso il Royal Conservatory di Bruxelles. Ha eseguito con molte orchestre i concerti per violoncello dei principali autori ed è invitato a festival di tutto il mondo.

Dopo il CD di esordio, dal titolo “Reminiscence”, pubblica ora, sempre con la casa discografica Phaedra, il suo “The cello in madness” (“Il violoncello nella Follia”). Il CD si apre con i tre tempi della Sonata in Re di Pietro Antonio Locatelli (1695-1764), nell’arrangiamento per violoncello e pianoforte di Alfredo Piatti (1822-1901), un pezzo classico del repertorio violoncellistico, e prosegue con una serie di affascinanti composizioni del ‘900 belga tutte da scoprire: ‘Le vieux quai’ del compositore Georges Lonque (1900-1967) e ‘Mosaïque’‘Trois mouvements’ and ‘Cadence et Allegro’, del compositore e violoncellista Eric Feldbusch (1922-2007).

La Sonata di Locatelli, nell’arrangiamento di Piatti, mette a fuoco un interessante momento dell’evoluzione della tecnica violoncellistica. Dopo gli anni durante i quali il violoncello si era emancipato faticosamente dal suo ruolo di basso continuo, acquistando una nuova dignità e identità come “lo strumento che più di ogni altro ricorda la voce umana”, con Piatti segna il punto in cui è ormai maturo per confrontarsi con il virtuosismo violinistico. Piatti infatti, nelle sue trascrizioni violoncellistiche di composizioni violinistiche fonde la classicità barocca, e le cadenze e passaggi romantici consolidando una tecnica che, fino ad un periodo precedente, era espressività peculiare solo del violino. Piatti, nel trascrivere la Sonata di Locatelli, era però indubbiamente animato anche dal desiderio di far conoscere una bella composizione di un autore della sua terra: Piatti e Locatelli erano infatti entrambi nati a Bergamo ed entrambi avevano iniziato la loro carriera nella Cappella Musicale della Basilica di S. Maria Maggiore.

Se Piatti dedica la sua attenzione ad un suo concittadino, Olsi Leka mette al centro della sua attenzione due compositori del Belgio, la terra dove ha scelto di vivere. Nella seconda parte dei CD propone, infatti, il recupero di composizioni che senza di lui sarebbero probabilmente rimaste nell’oblio nel quale erano finite. “Le vieux quai” (The old Dock), (registrazione n. 4 del CD) di Georges Lonque, un brano contemplativo per violoncello e orchestra, ispirato dall’omonimo poema dell’autore belga Georges Rodenbach, nel quale il violoncello fa emergere la peculiarità del suo suono, caldo ed intimo, grazie ad uno spartito di chiara atmosfera post-romantica con proiezioni persino impressionistiche, altamente eleganti e raffinate, fu scritta nel 1927, ma andò persa e non venne mai pubblicata né registrata. Solo grazie a questa incisione, dunque, torna viva e conosciuta, occupando il suo posto legittimo nell’ampio repertorio violoncellistico.

Anche le composizioni di Eric Feldbush qui proposte non possono certo essere considerate composizioni molto conosciute. Benché siano di grande interesse come tappe di una costante ricerca di nuovi linguaggi espressivi, appaiono spesso cariche di una drammaticità espressiva che, in un’epoca come la nostra, spesso tesa solo alla ricerca di vuoto edonismo musicale, rischiano di essere abbandonate in un angolo come vecchi ricordi di momenti spiacevoli della storia dell’umanità.

Sicuramente generoso il tributo di Olsi Leka al paese che lo ospita, il Belgio, e di cui propone con coraggio autori ancora da scoprire e valorizzare. Tributo apprezzato dalla Fondazione Eric Feldbusch che ha messo a sua disposizione il violoncello Raffaele Gagliano del 1820 che Olsi Leka, accompagnato al pianoforte da Piet Kuijken, ha utilizzato per la registrazione del CD. Un violoncello di grande valore simbolico, perché fu regalato a Éric Feldbusch, nel 1965, dalla regina Elisabetta del Belgio in occasione della composizione del trio “Queen Elisabeth”.

The Cello in Madness: MP3 o CD