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ACCADDE OGGI - Il 27 novembre 1759, nasce a Kamenice u Jihlavy il violinista e compositore Franz Krommer

On The Bridge (2)


Simone Ceppetelli Soprattutto negli ultimi anni la mia relazione con la musica da camera è stata molto intensa, essendomi specializzato proprio in questa materia. La mia attività musicale è infatti principalmente legata a gruppi da camera con i quali ho avuto la possibilità di stringere un’intesa. Tra questi mi sento di citare il mio trio (trio BIS) con il quale ho partecipato a diversi concorsi e mi sono esibito in numerosi festival in Italia e all’estero.
Stefano Cerrato Le esperienze di musica di insieme più significative le ho senz’altro vissute sia durante i primi anni di studio, quando sono entrato a far parte dell’Orchestra Suzuki di Torino, che – una volta diplomato – grazie allo studio della musica cameristica all’interno del Trio Caravaggio insieme a mio fratello, con il quale inoltre negli ultimi anni ho intrapreso una ricerca stilistica sulla musica tardo barocca con l’utilizzo di strumenti originali fondando il gruppo Armoniosa.
Benedetta Giolo Ho da sempre amato la musica d’insieme molto più di quella solistica per il senso di appartenenza ad un progetto comune, a delle emozioni condivise, ad una squadra. Nel 2015 ho partecipato all’Orchestra dei Conservatori della Lombardia e del Canton Ticino, durante il 2018 all’Orchestra Giovanile Italiana: sono state per me esperienze di un’importanza fondamentale, avendo avuto l’opportunità di confrontarmi con grandi solisti e direttori, crescendo sia dal punto di vista umano che musicale.
Sara Merlini Ho ancora vivi ricordi delle mie prime esperienze orchestrali: non ero che una giovane violoncellista in erba che cercava di nascondere l’emozione fra i tanti musicisti più grandi ed esperti dell’Orchestra Senzaspine, nella quale ho avuto modo di crescere negli anni come musicista. Molto formative sono state di certo anche le esperienze con l’Orchestra Erasmus, come primo violoncello e con la Tiroler Festspiele Erl Orchesterakademie con il maestro Gustav Kuhn.
Lucia Molinari La musica d’insieme è sempre stata la mia passione e in essa leggo il senso profondo dell’essere musicista, nei suoi imprescindibili valori di confronto, condivisione, empatia e rispetto. Personalmente l’esperienza che mi ha più segnato da questo punto di vista, andando ad arricchirsi dei numerosi anni di orchestra giovanile e di ensemble nella classe di Stefano, è il percorso intrapreso con il mio quartetto d’archi (Quartetto Daidalos).
Emanuele Rigamonti Io dedico la mia vita e il mio studio alla musica da camera. Tutte le esperienze fatte con i miei gruppi sono importanti, nessuna esclusa, in particolare quelle con le mie sorelle con cui ho un trio stabile (Trio Rigamonti). Ogni concerto, lezione o produzione discografica che mi ha permesso di relazionarmi con altri musicisti è stato per me estremamente formativo.
Matteo Vercelloni Sin dalle prime settimane di studio, mi fu chiaro come la mia dimensione violoncellistica sarebbe stata prevalentemente dominata dalla parola “insieme”. Le prime esperienze orchestrali furono determinanti, i concerti negli anni sempre più numerosi. Ricorderò sempre un magnifico corso orchestrale a Villadossola: una Quarta Sinfonia di Mahler densa di tensione emotiva. Non posso non citare la musica da camera, che rappresenta per me il cuore pulsante della mia anima musicale. Tutti i gruppi con cui ho suonato sono stati importanti, tutti mi hanno contribuito alla mia formazione. Sono molto grato a tutte le colleghe ed a tutti i colleghi con cui ho lavorato.
Vittorio Zelocchi Ho iniziato ad apprezzare la musica da camera qualche anno dopo l’inizio del mio percorso di studi. Fu il mio primo maestro di musica da camera di conservatorio, Pietro Scalvini, a trasmettermi l’importanza e soprattutto la bellezza di suonare insieme. Imparai a divertirmi, a condividere idee e riflessioni con i colleghi e ad apprezzare le opere più celebri del repertorio cameristico. Negli anni seguenti ho potuto vivere bellissime esperienze con l’Orchestra Giovanile della Via Emilia (OGVE) come spalla dei violoncelli e con concerti organizzati da alcuni colleghi musicisti e dall’ISSM “Vecchi-Tonelli” di Modena.

 

Quando è nato il vostro gruppo? Di chi è stata l’niziativa e come avete scelto il nome? Dove vi trovate a provare?
L’attività di On The Bridge è nata nel 2019 dalla nostra comune passione per il gruppo di violoncelli e in seguito a un progetto didattico interno alla classe di Stefano presso la Scuola di Musica Dedalo di Novara; uno dei primi obiettivi è stato la preparazione di un programma in ensemble mirato alla successiva registrazione e pubblicazione, insieme ad alcuni elementi esterni alla classe che Stefano ha contattato per l’occasione. Il nome “On The Bridge” è nato scherzando fra Lucia, Emanuele e Stefano, per via delle frequenti richieste di quest’ultimo di suonare con l’arco più vicino al ponte per produrre un suono più nitido e sgranato. Ci troviamo per delle sessioni intensive di studio presso la sala prove di Stefano ad Asti oppure alla Dedalo di Novara.

[continua]