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Mr&Mrs Cello


Mr&Mrs Cello, Massimiliano Martinelli e Fulvia Mancini, compagni di vita e di palcoscenico. Due violoncellisti di grande esperienza nel mondo concertistico solistico e da camera, a cavallo fra la classica e il pop. Rispondono insieme alle nostre domande.
Anzitutto le origini: avete ereditato una tradizione di famiglia per la musica? Vi erano violoncellisti tra i vostri parenti?
Fulvia:
Mio nonno Lino era un abile suonatore di clarinetto e mio padre ha continuato questa tradizione entrando nell’arma dei carabinieri come primo clarinetto della Fanfara di Bologna, negli anni ‘60. Poi ha proseguito la sua carriera diversamente, ma mi ha introdotto allo studio del pianoforte e poi, in seguito, a quello del violoncello. Inoltre, già in tenera età, sono entrata in contatto con la musica dei grandi compositori, poiché era tradizione ascoltarla in casa.
Massimiliano: Mio padre insegnava flauto e, durante il suo periodo di studi al Conservatorio di S. Cecilia, negli anni ‘60, ha incontrato Selmi, allora primo violoncello della Rai di Roma, che lo ha ispirato a tal punto che poi mi ha fatto studiare violoncello.

Brevemente, potete raccontare la vostra formazione di musicista? Iniziando dai primi corsi fino al Diploma in Conservatorio?
Fulvia: Ho iniziato i miei studi con il Maestro Egidio Eronico a Ribera, in Sicilia. A differenza di altre persone, ho avuto un percorso costellato da diversi insegnanti, ma posso dire che Egidio è stato una grande guida per me, soprattutto dal punto di vista umano. In seguito, ho studiato con la Prof.ssa Chen a Modena, dove ho conseguito il diploma, e lei mi ha spronata a studiare in Svizzera, con Patrick Demenga prima e con Antonio Meneses poi. Nel frattempo, Maria Kliegel è stato il mio modello musicale di riferimento, e ho seguito delle masterclass con lei.
Massimiliano: Ho iniziato lo studio del violoncello all’età di 7 anni e mi sono diplomato in Conservatorio dodici anni dopo. Ho avuto la fortuna di avere un unico insegnante di base, Vito Paternoster, e nei 5-6 anni di perfezionamento che sono seguiti sono rimasto ispirato da diversi docenti internazionali tra cui Francesco Strano all’accademia di Santa Cecilia, Rocco Filippini, Enrico Bronzi e Ivan Monighetti. Ognuno di essi ha contribuito alla mia formazione tecnica, umana e artistica.

Chi ha contribuito in modo determinante alla vostra crescita e maturazione artistica e professionale? 
Fulvia: Tutti gli insegnanti e i musicisti con i quali sono entrata in contatto. Dai docenti di violoncello, al Maestro Muti, ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa che poi si è mescolato al mio modo di essere, anche se, in ogni caso, questo resta originale in ognuno di noi.
Massimiliano: Ognuno dei docenti con cui ho avuto la fortuna di studiare, ma anche i Maestri Riccardo Muti e Daniele Gatti, e l’ascolto delle splendide e raffinatissime registrazioni di Enrico Dindo.

Elenchiamo i premi, i riconoscimenti e le vostre partecipazioni ai concorsi, almeno quelli principali? 
Fulvia: A me piace poco parlare di quantità di premi, perché il vero premio nella carriera di un musicista non è un attestato, ma è l’esperienza in seno ad un Festival o Concorso, qualora questa sia positiva. In ogni caso, l’anno del diploma (2004), sono risultata vincitrice assoluta del Premio Vittorio Veneto e in seguito anche del Torneo Internazionale della Musica 2004-2006 e del concorso AGIMUS Virtuosité di Padova. Inoltre, il nostro duo ha ricevuto un premio speciale al primo First International Vienna Competition del 2019.
Massimiliano: La partecipazione ai concorsi è stata una costante durante l’intero periodo dei miei studi; credo di averne fatti quasi una quarantina a cominciare da quelli vicini al mio Conservatorio, per finire ai più grandi e prestigiosi concorsi internazionali di violoncello. Ho ricevuto 33 premi, ma i più rilevanti sono stati il premio speciale al ‘Isang Yun’ Cello Competition in Corea del Sud, il primo premio a Liezen (Austria), il primo premio all’Arturo Bonucci (Italia) e il premio speciale al First International Vienna Competition. Al di là dei riconoscimenti, la partecipazione stessa alla competizione e la preparazione degli immensi programmi richiesti, restano tra le esperienze più formative in assoluto.

Quali sono stati i vostri impegni professionali più significativi, anche con gruppi da camera o con orchestre?
Fulvia: Una delle più belle esperienze della mia vita si è consolidata in seno all’Orchestra Cherubini del Maestro Muti: i suoi insegnamenti, misti alla mia giovane età, hanno plasmato significativamente la mia attitudine musicale. Per ciò che attiene ad altre orchestre, significativo è stato certamente il mio ruolo di primo violoncello della Camerata Lausanne di Pierre Amoyal, quando ancora questa esisteva. Abbiamo fatto belle tournée e concerti in grandi sale, come nella International House di Mosca nel 2013 e, come primo violoncello, è stata un’occasione grandiosa. In seguito, sono arrivate partecipazioni ad altre tournée in Corea e in Germania, sotto la guida di Daniel Hope, con altre orchestre. Come solista, meraviglioso il ricordo del concerto nella Sapporo Hall di Hokkaido con Massimiliano, l’esibizione del Concerto di Gulda a Winterthur e tanti altri bei concerti di musica da camera, dei quali ho perso il conto. Ma nulla di tutto ciò poteva davvero appartenermi come il progetto “Mr&Mrs Cello”, un duo creato con mio marito nel 2017.
Massimiliano: Di sicuro la collaborazione triennale con il Maestro Muti come primo violoncello nella Cherubini è tra gli impegni più significativi. Il Maestro mi dette la possibilità di eseguire il solo del Guglielmo Tell ben dieci volte in una tournée europea. Sono seguiti poi gli incarichi a Zurigo e Verona. Come solista il primo di Shostakovich eseguito a Basilea e il triplo concerto di Penderecki a Ravenna, concerto diretto dallo stesso autore. Per la musica da camera, posso dire di aver suonato con tantissimi splendidi musicisti che mi hanno ispirato; sarebbe difficile nominarli tutti, ma il progetto più autentico è quello del “Mr&Mrs Cello”, con mia moglie.

Quale è la vostra attività come docenti? Quanto contribuisce questo impegno anche nella vostra maturazione artistica e professionale? 
Fulvia: Essere docente è uno status che viene acquisito necessariamente durante il percorso musicale di un artista, qualora questo artista sia autentico, abbia consacrato la sua vita allo studio, e sia diventato consapevole di come ha acquisito queste capacità e sia abile nel trasmetterle, spiegarle a voce, mostrarle, individuare i problemi e attivare una strategia per risolverli. Non è un lavoro facile come alcuni credono, perché si entra nel percorso di vita di un ragazzo (Masterclass a parte) e se si è consapevoli del significato del proprio passaggio nella vita di queste persone, si può fare molto. Io non potrei vivere senza insegnare, perché amo aiutare le persone, sostenerle e usare moltissimo metafore di vita per risolvere i problemi strumentali. Perciò, oltre alla mia attività didattica nel cantone Zurigo, son diventata docente della Fondazione Iclassicalacademy, che distribuisce tutorial online in tutto il mondo. Son felice di aver integrato il mio sapere musicale e strumentale con conoscenze che vengono dalla disciplina dello yoga e del PNL e poter così aiutare persone che non hanno punti di riferimento.
Massimiliano: Insegno violoncello da circa dieci anni e attualmente sono docente presso il Conservatorio “Giacomo Puccini” di Gallarate. Amo aiutare i ragazzi a raggiungere il loro massimo potenziale e ad esprimere, attraverso la musica e il violoncello, la loro personalità. Ogni volta che insegno, scopro io stesso aspetti tecnici e musicali sempre nuovi. Direi che essere insegnante è una componente fondamentale e inseparabile del mio essere musicista.

Direzione artistica del Festival Regina Musica in Maenza: brevemente, di cosa si tratta, quali impegni e responsabilità comporta?
Fulvia: Per gestire un Festival sono necessarie diverse competenze manageriali, comunicative, relazionali e sociali, che ho acquisito un po’ sul campo e poi anche all’Università di Zurigo, dove ho conseguito il Master in gestione culturale. Il Festival Regina Musica di Maenza è stata una bella esperienza di generosità da parte del nostro staff, nel mettere a disposizione di gente affamata di sapere e cultura alcune tra le più belle pagine scritte per musica da camera. Nel 2019 è nato il nostro nuovo Festival a Horgen che ha usufruito del sapere e delle conoscenze acquisite a Maenza per svilupparsi al meglio.

Quando si è costituito il vostro Duo? In quale frangente? Quale intenti ha questo sodalizio? Esiste già una unità di programmi e di scelte artistiche? Quali saranno i Vostri impegni prossimi?
Fulvia e Massimiliano: Il duo Mr&Mrs Cello si fonda nell’aprile del 2017 con la trascrizione di un brano di Sam Smith che abbiamo eseguito in una sala antica di Zurigo seduti su Bionic Paints, ovvero pantaloni bionici creati da una società NOONE, che avevamo visto per caso su internet. Li abbiamo contattati per sapere se volessero collaborare e cosi abbiamo sperimentato questi pantaloni. Questo brano non ha poi visto la luce, sarà invece incluso nel nostro terzo album CROSSOVER THREE, in vendita da febbraio 2020. A questa esperienza son seguite le registrazioni video a Londra delle musiche di Einaudi e così è iniziata la nostra meravigliosa avventura come duo, nella vita e nella musica. Le scelte artistiche non sono decise a tavolino, perché non ci siamo costituiti per mero business. Arrangiamo e suoniamo quel che più’ ci piace, desiderio che avevamo da tempo. Se in un periodo siamo “più classici”, ci dedichiamo a tutti gli autori del barocco e incidiamo in questo senso, se invece abbiamo un’anima più pop, o, come nel caso della canzone Shallow, rimaniamo vivamente ispirati e sorpresi da questa canzone, allora ci dedichiamo a questo. È tutto frutto del nostro cuore e amore per la musica. Gli impegni prossimi sono partecipazioni a diversi festival italiani e internazionali, registrazioni e partecipazioni come… ancora non possiamo dirlo, ci spiace!

Cosa ha comportato trascrivere un brano di Einaudi per due violoncelli?
Fulvia e Massimiliano: È stato molto semplice per noi, essendo artisti con un bagaglio di studi abbastanza ampio. Io da piccola a 13 anni componevo musiche per pianoforte, oltre a scrivere romanzi, mentre Massimiliano ha studiato 4 anni composizione.

Già vi appartengono due album di studio: Crossover One and Two. Crossover ha un significato ben preciso ma quale caratteristiche devono avere un suono e lo spartito di un violoncello che abbraccia più stili o quantomeno non vuole essere circoscritto ad uno stile solo?
Fulvia e Massimiliano: Con il termine Crossover si intende denominare qualcosa che va al di là di un solo stile. Il nostro desiderio non è quello di snaturare il suono del violoncello, ma quello di usare la nostra musicalità e il linguaggio semplice della trascrizione, che adoperiamo per mettere a disposizione del mondo intero, grazie ad Halidonmusic, la nostra voce in quella canzone precisa o in quel brano.

Quali sono gli autori più presenti sui vostri leggii, al di fuori dei concerti?
Fulvia e Massimiliano: Abbracciamo quasi tutti i compositori, eccetto la musica contemporanea.

In un video molto interessante, suonate di fronte ad un robot meccanico che, ascoltando la vostra musica, danza.  Il tema della robotica e dell’intelligenza artificiale è sicuramente affascinante, anche perché apre nuove prospettive e speranze e spunti di riflessione, credo, su temi che l’uomo non ha ancora risolto e che potrebbero essere amplificati. Ma, partendo dalla vostra semplice, ma chiara esperienza, i violoncellisti cercheranno futuri astrali di spazi silenziosi e tecnologici per arrivare a qualche cosa di nuovo, o i robot si vedranno scoperti a ricercare qualche cosa di antico, fatto di legno, che genera un suono che viene dal passato per capire il proprio presente? 
Fulvia e Massimiliano: Quel che dice è molto interessante. Io credo che l’amore dell’uomo per la melodia non svanirà mai, e che si stia andando verso forme di perfezione interpretative sempre più elevate, nell’interpretazione e nella tecnica strumentale. La collaborazione con il robot che danza con la musica dal vivo è senz’altro un esperimento della scienza che va oltre l’immaginabile, ma la purezza di un suono rimarrà eterna, almeno fintantoché l’uomo non si estinguerà!

Ci volete parlare della Casa Discografica Halidonmusic? Che rapporto avete con questa label e verso quali progetti vi state proiettando?
Fulvia e Massimiliano: Halidonmusic è un grande partner della nostra produzione musicale video e audio. Ci hanno contattati dopo aver scoperto il nostro video “Nuvole Bianche” che fu distribuito dalla nostra PR a diversi canali. Dopo aver visto che posizione avessero su youtube (1 milione e ottocentomila followers), abbiamo firmato un contratto discografico con loro e si attivano molto bene nella promozione e divulgazione della nostra musica. Dal 2019 abbiamo anche firmato un contratto come arrangiatori con la più grande casa di distribuzione di musica pop nel mondo, Hal Leonard. A breve uscirà la nostra prima raccolta di brani pop con il titolo “Cello duets delight”, distribuito da Hal Leonard.

Per concludere: Astor Piazzolla (vostri i due video di Grandtango ed Esqualo) ha trasformato un linguaggio musicale popolare, dedicato principalmente al ludico ed al ballo, in un linguaggio erudito e colto, rendendolo universale e vettore dei sentimenti tutti di un popolo. Il violoncello non è uno strumento popolare, eppure sposa molto bene la sua musica. Quale è la vostra opinione a proposito? 
Fulvia e Massimiliano: Il violoncello  è uno degli strumenti più adatti nella musica di Piazzolla, nella musica classica, pop, rock. Suonare Piazzolla è molto divertente e dà molte soddisfazioni.

Grazie a Fulvia e Massimiliano per la gentile disponibilità a questa intervista, con l’augurio migliore per ogni cosa, non solo in ambito professionale, ma anche per ogni altro aspetto della vita.

9 marzo 2020

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