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ACCADDE OGGI - Il 7 dicembre 1863, nasce a Livorno il compositore Pietro Mascagni

Thomas Chigioni


L’Ensemble Locatelli, un gruppo di solisti della Schola Cantorum di Basilea ed il coro del Liceo Musicale “Secco Suardo” di Bergamo hanno appena concluso una bellissima rappresentazione in lingua originale della “Dido and Eneas”. Sul palco tantissimi giovani, legati dalla passione per la musica antica. Colgo l’occasione per intervistare il violoncellista del gruppo, Thomas Chigioni, che questa sera, al cembalo, ha diretto l’opera di Purcell. Thomas, ancora emozionato per il successo della rappresentazione, mi parla della sua famiglia: il nonno, che a 88 anni ancora si dedica al canto, il padre, diplomato in pianoforte, organo, composizione e direzione di coro, una sorella flautista, un fratello ed una sorella violinisti.

Quanto pensi abbia influito l’ambiente famigliare in cui sei cresciuto sulla tua scelta di studiare musica?
La musica è sempre stata una parte molto importante della nostra vita domestica. Fin dai miei primi anni di vita, in casa andavano e venivano allievi, amici e colleghi musicisti di mio padre, che in quegli anni fondava i suoi primi gruppi musicali. Mio padre, del resto, è stato il mio maestro di tutte le materie teoriche e complementari. Ricordo quando mio nonno organizzava dei giri in bici per noi nipoti: spesso eravamo una piccola comitiva di 3 o 4 biciclettine e il nonno, fra una pedalata e l’altra, ci insegnava a cantare delle “canzoncine allegre”, come il finale del Barbiere di Siviglia… Dopo il sonnellino pomeridiano, invece, ci faceva ascoltare le sinfonie di Beethoven e Mozart, o la Missa Solemnis di Beethoven, la sua preferita. Era quindi inevitabile, forse, che tutti finissimo con l’intraprendere una carriera musicale.

E perché hai scelto di suonare proprio il violoncello?
L’ho scelto quasi per caso. Ricordo che a 5 anni chiesi di poter suonare il trombone, affascinato dalla coulisse, o la chitarra elettrica, ma erano strumenti troppo ingombranti per un bimbo come me. L’incontro con il violoncello fu casuale. Mio padre aveva organizzato un gemellaggio musicale tra la scuola dove insegnava e una scuola di Furtwangen, un piccolo comune della Foresta Nera. A casa nostra ospitavamo un ragazzo, Florian, che suonava il violoncello, e che mi riempiva di attenzioni. Mi affezionai a lui e così, quando i miei genitori mi chiesero cosa volessi suonare, la scelta fu il violoncello.

Quali sono le difficoltà e quali sono le soddisfazioni per un ragazzo che, come te, decide di dedicarsi alla musica? E in particolare ad un repertorio come quello barocco?
Le difficoltà che un bambino deve affrontare (lo vedo anche negli allievi che in questi anni ho avuto) sono la costanza nello sforzo e il sacrificio che lo studio richiede. Un bambino che studia musica ad un livello non amatoriale vive l’infanzia diversa dai propri coetanei e, inevitabilmente, questo lo fa soffrire: i suoi compagni vanno a giocare a pallone, mentre lui deve tornare a casa a suonare… Inoltre, nei primi anni, lo studio della musica classica è spesso incentrato quasi solo sull’acquisizione di abilità tecniche, e non offre grandi gratificazioni. Insomma, solo dopo aver sputato sangue per anni, hai finalmente modo di innamorati della bellezza che la musica offre a chiunque sappia coglierla. Una delle difficoltà principali per un musicista (e per la sua famiglia) è anche la spesa da affrontare per avere strumenti ed accessori all’altezza della situazione. Chi poi, come me, dopo gli studi accademici sul “moderno”, decide di specializzarsi su uno strumento come il violoncello barocco, vede queste spese raddoppiare. Di riflesso, il poter fare della propria passione un mestiere è un privilegio per pochi e, dopo un concerto, la soddisfazione è tale che ripaga di tutti gli sforzi e sacrifici fatti.

Dopo gli studi in Italia, hai deciso di andare a perfezionarti all’estero. Hai quindi potuto confrontarti con modi diversi di studiare ed apprendere la musica. Quali sono, secondo te, i punti di forza e di debolezza dei due sistemi di formazione con i quali ti sei confrontato?  [continua ⇒]