ACCADDE OGGI - Il 25 giugno 1837, nasce a Würzburg il violoncellista e compositore Josef Werner

A pochi giorni dall’anniversario della nascita di Boccherini, a Lucca, incontro il Segretario Generale del Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini  e colgo l’occasione per una breve intervista.
Quando è nato il Centro Studi? Chi ha avuto l’idea e come è riuscito a trasformare in realtà la sua idea?
Il Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini nasce nel novembre del 2005 con l’intento di curare in primis il lavoro editoriale dell’Opera omnia di Luigi Boccherini. La scelta della città non è casuale: Boccherini nacque a Lucca, per cui la città toscana era il luogo ideale per lanciare l’Edizione Nazionale Italiana delle sue opere complete. L’idea nasce in seno ai soci fondatori — Roberto Illiano, Fulvia Morabito, Massimiliano Sala — tutti già collaboratori della Stichting-Fondazione Pietro Antonio Locatelli (Amsterdam-Cremona). Alla morte del professor Dunning, che dirigeva la Fondazione Locatelli e che per primo promosse il progetto di un’edizione Boccherini, si è pensato di rilevare le attività della stessa Fondazione trasformandola in un ente di diritto italiano. Abbiamo pertanto istituito a Lucca una onlus insieme al professor Christian Speck, che dirige l’Edizione Nazionale Boccherini, portando avanti l’eredità editoriale della Fondazione Locatelli, ampliandone altresì i contenuti e sviluppando ulteriori attività con l’apertura di Masterclass internazionali di opere, organizzazione di convegni e altro ancora.

Chi ha lavorato per la realizzazione del progetto?
Al progetto hanno lavorato tante persone: in primis il comitato direttivo, nonché tutti i soci onorari (Lorenzo Frassà, Massimiliano Locanto, Simone Luti, Leon Plantinga, Ruldolf Rasch, Sophie Louise Roland, Luca Lévi Sala). Ad essi possiamo aggiungere i membri del comitato scientifico delle edizioni Boccherini, Locatelli e Geminiani, i membri dei diversi comitati editoriali delle nostre collane e dei comitati scientifici delle nostre conferenze. Grazie al sostegno di musicologi di fama internazionale, il Centro Studi è diventato in pochi anni un centro di eccellenza nel panorama internazionale della ricerca musicologica. Oggi, a distanza di 13 anni dalla sua istituzione, il Centro Studi è riconosciuto come una delle poche realtà musicologiche italiane che possono vantare una produzione editoriale e scientifica ricchissima ed è stato accreditato come “Istituto Culturale” dal Ministero dei Beni Culturali.

Quali sono state le principali difficoltà da superare e quali sono stati i risultati raggiunti?
La maggiore difficoltà è stata riuscire a trovare credito nel panorama culturale italiano. La realtà musicologica italiana ha subìto nel corso dell’ultimo decennio un profondo mutamento dovuto ai cambiamenti economici e sociali in atto nel nostro Paese. Come spesso avviene anche in altri campi, l’Italia si è adattata molto lentamente a questi cambiamenti, rimanendo legata per troppi anni all’idea di uno stato assistenzialista. Il Centro Studi ha portato invece avanti l’idea di una cultura che partecipa alla valorizzazione del territorio, sia in termini qualitativi che quantitativi. Abbiamo creato molti flussi turistici legati alle iniziative culturali: le nostre conferenze internazionali vedono una partecipazione attiva di oltre 150 partecipanti ogni anno, da ogni parte del mondo, e le nostre Masterclass estive portano sul territorio circa un centinaio di persone, per un lasso di tempo che si estende da giugno alla metà di agosto.

Quali sono le attività in corso e quali i progetti futuri?
Attualmente abbiamo un’attività editoriale intensa, che prevede la pubblicazione di circa 8 volumi l’anno per Brepols Publishers (Belgio) e le Ut Orpheus Edizioni di Bologna. Il Centro Studi dirige una decina di collane musicologhe, cui si aggiungono i lavori per le edizioni in corso e due riviste scientifiche internazionali. Stanno uscendo ora, in edizione critica, i Sestetti Op. 23 e i Quintetti per chitarra di Boccherini. Sono appena usciti in edizione critica e pratica i due volumi dello Stabat Mater, sia nell’edizione per soprano solo del 1781, che nella versione a 3 voci del 1801. E a breve inizieremo i lavori sui Quintetti per archi Op. 15. Inoltre abbiamo appena inviato in stampa la prima monografia inglese su Pietro Antonio Locatelli, scritta da Fulvia Morabito, e stiamo preparando l’edizione critica della Sonata in Sol minore per violino e basso continuo di Locatelli (composizione senza numero d’opera n. 1). Altri progetti in corso sono un libro miscellaneo su John Williams, primo volume di una nuova serie intitolata Contemporary Composers che inauguriamo ad aprile sempre per Brepols, diretta da Massimiliano Locanto e Massimiliano Sala. Inoltre lavoreremo a breve su un volume dedicato a Camille Saint-Saëns e su altri libri dedicati al rapporto tra musica e potere nel periodo barocco, alla musica a programma nell’Ottocento e alla critica musicale nella prima metà del Novecento. Per l’estate sono previste due Masterclass operistiche in collaborazione con la Wichita University del Kansas e l’Università del Western Ontario. La prima, “Canta in Italia”, si concluderà a giugno proponendo un paio di concerti lirici degli allievi del corso, mentre la seconda, “AEDO – Accademia Europea dell’Opera“, si concluderà a metà agosto con un festival operistico che prevede la rappresentazione de Le nozze di Figaro di Mozart e del Serse di Handel, con un’orchestra moderna e una barocca create per la stessa manifestazione e costituite da professionisti sia toscani che internazionali. Infine stiamo per lanciare una nuova collana dedicata a Music, Science and Technology, e abbiamo da poco inaugurato un Network dedicato allo studio della critica musicale, che mette in contatto i gruppi internazionali di ricerca sul tema, e che ospita una rivista online, ulteriori pubblicazioni e materiale d’archivio e database.

Il Centro è dunque molto attivo a livello internazionale, ma Lucca è consapevole dell’importanza di Boccherini? Ci sono iniziative cittadine legate alla figura del compositore?
Lucca è diventata lentamente consapevole dell’importanza di Boccherini. Se all’estero Boccherini è da sempre considerato al pari di compositori come Haydn e Mozart, a Lucca la sua notorietà ha subìto la presenza di un altro importante grande compositore lucchese, Giacomo Puccini. Negli ultimi anni, però, sono nate in città diverse iniziative ed eventi volti a commemorarne la figura, celebrandone l’opera con concerti e rassegne musicali. A queste si aggiunge anche la nostra produzione editoriale, che costantemente diffonde la sua opera sia tramite l’edizione che tramite un’attività saggistica e convegnistica  — vale la pena ricordare ad esempio i Boccherini Studies, una serie musicologica dedicata al compositore che è giunta sinora al suo quinto volume.

Certamente molto interessante per i violoncellisti. Grazie per la disponibilità e buon lavoro!

8 marzo 2018

 

 

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