ACCADDE OGGI - Il 3 aprile 1897, muore a Vienna il compositore, pianista e direttore d'orchestra Johannes Brahms

 

Dal 19 ottobre al 30 novembre 2025, il violoncello sarà protagonista, a Bergamo, della XIX edizione del Festival Violoncellistico Internazionale Alfredo Piatti, che si svolgerà  in tre sedi, tutte collocate nella parte antica della città di Bergamo (Città Alta): Sala Piatti (via S. Salvatore, 6), Biblioteca Civica A. Mai (Piazza Vecchia, 15) e Teatro Sant’Andrea (via Porta Dipinta, 37).

Il Festival Violoncellistico Internazionale Alfredo Piatti, nato a Bergamo nel 2006 come primo festival italiano interamente dedicato al violoncello, fin dal suo primo anno di vita, ha scelto di affidare a grandi violoncellisti, come Antonio Meneses, Giovanni Sollima, David Geringas, Eric-Maria Couturier, Wen-Sinn Yang, Frans Helmerson, Giovanni Gnocchi, Umberto Clerici o Miriam Prandi, e a giovani interpreti già molto promettenti,  il compito di dar voce alle composizioni di Alfredo Piatti, inserendole nel contesto delle composizioni violoncellistiche di ogni epoca e genere.

Per volontà di Alfredo Piatti stesso, infatti, le sue composizioni, raccolte nel preziosissimo Fondo Piatti-Lochis, furono donate alla città di Bergamo e sono oggi custodite nella Biblioteca Musicale Gaetano Donizetti.

Ad Alfredo Piatti è infine dedicata la Sala Piatti, una meravigliosa sala da concerti dall’acustica perfetta, sede principale dei concerti del Festival.

Tutti i 6 appuntamenti del Festival 2025 si terranno, come tradizione, di domenica, in orario pomeridiano, e saranno ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, perché l’Associazione Piatti crede fortemente in una cultura dell’ascolto per la comunità, che sia accessibile a tutte le fasce di pubblico, dai giovanissimi agli anziani.

Informazioni: www.alfredopiatti.itinfoalfredopiatti@gmail.com

Direzione artistica: Andrea e Ljuba Bergamelli

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CALENDARIO DEI CONCERTI

Domenica 19 ottobre – ore 16.30 – Biblioteca Civica Angelo Mai
Luciano Berio & Cathy Berberian
Conferenza di Angela Ida De Benedictis (Paul Sacher Stiftung, Centro Studi Luciano Berio) con interventi musicali di Claudio Pasceri al violoncello e Ljuba Bergamelli, voce. Un evento speciale nel centenario della nascita di due giganti della musica contemporanea, con un focus sulla Sequenza XIV per violoncello e Sequenza III per voce.

Domenica 26 ottobre – ore 16.30 – Sala Piatti
Multiversum – Anteprima
L’anteprima del Festival Violoncellistico ospita una giovanissima violoncellista siciliana: Silvia Gira che presenta un programma che attraversa molteplici universi sonori tra acustico ed elettronico, con musiche di Zahra, Piatti, Weinberg, Prati, Bartolomey e Crumb. Concerto in collaborazione con MMT Creative Lab e il contributo del FNSV

Domenica 2 novembre – ore 16.30 – Sala Piatti
Timeless Dialogues
Il giovane violoncellista belga Liav Kerbel propone un dialogo senza tempo tra epoche e stili con Bach, Penderecki, Piatti, Fujikura e Britten. Un percorso che dimostra come il violoncello possa creare ponti tra la tradizione barocca e le avanguardie del XXI secolo.

Domenica 9 novembre – ore 16.30 – Teatro Sant’Andrea
Suite Zero
Spettacolo interdisciplinare che unisce danza e musica con Simona Bertozzi e Claudio Pasceri. Un viaggio attraverso Haydn, Fedele, Cheung Hui, Bach, Dadone, Hosokawa e Mahler, dove il corpo danzante dialoga con le corde del violoncello in una performance che esplora l’essenza del movimento e del suono.

Domenica 16 novembre – ore 16.30 – Sala Piatti
Ricordando Antonio Meneses
Ettore Pagano (Premio Abbaiti 2025) al violoncello e Massimo Spada al pianoforte rendono omaggio al grande maestro scomparso, con un programma che include Schnittke, Martinů, Piatti e Rachmaninoff. Un concerto che celebra la memoria di uno dei più importanti violoncellisti del nostro tempo, presidente onorario dell’Associazione Piatti e più volte ospite del Festival.

Domenica 23 novembre – ore 16.30 – Sala Piatti
Un Violoncello a Teatro – tra opera e balletto
Alessio Pianelli, apprezzato violoncellista dalla solida carriera concertistica e il pianista Eugenio Catone esplorano il rapporto tra violoncello e teatro d’opera con Beethoven, Servais, Strawinsky, Piatti e Castelnuovo-Tedesco. Un programma che rivela come il violoncello possa cantare i temi d’opera che hanno saputo conquistare i palcoscenici dell’opera e del balletto europeo.

Domenica 30 novembre – ore 16.30 – Sala Piatti
Orient / Occident
Michele Marco Rossi violoncellista dalla vasta cultura musicale e dall’approccio versatile al repertorio contemporaneo, chiude il festival con un programma che esplora l’incontro tra culture musicali diverse: Dall’Abaco, Hosokawa, Gabrielli, Marino, Hindemith, Aperghis, Supriani, Galli, Piatti e Xenakis. Un finale che celebra la capacità universale del violoncello di unire tradizioni e linguaggi apparentemente lontani.

 

 

Il 3 novembre 1801, nasce a Catania il compositore Vincenzo Bellini. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito del Souvenir des ‘Puritani’, Op.9 by Alfredo Piatti.

Il 18 luglio 1901, muore a Mozzo il violoncellista e compositore Alfredo Piatti. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito della sua Tarantella.

Alla vigilia dell’8 gennaio 2022, bicentenario della nascita del violoncellista Alfredo Piatti, Andrea Bergamelli accetta volentieri di rispondere a qualche mia domanda, per presentarsi, e per presentare l’Associazione Alfredo Piatti, di cui è direttore artistico.
Quali sono state le tappe più significative della tua formazione artistica? 
Certamente, la mia formazione artistica nasce in famiglia. Mio padre, Attilio Bergamelli, è un pianista molto attivo non solo nell’ambito della musica da camera, ma anche nell’organizzazione di concerti, e sono quindi cresciuto sempre a contatto con la musica e i musicisti. Credo di aver ereditato da lui, oltre ad una grande passione per la musica, due obiettivi: scoprire il repertorio meno conosciuto e valorizzare i giovani musicisti. Mio padre ha infatti fondato l’Associazione “Musica Rara” ed ha sempre promosso stagioni che avessero come obiettivo quello di dare spazio ai giovani interpreti. Dopo qualche incertezza iniziale su quale fosse lo strumento più adatto a me, ho scelto il violoncello ed ho iniziato gli studi nel Conservatorio di Bergamo. Ben presto, però, mi sono trasferito a Budapest, dove ho studiato all’Accademia “Franz Liszt” con Csaba Onczay. Al mio rientro in Italia, ho conseguito il diploma da privatista sotto la guida di Giovanni Sollima, e mi sono poi perfezionato con Mario Brunello, Antonio Meneses e il Trio di Trieste. Penso che un’esperienza particolarmente significativa per me, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista professionale, sia stata quella con la Gustav Mahler Jugendorchester, ma è stato certamente molto importante anche avere l’occasione di collaborare non solo con Giovanni Sollima, ma anche con altri grandi interpreti, come Jörg Demus, Antony Pay, Bruno Canino, Calogero Palermo, Dimitri Ashkenazy

Quando è nato il tuo interesse in particolare per Alfredo Piatti? E quali sono state le tappe che hanno portato alla creazione dell’Associazione Alfredo Piatti?
Per qualsiasi musicista che viva a Bergamo, la Sala Piatti è uno spazio particolarmente significativo: uno spazio dove si suona, ma anche uno spazio di incontro, dove si intrecciano con facilità legami di amicizia con altri musicisti. Credo che tutti i musicisti di Bergamo abbiano bellissimi ricordi di gioventù legati a questa sala: i primi saggi, i primi concerti, i primi amici… Per un violoncellista, poi, suonare sotto lo sguardo vigile di Alfredo Piatti, serio e benevolo nel suo ritratto, diventa un’esperienza ancora più preziosa. Ovviamente, anch’io, come tutti i violoncellisti, ho conosciuto le  composizioni di Piatti partendo dai 12 Capricci ma, ben presto, mi sono dedicato anche alla scoperta delle altre sue composizioni. Un compito facile per me, perchè quasi tutte le composizioni di Piatti sono conservate a Bergamo, nel Fondo Piatti Lochis, e quindi sono molto accessibili per un violoncellista bergamasco. Così, già verso la fine degli anni ’80, prima che nascesse l’idea di un’associazione vera e propria, insieme a mio padre, ho iniziato ad eseguire in pubblico le composizioni di Piatti. E poi, nel giugno del 1997, è nata l’Associazione. All’inizio, l’obiettivo lontano era quello di organizzare un festival per Piatti e l’obiettivo più vicino quello di organizzare le celebrazioni per il centenario della sua morte, nel 2001. A conclusione delle intense attività del 2001, insieme a mio padre, ho inciso, in un CD Phoenix Records, due delle sei sonate ed altre composizioni cameristiche particolarmente significative di Alfredo Piatti. Negli anni successivi, insieme anche a mia sorella Ljuba, che nel frattempo si era diplomata in canto, ci siamo dedicati alla diffusione delle composizioni vocali di Piatti, creando il Trio di Bergamo. La prima edizione del Festival, nel 2006, è stato comunque il traguardo più importante che abbiamo raggiunto perché, in quel momento, non esisteva in Italia nessun altro festival dedicato interamente al violoncello.

Andrea, Ljuba e Attilio Bergamelli

Nel novembre di quest’anno, il Festival Violoncellistico Interazionale Alfredo Piatti ha raggiunto la sua sedicesima edizione. Quali sono le motivazioni che hanno spinto l’Associazione Alfredo Piatti a far nascere questa manifestazione e a portarla avanti, pur fra mille difficoltà? Quali i risultati raggiunti?
Il Festival Violoncellistico Alfredo Piatti è nato con il desiderio di far riscoprire, non solo al pubblico, ma anche ai violoncellisti, le composizioni di Alfredo Piatti. In questi sedici anni siamo riusciti a raggiungere certamente ottimi risultati in questo senso, perché oggi moltissime delle composizioni di Piatti sono disponibili su CD, e vengono regolarmente eseguite dai violoncellisti di tutto il mondo. Fino alla fine del secolo scorso, invece, le uniche composizioni di Piatti che erano veramente conosciute erano i 12 Capricci, op. 25, che costituiscono un passaggio fondamentale per la crescita dei violoncellisti. Pochissimi erano i violoncellisti che sapevano che Piatti era stato un compositore molto prolifico, non solo di composizioni da camera e per violoncello e orchestra, ma anche di musica per voce, violoncello e pianoforte. Certamente, far partire il Festival e portarlo avanti è stato molto difficile, soprattutto quest’anno, ma abbiamo sempre potuto contare sul supporto della Fondazione MIA, che ci garantisce la disponibilità della meravigliosa Sala Piatti, una  delle più belle sale da concerto d’Italia, soprattutto dal punto di vista dell’acustica. Abbiamo poi avuto il supporto degli enti locali, delle fondazioni bancarie e di altri sponsor che hanno creduto nella validità del nostro progetto, ma soprattutto abbiamo avuto la disponibilità di grandi interpreti, come Antonio Meneses, Giovanni Sollima, David Geringas, Frans Helmerson, che hanno volentieri accettato di dare voce alle composizioni di Piatti, e di tanti giovani violoncellisti che hanno affrontato con coraggio e determinazione la sfida di studiare le composizioni di Piatti, quasi sempre estremamente impegnative dal punto di vista tecnico.

Quali sono i progetti dell’Associazione Alfredo Piatti per i festeggiamenti del bicentenario di Piatti?
Purtroppo, per una serie di sfortunare circostanze, legate anche alla situazione pandemica, siamo stati costrtetti ad annullare all’ultimo momento il concerto di Giovanni Sollima che avevamo in programma per festeggiare l’8 gennaio, ma speriamo di poterci rifare nei prossimi mesi. Appena la situazione si sarà assestata, e si potrò quindi tornare con maggiore serenità ai concerti in presenza, oltre al tradizionale festival di novembre, contiamo di organizzare concerti che si terranno fino alla fine del 2022, e non solo in Sala Piatti. Vorremmo infatti creare anche un intreccio fra arte, cultura e storia, valorizzando spazi alternativi come la Biblioteca Civica Angelo Mai, l’Accademia Carrara e le molte dimore storiche del nostro territorio. Abbiamo quindi coinvolto le più importanti accademie dove i violoncellisti si formano, perché i giovani interpreti siano protagonisti di alcuni di questi eventi. Ovviamente, non verranno eseguite sempre e solo composizioni di Alfredo Piatti, ma a tutti verrà chiesto, come sempre accade anche per il festival, di offrire al pubblico una visione a tutto tondo del repertorio violoncellistico. I dettagli sui singoli appuntamenti di questa stagione annuale, appena la situazione ne consentirà una maggiore definizione, verranno resi pubblici non solo attraverso il sito dell’associazione, ma anche sulle pagine facebook dell’Associazione Alfredo Piatti e del Festival Violoncellistico Internazionale Alfredo Piatti.

E quali i progetti per un futuro non così immediato?
Nel 2023, Bergamo e Brescia saranno Capitali Europee della Cultura, e stiamo lavorando per attivare una stretta collaborazione con l’Associazione Bazzini di Brescia. Il violinista Antonio Bazzini e Alfredo Piatti furono molto amici, oltre che colleghi, e ci sembra molto bello che anche le associazioni a loro intitolate possano collaborare da buone amiche. In futuro ci piacerebbe allargare la rete di collaborazione anche ad altre associazioni simili alla nostra, come ad esempio l’Associazione Bottesini di Crema o la Servais Society di Halle. Fra i sogni più lontani, c’è sicuramente un concorso violoncellistico internazionale dedicato a Piatti, nella sua città.

Grazie, Andrea, per la tua disponibilità con tanti auguri per un 2022 pieno di buona musica!

6 gennaio 2022

 

Il 10 ottobre 1813, nasce Roncole di Busseto il compositore Giuseppe Verdi. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito delle Rimembranze del ‘Trovatore’ di Verdi, Op.20 di Alfredo Piatti.

 

 

L’8 gennaio 1822, nasce a Bergamo il violoncellista e compositore Alfredo Piatti. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito del suo Cello Concerto No.2, Op.26.

“Sia Schumann (1810-56) che Piatti (1822-1901) hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo del violoncello e nell’elevare le aspettative su ciò che poteva ottenere come strumento solista. Che esista un legame più tangibile tra Schumann e Piatti non è così noto. Durante le mie ricerche per la nuova edizione del concerto di Schumann, pubblicato dall’edizione Peters e basato sull’autografo di Cracovia, ho scoperto tra i fogli del manoscritto originale conservato a Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai, Italia, un messaggio di Clara Schumann, datato Ottobre 1881, in cui offre a Piatti il ​​concerto di suo marito: “Al signor Piatti, con affettuosi ricordi, Clara Schumann”. È possibile che Clara fosse presente anche quando Piatti eseguì per la prima volta in Inghilterra il Concerto di Schumann, al Crystal Palace, a Londra nel 1866. Sono lieta che questi tre capolavori del XIX secolo possano ora essere celebrati su questo disco.”

In queste parole, Josephin Knight ben sintetizza la scelta di unire in un unico CD il Concerto di Schumann per violoncello e orchestra con il Concertino op.18 ed il Concerto op.26 di Piatti. Le strade di Clara Schumann ed Alfredo Piatti si incrociarono più volte sui palcoscenici inglesi, a partire dal 1856 e una profonda stima reciproca legava i due interpreti. Fu certamente Clara a far conoscere ed apprezzare a Piatti le composizioni del marito. Dopo aver suonato per la prima volta con Clara, il 13 maggio 1856, alla Musical Union, Piatti iniziò infatti ad inserire sistematicamente nei suoi programmi di concerto composizioni di Schumann, mentre prima di tale data non aveva mai eseguito composizioni di Schumann ed appare quindi naturale che proprio a Piatti fosse stata affidata la prima londinese del Concerto di Schumann.

Molto conosciuto oggi il Concerto di Schumann, del quale Josephin Knight offre un’ottima interpretazione mettendo in evidenza la tensione emotiva senza perdere l’equilibrio interpretativo e dimostrando di saper ben dialogare con la Royal Northern Sinfonia che la affianca sotto l’esperta guida di Martin Yates. Molto meno noti i due pezzi di Piatti, ma certamente degni di entrare a pieno titolo nel repertorio violoncellistico. Per eseguirli è necessario possedere non solo una completa padronanza tecnica dello strumento, ma anche la sensibilità necessaria per far autenticamente “cantare” lo strumento. Josephin Knight supera certamente la prova a pieni voti, con grazia, equilibrio e decisione, dimostrandosi la degna erede di Alfredo Piatti alla Royal Academy of Music.

Nel libretto del CD, interessanti informazioni storiche consentono un ascolto contestualizzato dei tre pezzi proposti.

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SCHUMANN & PIATTI, Works for Cello & Orchestra

– ROBERT SCHUMANN, Cello Concerto in A minor, Op. 129: Nicht zu schnell – Langsam – Etwas lebhafter
– ALFREDO PIATTI, Concertino for Cello & Orchestra, Op. 18: 
– ALFREDO PIATTI, Cello Concerto No. 2 in D minor, Op. 26: Maestoso – Poco più moderato – Cadenza – Più moderato – Andante lento – Allegro vivo

Interpreti: Josephine Knight, violoncello – Royal Northern Sinfonia  (dir. Martin Yates)
Etichetta: Dutton
Data: 20 marzo, 2020

Con il loro secondo CD, il violoncellista Adrian Bradbury e il pianista Oliver Davies concludono il loro prezioso lavoro di ricostruzione delle 12 fantasie su arie d’opera di Alfredo Piatti, il grande violoncellista italiano noto in tutto il mondo per i suoi famosissimi 12 Capricci.

“Piatti, nato in Italia, il violoncellista preferito dell’Inghilterra e in particolare della Regina Vittoria”.

Nato a due passi dalla casa di Gaetano Donizetti, in una famiglia di musicisti, Alfredo Piatti crebbe immerso nella magica atmosfera musicale dell’epoca d’oro della lirica italiana. Fin dai primi anni della sua vita, seduto in orchestra accanto al suo maestro, suonando una viola da gamba trasformata in un piccolo violoncello, ebbe modo di ascoltare i grandi cantanti del suo tempo e di immagazzinare, in un angolo riposto del suo cuore, un tesoro di meravigliose melodie. Quelle stesse melodie che il pubblico, che allora affollava i teatri d’opera, canticchiava tornando a casa dopo lo spettacolo. Quelle tristi, dolci, allegre ed appassionate melodie che davano così efficacemente forma e colore al variegato caleidoscopio delle emozioni umane.

Appare quindi del tutto naturale che frammenti di quelle melodie si ricomponessero poi, quasi da soli, sotto le sue agili dita, come ricordi che si ricompongono in un sogno, dando vita alle sue fantasie. Fantasie che davano all’interprete la possibilità di dar prova della sua creatività e della sua eccezionale tecnica, e al pubblico la piacevole sensazione di ascoltare qualcosa di noto, ma al tempo stesso di nuovo. Perché la linea di una semplice melodia, scomposta e ricomposta in un ricco gioco di variazioni, offre a chi ascolta il piacere di una continua scoperta.

Certo, l’interprete moderno che affronta queste fantasie, e lo fa partendo dai manoscritti, dimostra molto coraggio, e se poi non si limita ad una fantasia, ma le affronta tutte e dodici, dimostra anche molta tenacia. Ma Adrian Bradbury e Oliver Davies hanno affrontato la sfida non solo con la tenacia necessaria, ma anche con grande serietà e passione. Fra loro perfetta sintonia d’intenti, che ha preso forma nell’attento studio filologico dei manoscritti prima e poi nella straordinaria capacità di mettere sempre in primo piano una cantabilità elegante e raffinata, soprattutto nei passaggi più densi di difficoltà, là dove sarebbe stato più facile cadere nella tentazione di ostentare la propria padronanza tecnica, perdendo di vista la linea melodica e la cura della qualità del suono.

Una sfida superata quindi, che assume anche il valore speciale di un testamento musicale. Oliver Davies, infatti, pochi giorni dopo l’uscita del secondo CD, ha abbandonato per sempre l’amata tastiera del suo Bechstein, lasciando incompiuto il progetto di dedicarsi alle tante altre fantasie comprese fra le composizioni di Alfredo Piatti. Questi CD conservano quindi per sempre anche il prezioso ricordo del suo modo di suonare: preciso, deciso, raffinato e gentile.

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ALFREDO PIATTI, The Operatic Fantasies

VOL.1
– Souvenir de Beatrice di Tenda*
– Souvenir de La Sonnambula, Op.5*
– Souvenir des Puritani, Op.9*
– Capriccio sopra un tema della Niobe, Op.22
– Fantasia sopra alcuni motivi della Gemma di Vergy
– Impromptu on an air by Purcell in the Indian Queen*

VOL.2
– Introduction et Variations sur un thème de Lucia di Lammermoor, Op.2
– Rondò sulla Favorita*
– Souvenir de l’opéra Linda di Chamounix, Op.13
– Parafrasi sulla Barcarola del Marin Faliero*
– Rimembranze del Trovatore, Op.21
– Capriccio sur des Airs de Balfe*

*world premiere recording

Interpreti: Adrian Bradbury, violoncello – Oliver Davies, pianoforte
Etichetta: Meridian
Data: 18 giugno, 2020

 

Il 18 luglio 1901, muore a Mozzo il violoncellista e compositore Alfredo Piatti. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito della sua Capriccio sopra un tema della ‘Niobe’, Op.22.

 

Il 30 marzo 1764, muore ad Amsterdam il violinista e compositore Pietro Antonio Locatelli. MyCello lo ricorda proponendo l’ascolto e lo spartito della trascrizione di Alfredo Piatti dalla sua Sonata in D.

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