ACCADDE OGGI - Il 10 febbraio 1702, nasce a Torino il compositore e violinista Jean-Pierre Guignon

Massimo Negroni


Passeggiando fra gli stand di Mondomusica, mi fermo davanti allo stand n.79 “Negroni Massimo e Davide”. Un liutaio sta esaminando con cura un violino sotto gli occhi attenti di un ragazzo. Sta spiegando al ragazzo come pulire le corde del suo strumento. Spiega con gentilezza, pazienza e passione. Aspetto che finisca la sua spiegazione e mi presento. Gli dico che sto cercando un liutaio disponibile a farsi fare un po’ di domande su come prendersi cura di un violoncello. Accetta volentieri.

Negroni Massimo o Davide?
Massimo. Davide è mio figlio, anche lui liutaio.

Ho sentito che lei stava spiegando al ragazzo come pulire le corde del violino. Quello che stava spiegando va bene anche per pulire le corde del violoncello?
Certamente. Quando si mette molta pece sui crini dell’archetto, c’è il rischio che la pece rimanga poi sulle corde. L’alcool va molto bene per pulirle, ma è importante evitare che delle gocce di alcool cadano accidentalmente sulla tavola armonica e ne danneggino la vernice. Tenere il violoncello in posizione orizzontale, con le corde verso il basso, è sempre il metodo migliore per non correre rischi: è difficile che una goccia “cada” verso l’alto…

Ci sono altre situazioni in cui si possono provocare danni alla vernice che protegge la tavola armonica?
Certamente. Un violoncellista, quando suona, non dovrebbe mai indossare braccialetti, o spille, o anelli, o abiti con bottoni o fibbie in metallo che possano venire a contatto con lo strumento, e dovrebbe sempre tenere le unghie corte (anche quelle della mano destra). Le ragazze poi devono stare attente agli orecchini pendenti. Anche il profumo, se messo sul polso, può danneggiare la vernice. Sono piccoli dettagli a cui spesso si pensa solo dopo, quando il danno è stato fatto.

E per pulire il violoncello? Soprattutto d’estate quando le mani sudano…
Uno straccio di cotone è sempre la soluzione migliore. Vanno benissimo le vecchie lenzuola della nonna. Attenzione invece a non ascoltare la nonna quando dà consigli su come pulire il violoncello. È vero che il violoncello è di legno, come il tavolo del salotto, ma non si può pulire con la cera dei pavimenti o con l’olio (d’oliva o di noci… ogni nonna ha le sue ricette: tutte ugualmente inadatte alla situazione). E soprattutto il violoncello va pulito tutti i giorni, quando si smette di suonare, soprattutto d’estate, per evitare che, fra sudore e polvere, si formi uno strato di sporco che poi risulta quasi impossibile da togliere. Ovviamente una pulizia, almeno annuale, fatta dal liutaio è sempre consigliabile.

Ma il sudore può provocare dei danni alla vernice?
Sì. E’ sempre meglio proteggere il violoncello appoggiando uno straccio sulle gambe quando si studia d’estate con i pantaloni corti. Capita addirittura che, in alcuni casi, anche i vestiti colorati con colori di cattiva qualità (ad esempio alcuni tipi di jeans) lascino tracce del loro colore sulle fasce o sul fondo del violoncello.

E per la manutenzione di altre parti del violoncello? Il ponticello, i tiracantini, i piroli?
Per garantire che i tiracantini girino sempre con facilità, si possono estrarre dal loro foro, svitandoli completamente, e poi passarli nella parafina (o nella cera). Per i piroli meglio usare invece la pasta piroli. Per il ponticello è opportuno mettere della grafite nell’incavo delle corde. Va benissimo allentare una corda per volta e passare nel solco con una normalissima matita. Bisogna poi fare attenzione, quando si cambiano le corde, a non modificare la posizione del ponticello. Il ponticello può spostarsi accidentalmente anche in caso di urto, soprattutto quando il violoncellista, magari un po’ alle prime armi, non sa bene come maneggiare il suo strumento. La posizione corretta del ponticello è molto importante.

E quando si viaggia con un violoncello? Quali sono i rischi?
Certamente bisogna stare attenti ad evitare gli urti. Ma anche gli sbalzi di temperatura e umidità possono essere pericolosi. La temperatura troppo fredda mette a rischio le corde che si possono spezzare, mentre il secco può danneggiare il legno. Quando ci si trova in un ambiente molto secco, i piroli tendono a restringersi e a non stare ben fermi nei loro fori. Questo può determinare la scordatura improvvisa di una delle corde, anche nel corso di un concerto. In casi di concerti in ambienti secchi, si può utilizzare precauzionalmente il dumpit: un oggetto semplice ed invisibile che, sempre che il secco non sia davvero eccessivo, aiuta a tenere sotto controllo il livello di umidità dello strumento. L’eccesso di umidità crea molto meno problemi: al massimo il legno dei piroli si gonfia e i piroli tendono a bloccarsi o ad essere più duri da girare. Non si deve esagerare però con l’umido. Quando si suona all’aperto, in caso di pioggia il concerto va interrotto immediatamente e tutti gli strumenti ad arco vanno asciugati il più rapidamente possibile. Certo i violinisti e i violisti sono più fortunati di violoncellisti e contrabbassisti, perché in caso di tempo incerto possono tenersi sotto la sedia la custodia dello strumento e metterlo al sicuro più rapidamente.

Grazie mille, maestro. Grazie per la sua disponibilità e per i suoi preziosi consigli!

7 novembre 2018

 


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