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ACCADDE OGGI - Il 21 ottobre 1807, nasce a Mulhouse il compositore Napoléon Henri Reber

Thomas Chigioni (3)


Per questo, quando insegno, cerco di mischiare questi due metodi: prima di tutto contestualizzo storicamente il brano da affrontare (o nel caso di uno studio, metto in evidenza l’aspetto tecnico su cui lo studio si concentra) e poi illustro a parole all’allievo cosa può essere migliorato e quali difetti vanno corretti, infine, suonando in prima persona, illustro all’allievo concretamente di cosa si è parlato nei minuti precedenti. In alcuni casi, se serve, affronto anche questioni filologiche… Penso comunque che spesso i docenti non dedichino sufficiente attenzione alla parte relativa alla contestualizzazione storica e stilistica dei brani affrontati. Solo per fare un esempio: ogni violoncellista studia gli Études di Duport. Eppure, sono pochissimi i docenti che conducono gli studenti ad affrontare Études attraverso lo studio del Metodo di Duport, il percorso graduale pensato per mettere l’allievo in grado affrontare gli Études. Certamente poi bisognerebbe dare più spazio anche allo studio dei trattati storici che consentono di approfondire la prassi interpretativa di ogni epoca.

Se avessi la possibilità di fare un concerto scegliendo se preferisci suonare da solo o con altri, cosa sceglieresti e perché? e cosa ti piacerebbe suonare?
Fin dai miei primi passi ho suonato con altri: mio padre, quando avevo 6 anni, fondò un’orchestrina di bambini per permettere a me e mio fratello (allora di 4 anni) di suonare insieme ad altri bambini. Alcuni dei rapporti creati in quella orchestrina propedeutica sono diventati amicizie profonde su cui ancora oggi baso i miei affetti. Naturalmente quindi suonerei con altri: una delle soddisfazioni maggiori per un musicista è il poter fare musica insieme, il mettersi in gioco con altre anime sensibili per cercare, sperimentare, emozionarsi insieme. E quando riesci a trasmettere al pubblico anche un minimo delle emozioni che provi sul palco… forse questa è la soddisfazione più grande! Riguardo alla scelta di un programma, il panorama musicale è davvero vasto e ricco di meraviglie. Forse sceglierei di suonare uno dei grandi capolavori di Bach: l’integrale dei Concerti Brandeburghesi, che da anni ascolto e adoro. Anche se, pensandoci su… le Passioni, la Messa in si minore, alcune delle opere di Händel…meglio passare alla prossima domanda!

Quali sono i tuoi progetti musicali a breve termine e quali sono i tuoi sogni per il futuro?
Dopo Didone ed Enea mi concentrerò sui miei studi (ho il diploma alla Schola Cantorum questo giugno), su una tournée che mi porterà in Svizzera e Germania con l’Ensemble Locatelli, e sulle attività con Academia Montis Regalis, orchestra barocca piemontese, di cui faccio parte da poche settimane. Ci esibiremo anche nella mia Bergamo il prossimo novembre, dopo un’estate ricca di impegni, primo tra tutti il Festival di Innsbruck. Per il futuro sogno una carriera con il mio gruppo. Insieme sogniamo e cerchiamo suoni ormai da quasi 4 anni e con loro ho un rapporto unico. Ma soprattutto sogno di non perdere mai l’amore per quello che faccio, che mi anima profondamente.

In bocca al lupo per il diploma e … che i tuoi sogni diventino realtà!