ACCADDE OGGI - Il 20 settembre 1880, nasce a Parma il compositore Ildebrando Pizzetti

International call for scores

Articolo 1
On The Bridge – Cello Ensemble, in collaborazione con MyCello – Il mondo del violoncello in un click e l’Associazione NoMus di Milano, bandisce una call for scores internazionale e invita i compositori da tutto il mondo, di qualsivoglia età e nazionalità, a scrivere una composizione partendo da periodi storici, compositori o brani scritti in ogni parte del pianeta, dagli albori della musica al 1750.

Articolo 2
La composizione, edita e inedita, dovrà essere scritta per il seguente organico: ensemble di violoncelli (da 3 a 12) o ensemble di violoncelli più un altro strumento o voce. Il linguaggio scelto potrà essere libero o preferibilmente in uno  stile compositivo che racchiuda la tradizione culturale del proprio paese: in questo caso i brani saranno presi  particolarmente in considerazione.

Articolo 3
La partecipazione alla call for scores non comporta alcuna tassa d’iscrizione. Inoltre, il seguente bando non ha una data di scadenza: in qualsiasi momento i compositori sono liberi di inviare delle partiture all’indirizzo onthebridgecelloensemble@gmail.com. È possibile inviare anche brani già eseguiti o segnalare brani già editati.

Articolo 4
La composizione dovrà appartenere ad una delle seguenti categorie:
A – Partendo da uno o più temi originali interi, da uno o più frammenti di brani, o da uno o più frammenti a sé stanti: qualsiasi struttura formale musicale (rondò, danze, Forma Sonata, tema e variazioni, o altra forma anche libera) purché il tema o il frammento non sia una semplice citazione, ma abbia un’importanza strutturale all’interno della forma scelta.
B – Rivisitazione di un brano mantenendo lo stesso numero di voci o di strumenti; non sono ammesse semplici trascrizioni: il compositore deve alterare il brano sfruttando qualsiasi possibilità timbrica e percussiva dei violoncelli (uso di sordine, pizzicati, tremoli, suoni al ponticello od oltre, armonici, scordature, violoncello preparato, ecc.) e/o variandone l’armonia.
C – Aggiunta di nuove parti su una composizione scritta originariamente per uno o più strumenti o voci che non comporti lo stravolgimento del brano stesso (le parti originali devono restare invariate).
D – Brano ex-novo in uno specifico stile musicale, utilizzando il linguaggio di un autore o i manierismi di un periodo storico.

Articolo 5
La direzione artistica dell’ensemble On The Bridge, dopo attenta analisi anche esecutiva delle partiture, selezionerà i brani da inserire nella sua futura programmazione concertistica e discografica. A discrezione dell’ensemble, i brani selezionati potranno essere inseriti nel Fondo – On the Bridge della biblioteca dell’Associazione NoMus di Milano dedicato al violoncellista Italo Gomez. I brani depositati all’associazione potranno essere liberamente pubblicati in un secondo momento dai compositori. In questo caso, sarà loro compito inviare una copia editata all’associazione. Per maggiori informazioni sull’associazione NoMus: www.nomusassociazione.org

Articolo 6
Il bando fa parte del progetto “BUILDING BRIDGES BETWEEN AGES AND CULTURES”, volto a creare una raccolta di partiture che mettano in relazione l’attualità con periodi storici del passato grazie alla riscoperta di brani originali per cello ensemble, alla trascrizione e alla rivisitazione di brani più o meno noti e alla richiesta ad autori viventi di scrivere appositamente musica nuova. L’intento dell’ensemble è quello di portare nelle stagioni concertistiche un’esperienza d’ascolto nuova, ma fortemente legata al passato, con la convinzione che nessuno stile musicale o compositore sia mai tramontato e che un brano possa diventare contemporaneo anche solo nel momento stesso dell’esecuzione a prescindere da quando sia stato scritto: ogni composizione vive attraverso la sua interpretazione, dunque l’apporto dell’esecutore rende contemporaneo e nuovo un testo vecchio, come lo rende nuovo il compositore trascrivendolo o rivisitandolo.

Scarica il Modulo_d’iscrizione

 

 

Un bel CD di esordio per la giovane formazione di violoncellisti On The Bridge, che si avvalgono per l’occasione della collaborazione del soprano Carlotta Colombo.

“Per la nostra prima incisione abbiamo deciso di concentrarci su compositori di epoche distanti, proponendo brani moderni e contemporanei che mirano a mantenere un legame con l’antica tradizione musicale, attraverso l’attenta selezione di pezzi con una forma stilistica ispirata al passato”

E in effetti il CD propone un viaggio nella storia della musica da John Dowland ad oggi, mettendo in luce soprattutto i contrasti espressivi, ma anche la continuità formale che lega fra loro compositori di stili ed epoche molto diverse fra loro. Dalla dolcezza struggente e composta di Dowland, al classicismo ironico e frizzante di Britten, dalla riflessione spirituale di Giovanni Maria Nannino alla toccata contemporanea di Francesco Cerrato, dal classicismo di Rameau, alla ricreazione della Suite di Pierre Petit e, per concludere, un confronto diretto fra Bach e Villa-Lobos.

I giovani violoncellisti del gruppo dimostrano già un’ottima capacità di creare un fitto, educato dialogo fra i loro strumenti. Un dialogo dove ciascuno fa sentire il proprio punto di vista, ma senza prevaricare gli altri e comunque nel rispetto delle regole della buona educazione. Un buon piglio ed una buona personalità interpretativa, accompagnata dalla costante attenzione alla bellezza del suono, alla precisione degli attacchi e della sintonia emotiva. E fra le note, si sente palpabile la loro freschezza e la loro voglia di divertirsi insieme.

Nel libretto del CD, una sintetica presentazione dei giovani interpreti, coordinati da Stefano Cerrato che del gruppo è l’anima e la guida. Nel CD tutti i giovani membri dell’ensemble danno prova della loro solida formazione, della loro buona esperienza di musica da camera, ma soprattutto della loro voglia di proseguire insieme il cammino che hanno intrapreso nel 2019 all’International Music Festival di Portogruaro

John Dowland (1563-1626)
Flow My Tears (Lacrimae), version for soprano and 8 cellos
George Whitehaed his Almand

Benjamin Britten (1913-1976)
Boisterous bourree (From Simple Symphony op.4), version for 8 celli – Arr. By Stefano Cerrato

Giovanni Maria Nanino (about 1544-1607)
Diffusa est gratia, version for 4 cellos

Joseph Noyon (1888-1962)
Hymne à la Nuit, version for 5 cellos – Harmonization of a theme from Hippolite et Aricie by Jean-Philippe Rameau – Arr. By Michele Barchi

Pierre Petit (1922-2000)
Suite, for 4 cellos, Prélude – Adagio – Scherzo

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Auf meinen lieben Gott (From Kantate Ich habe meine Zuversicht, BWV 188), version for 4 cellos
Befiehl du deine Wege (From Matthäus-Passion, BWV 244), version for 4 cellos

Heitor Villa-Lobos (1887-1959)
Bachianas Brasileiras n0.5, for soprano and 8 cellos: Ária – Dança

On the Bridge Ensemble
Stefano Cerrato, Emanuele Rigamonti, Benedetta Giolo, Simone Ceppetelli, Sara Merlini, Matteo Vercelloni, Alessandro Brutti, Vittorio Zelocchi

Carlotta Colombo, Soprano

Data di Uscita: 7 febbraio 2020
Etichetta: Da Vinci Classics
Catalog No.: C00232
ASIN: B0825D8C6N
 

Il CD è in vendita su Da Vinci Publishing

Mi capita fra le mani un CD. Leggo “On The Bridge. Cello Ensemble“, nella foto di copertina vedo otto violoncellisti sorridenti. Li contatto e scopro che, in realtà, sono in nove. Le loro strade si sono incrociate ed hanno deciso di iniziare una bella avventura tutti insieme. Vediamo di conoscerli meglio.
Quando avete iniziato a studiare il violoncello e perché avete scelto proprio il violoncello?
Stefano Cerrato Ho iniziato lo studio del violoncello all’età di quattro anni. Nella mia famiglia tutti suonavano uno strumento e, quando anche per me venne il momento di iniziare a suonare, dissi a mia mamma: “Scelgo il violoncello perché così sto seduto”.
Alessandro Brutti Ho iniziato a suonare molto tardi, all’età di quindici anni. Ho scelto il violoncello perché mi affascinava molto il suo timbro, inoltre sono sempre stato attratto dall’arte della liuteria.
Simone Ceppetelli Seguendo l’esempio di mio fratello, iniziai lo studio del violoncello all’età di quattro anni. La scelta proprio di questo strumento fu però un caso dettato dal fatto che i posti disponibili nelle classi di violino fossero esauriti; la scoperta di una grande passione per il violoncello, maturata con gli anni, mi fece realizzare la grande fortuna avuta quel giorno.
Benedetta Giolo Mi sono avvicinata al violoncello all’età di sei anni: nata in una famiglia di musicisti, i miei genitori mi portarono ad un concerto di musica classica; notai subito il violoncello, le sue forme sinuose ed il suo suono. Da lì non ebbi dubbi su quale fosse lo strumento che volevo.
Sara Merlini Ho iniziato a suonare il violoncello a undici anni, colpita dal suono così simile alla voce umana, spronata da mio padre che avrebbe voluto fare il musicista, ma non ne ha avuto l’opportunità. Già dalle prime volte che ho avuto in mano il violoncello sono rimasta colpita dal calore così avvolgente del suo suono.
Lucia Molinari Ricordo di aver assistito fin da molto piccola alle prove dell’orchestra della scuola di musica dei miei genitori. Quando è arrivato finalmente anche per me il momento di scegliere lo strumento, all’età di sei anni, l’attrazione per il lato oscuro dell’orchestra e lo spirito di squadra che si respirava nella sezione dei violoncelli sono stati determinanti.
Emanuele Rigamonti A tre anni mi dilettavo a strimpellare con strumenti giocattolo. Al violoncello mi sono avvicinato a sei anni. Le mie sorelle già suonavano il pianoforte e il violino: io volevo uno strumento più bello!
Matteo Vercelloni Ho iniziato lo studio del violoncello all’età di nove anni. Da piccolissimo non avevo mai mostrato un particolare interesse per la musica in generale. La svolta avvenne grazie ad un vecchio cartone animato musicale, più precisamente si trattava di “Pierino e il lupo”, dove compariva una sagoma di violoncello. Fu un colpo di fulmine. E l’amore è ancora ben saldo.
Vittorio Zelocchi I miei genitori, entrambi ex musicisti, mi hanno sempre comunicato l’importanza della musica. All’età di 10 anni, incoraggiato anche da mia sorella che già da un anno aveva intrapreso lo studio del flauto traverso, ho iniziato a suonare il violoncello. Non ricordo precisamente il motivo della mia scelta, ricordo solamente che, ai miei occhi, era lo strumento più affascinante di tutti.

Quali sono state e quali sono le vostre esperienze più significative di musica d’insieme?
Alessandro Brutti Considero significative tutte quelle esperienze che possono insegnarti qualcosa: non c’è niente di meglio che lavorare con qualcuno dal quale puoi imparare e “rubare” qualcosa, o che ti può fornire spunti originali o prospettive inedite riguardo qualcosa che già pensavi di conoscere. Negli ultimi anni ho avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei più grandi direttori e solisti, e ho capito che la loro grandezza risiede nei messaggi che riescono a veicolare tramite la loro arte. Per queste preziose esperienze devo ringraziare, tra gli altri, istituzioni quali l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra L. Cherubini e l’Orchestra Filarmonica V. Calamani.

[continua]